«La coscienza di avere una grande storia è uno stimolo per costruire un futuro degno di quella storia. La nostra generazione deve consegnare alle generazioni future un Friuli ricco di valori come quello che è stato consegnato a noi e invece negli ultimi dieci anni abbiamo avuto la sensazione che questa continuità di sviluppo storico e di crescita culturale, sociale ed economica si sia smorzata. Dobbiamo riprendere il senso e il coraggio di costruire un futuro per il Friuli». Così Sergio Cecotti, candidato del Patto per l’Autonomia alla presidenza della Regione Friuli-Venezia Giulia, a margine delle celebrazioni ufficiali per la Fieste de Patrie dal Friûl, che si sono svolte domenica 8 aprile, a Valvasone Arzene, a 941 anni dalla nascita dello Stato patriarcale friulano.

Una festa – questo il concetto ribadito nei discorsi ufficiali –, con cui si vuole riconoscere e diffondere il messaggio che l’identità e la cultura friulane appartengono alla regione intera, nel suo complesso e con le sue diversità. Una festa che è un’importante occasione di riflessione, di conoscenza e di condivisione per ragionare del Friuli di oggi e di domani, della sua pluralità linguistica e culturale, della sua tradizione di autogoverno, della sua vocazione a mettersi in relazione con il resto dell’Europa e del mondo. Un patrimonio da trasmettere ai più giovani. È quello che hanno fatto i Comuni di Valvasone Arzene, Casarsa della Delizia e San Giorgio della Richinvelda che, come primo atto delle celebrazioni della Fieste, hanno consegnato le bandiere del Friuli alle classi delle terze medie dei tre comuni. «È stato un modo per far conoscere la storia del Friuli ai ragazzi, perché un popolo che dimentica la sua storia e la sua lingua è destinato a scomparire – afferma Markus Maurmair, sindaco di Valvasone Arzene e presidente del Patto per l’Autonomia –. In un mondo sempre più liquido, avere una identità aiuta a essere persone che hanno un futuro, è una possibilità in più per i nostri giovani. Partiamo dal passato per guardare al domani».

Prima di partecipare alla Fieste de Patrie dal Friûl a Valvasone Arzene, Sergio Cecotti è intervenuto, presso le carceri di via Spalato a Udine, alla cerimonia in memoria della strage compiuta dalle SS di Hitler che nell’aprile del 1945 massacrarono 29 partigiani garibaldini e osovani.

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