«Così la Regione toglie competenze ai Comuni.

È questo che si intende per decentramento?»

Ritirando gli emendamenti dei consiglieri di maggioranza sulle poste puntuali delle variazioni di bilancio, il relatore di maggioranza Mauro Bordin (Lega) ha anticipato la presentazione di una legge quadro che, in tempi molto brevi, consentirà di dare risposta alle varie esigenze riscontrate sul territorio. «Se l’obiettivo era quello di dimostrare la necessità di una regolamentazione delle poste puntuali, c’era bisogno di presentare e poi ritirare gli emendamenti? Abbiamo assistito a una partita surreale in seno alla maggioranza», ha affermato durante il dibattito in Aula il capogruppo del Patto per l’Autonomia in Consiglio regionale Massimo Moretuzzo.

«Ma quello che mi preoccupa davvero è il modus operandi della Regione, che con una legge quadro intende stabilire quali e quanti risorse erogare alle associazioni del territorio, cosa che in parte prima veniva gestita dalle Province. E’ questo che la maggioranza intende per decentramento dalla Regione?! Invece di passare questo tipo di competenze ai Comuni, che ogni piè sospinto si dice di voler valorizzare, si accentra tutto alla Regione, compresi i contributi ai sodalizi culturali, sportivi… Mi pare si sia partiti con il piede sbagliato. Un altro brutto segnale quindi da parte della maggioranza, che ha fatto un errore anche congelando a beneficio dello Stato 10 milioni di euro per la sanità. Un accantonamento sul quale nutro riserve. Non si tratta di comportarsi come il buon padre di famiglia – come è stato detto –, ma di riaprire con determinazione la trattativa con lo Stato anche in merito all’accantonamento delle risorse, senza più atteggiamenti di subalternità da parte della Regione. La scelta della Giunta regionale va nella direzione opposta. Pensiamo – ha affermato Moretuzzo, anticipando il contenuto di alcuni emendamenti del Gruppo consiliare al disegno di legge di assestamento del bilancio 2018-2020 – che i 10 milioni di euro avrebbero potuto essere impiegati per affrontare altre emergenze, in particolare a beneficio delle aziende agricole soffocate dal ritardo nell’erogazione dei finanziamenti pubblici promessi, sostenendo il Fondo di rotazione, e del settore edile attraverso il recupero del patrimonio abitativo dei centri storici».

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