Un organismo pagatore autonomo nuovo, più vicino al territorio e alle imprese. E ancora, studiare l’operato di altre Regioni che si sono dimostrate più efficienti ed efficaci nell’attivazione e gestione dei fondi PSR, Piano di sviluppo rurale, per dare a questo potente strumento la possibilità di sostenere realmente lo sviluppo del territorio; valorizzare le eccellenze regionali e creare una sottozona del Montasio Dop Friuli (il Montasio è l’unico prodotto Dop che valga sul mercato meno dei prodotti non Dop). Sono alcune delle linee di lavoro del Patto per l’Autonomia, in tema di agricoltura, espresse dal suo candidato alla presidenza della Regione, Sergio Cecotti, che oggi, giovedì 26 aprile, ha incontrato i vertici di Coldiretti Friuli-Venezia Giulia nella sede regionale della Federazione a Udine.

Cecotti ha firmato il documento-proposta di Coldiretti Fvg in vista delle elezioni regionali. Il candidato del Patto per l’Autonomia si è impegnato a sostenere le istanze della Federazione che, con il presidente Dario Ermacora, ha ribadito, tra l’altro, l’urgenza di un cambio di rotta in tema di consumo del suolo, la valorizzazione della risorsa acqua, l’assessorato unico per le politiche del cibo e la ristrutturazione della cooperazione, la prevenzione rispetto ai danni da selvaggina.

Il Patto per l’Autonomia lamenta l’assenza di una vera politica agricola regionale, sostituita dal tentativo, più o meno riuscito, di spendere i fondi europei, senza avere una strategia di lungo periodo, imprescindibile in agricoltura e nella gestione delle risorse naturali. Nel suo programma, il Patto propone anche il rafforzamento delle filiere locali per l’imbottigliamento delle uve prodotte in Friuli-Venezia Giulia (Pinot grigio, Prosecco, Glera, Ribolla gialla) che oggi vengono prevalentemente valorizzate fuori Regione; l’attivazione di altri Distretti Agroalimentari oltre al Parco alimentare di San Daniele poiché è indispensabile attirare risorse per le zone di eccellenza, quale San Giorgio della Richinvelda per il vino ed il vivaismo viticolo, oppure Pedemontana per la frutticoltura di qualità in forte ripresa o per valorizzare le straordinarie qualità del Collio; il sostegno al credito agevolato e a lungo termine per gli investimenti agricoli in alternativa agli interventi a fondo perduto e il supporto all’agricoltura biologica, usata per qualificare prodotti, territori e competenze. Non ultimo, è importante attivare iniziative di reale ri-qualificazione del legname del Friuli–Venezia Giulia: oggi una buona parte del legno ricavato dai nostri boschi viene esportato, lavorato e commercializzato in Austria. Si tratta di strutturare una vera filiera locale, capace di trovare i volumi sufficienti per le necessarie economie di scala e per trattenere sul territorio il valore che viene prodotto.

 

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