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Tagliamento bene comune

Il Re dei fiumi alpini sia patrimonio UNESCO

Il Tagliamento è un bene comune, ed è fondamentale uscire dalla contrapposizione errata tra naturalità e sicurezza.

Le ferite inferte in passato devono insegnarci ad agire ed intervenire in modo diverso, disinnescando ogni tentativo di replicare dinamiche di relazione con il fiume che sono solo forme di sfruttamento che creano danni irreversibili.

Stop a progetti che portano vantaggi solo a soggetti molto lontani dai territori che il grande fiume naturale attraversa.

I giovedì del Patto

Massimo Moretuzzo e Mario Tozzi lanciano l'idea del Tagliamento Patrimonio Unesco

Mozione in Consiglio Regionale

Depositata dai Consiglieri Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli
del Patto per l'Autonomia

Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia,

VISTO l’articolo 9 della Costituzione; RICHIAMATA la Convenzione Internazionale sulla Protezione del Patrimonio culturale e naturale mondiale, firmata a Parigi il 23 novembre 1972 adottata dalla Convenzione Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura;

VISTE le Direttive comunitarie 2000/60/CE (Direttiva Quadro Acqua), 92/43/CEE (Habitat istitutiva della Rete Natura 2000), 79/409/CEE (Uccelli) e 2001/42/CE (Valutazione d’Impatto Ambientale Strategica concernente “la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente naturale”);

VISTA la legge 6 aprile 1977, n. 184 recante «Ratifica ed esecuzione della convenzione sulla protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale, firmata a Parigi il 23 novembre 1972»; RICHIAMATI il D.Lgs. n. 152/2006 recante «Norme in materia ambientale» e la Legge regionale 29 aprile 2015, n. 11 recante «Disciplina organica in materia di difesa del suolo e di utilizzazione delle acque»;

RICHIAMATA la Legge regionale 25 luglio 2019, n. 11 recante «Misure di sostegno a favore del patrimonio regionale inserito nella lista del patrimonio mondiale posto sotto la tutela dell'UNESCO» e, in particolare, il comma 2 dell’articolo 1 laddove si specifica che detta legge «disciplina altresì le condizioni per il sostegno da parte della Regione ai progetti di inserimento dei beni culturali, anche immateriali, siti sul territorio regionale, nella lista del patrimonio culturale mondiale dell'UNESCO»;

CONSIDERATO che la citata Convenzione Internazionale promuove la tutela del patrimonio in senso ampio nel rispetto della proprietà e della sovranità nazionale, inserendo nella “Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO” i siti che meritano la salvaguardia, la tutela, la conservazione e la cooperazione da parte dell’intera comunità internazionale;

PRESO ATTO che, secondo quanto sancito dall'articolo 2 della Convenzione di Parigi di cui alla legge 184/1977, sono considerati “patrimonio mondiale naturale”: i monumenti naturali costituiti da formazioni fisiche e biologiche o da gruppi di tali formazioni di valore universale eccezionale dall’aspetto estetico o scientifico, le formazioni geologiche e fisiografiche e le zone strettamente delimitate costituenti l’habitat di specie animali e vegetali minacciate, di valore universale eccezionale dall’aspetto scientifico o conservativo, i siti naturali o le zone naturali strettamente delimitate di valore universale eccezionale dall’aspetto scientifico, conservativo o estetico naturale;

DATO ATTO che il Piano paesaggistico della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia è stato approvato con Decreto del Presidente della Regione del 24 aprile 2018, n. 0111/Pres e pubblicato sul Supplemento ordinario n. 25 del 9 maggio 2018 al Bollettino Ufficiale della Regione n. 19 del 9 maggio 2018, diventando efficace dal 10 maggio 2018;

RICHIAMATO l’articolo 23 delle Norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico regionale (PPR) in cui si legge: «Il PPR riconosce e individua i fiumi, torrenti, corsi d’acqua, tutelati ai sensi dell’articolo 142, comma 1, lettera c), del Codice, quale componente del paesaggio regionale da tutelare e valorizzare» (comma 1) e (comma 6) «La pianificazione settoriale, territoriale ed urbanistica recepisce i seguenti : a) salvaguardare e valorizzare i caratteri morfologici, storico-insediativi, percettivi e identitari dei paesaggi dell’acqua al fine di contrastare la tendenza alla loro frammentazione, riduzione e eliminazione progressiva; b) limitare e ridurre le trasformazioni degli alvei e delle sponde e l’artificializzazione del reticolo idrografico; c) conservare e incrementare gli elementi di naturalità delle componenti idrologiche riducendo i processi di frammentazione degli habitat e degli ecosistemi fluviali, promuovendo l’inclusione degli stessi nella rete ecologica regionale e locale quali elementi di connessione; d) garantire l’accessibilità e la fruibilità del reticolo idrografico dei fiumi, torrenti e corsi d’acqua anche attraverso interventi di promozione della mobilità lenta, ove compatibile con le esigenze di tutela degli habitat e degli ecosistemi ripariali; e) salvaguardare e valorizzare i servizi ecosistemici offerti dagli ambienti fluviali, anche migliorando la qualità delle formazioni vegetali ripariali e dei loro livelli di maturità, complessità strutturale e continuità longitudinale e trasversale ai corsi d’acqua (mantenimento del continuum fluviale), nonché gli elementi naturali che connotano il paesaggio fluviale; f) tutelare e valorizzare le rogge ed i canali artificiali di impianto storico, gli edifici ed i manufatti di interesse storico culturale connessi al paesaggio fluviale considerando sia i beni già individuati nel Quadro conoscitivo che nella rete regionale dei beni culturali che gli ulteriori beni e valori riconosciuti con la pianificazione settoriale, territoriale ed urbanistica; g) ridurre la pressione insediativa sugli ecosistemi fluviali attraverso piani attuativi o progetti di sottrazione dei detrattori di qualità paesaggistica, interventi di bonifica ambientale e riqualificazione/rinaturalizzazione dei paesaggi degradati, individuati con la pianificazione settoriale, territoriale e urbanistica»;

RICORDATO, altresì, l’allegato 70 del PPR (Scheda della Rete Ecologica Regionale) e, in particolare, il paragrafo 1.3.1 (Connettivi lineari: i connettivi della rete idrografica di interesse regionale) in cui si afferma che: «Sono considerati corridoi di interesse regionale quelli che connettono più ambiti collocati in aree geografiche diverse. Il Fiume Tagliamento (ecotopi 01101, 02101, 03006, 03105, 04001, 04008, 04103, 05001, 05002, 05101, 07003, 07105, 08001, 08101, 09101, 10101, 12109). Il Tagliamento rappresenta il fiume alpino a carattere torrentizio con la minore modificazione antropica di tutta l’Europa e la complessa funzionalità di questo sistema è stata oggetto di numerosi studi da parte della comunità scientifica internazionale. Sulla base di questi studi sono stati avviati progetti di rinaturalizzazione di fiumi alpini in altre parti d’Europa. La sua conservata naturalità lo rende il principale corridoio ecologico della regione, con 163 km di lunghezza che conducono dalle Alpi al mare Adriatico. […] Il principale corridoio ecologico della regione risente comunque di alcuni significativi impatti antropici: […]. La foce del Tagliamento rappresenta il più bell’esempio in Adriatico di forma deltizia cuspidata. […] L’obiettivo di conservazione principale è quello di mantenere l’alveo a canali intrecciati in tutto il corso caratterizzato da questa dinamica e la naturalità della golena e delle sponde. La presenza di una serie di aree core e di ecotopi ad alta connettività garantisce la funzionalità complessiva ma va sottolineato l’aspetto dell’unitarietà generale del sistema ecologico rispetto a previsioni che possano portare al degrado di sue parti significative anche in considerazione della sua pericolosità idraulica e alla necessità di attuare azioni di contenimento del rischio. Per valenza ecologica, sviluppo e livello di connettività può essere riconosciuto come una delle principali infrastrutture verdi del contesto regionale in linea con gli indirizzi della Strategia europea per le infrastrutture verdi (COM(2013) 249 final).»;

RICORDATO che, come indicato nell’allegato 70 del PPR, lungo il corso del Tagliamento vi sono tre siti Natura2000 e che tali siti sono denominati “Valle del Medio Tagliamento” (all’interno della quale è compresa al suo interno la Riserva naturale regionale del Lago di Cornino (510 ha) istituita ai sensi della legge regionale in materia di aree protette n. 42 del 1996), “Greto del Tagliamento” e “Bosco di Golena del Torreano”, oltre al sito in prossimità della foce del Tagliamento denominato “Pineta di Lignano”;

VALUTATO che, pertanto, l’Amministrazione regionale ha già formalmente affermato l’importanza dei corridoi fluviali e del fiume Tagliamento in particolare, contestualmente riconoscendo il suo carattere di unicità tanto nel panorama alpino quanto in quello europeo e mondiale;

RICORDATO che, nella risoluzione «Sessione europea 2020. Indirizzi relativi alla partecipazione della Regione Friuli Venezia Giulia alla fase ascendente del diritto dell’Unione europea» votata dal Consiglio regionale il 23 giugno 2020, a pagina 5 in riferimento alla priorità 1 (Un Green Deal europeo), viene auspicato che «la tutela della risorsa idrica, rappresentando l’acqua una risorsa strategica per il prossimo futuro, bene prezioso ora più che mai da tutelare in un’ottica di sostenibilità dell’azione umana sul territorio ed in particolare del Tagliamento, ultimo grande fiume dell’Europa centrale»;

SEGNALATO che per essere inseriti nella Lista Unesco i siti devono essere di eccezionale valore universale e rispondere ad almeno uno dei dieci criteri previsti nelle Linee Guida Operative, fra i quali: «[…] (vii) Presentare fenomeni naturali eccezionali o aree di eccezionale bellezza naturale o importanza estetica. (viii) Costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative. (ix) Costituire esempi significativi di importanti processi ecologici e biologici in atto nell’evoluzione e nello sviluppo di ecosistemi e di ambienti vegetali e animali terrestri, di acqua dolce, costieri e marini. (x) Presentare gli habitat naturali più importanti e significativi, adatti per la conservazione in situ della diversità biologica, compresi quelli in cui sopravvivono specie minacciate di eccezionale valore universale dal punto di vista della scienza o della conservazione.»;

RICORDATO, infine, che il patrimonio Unesco rappresenta «l’eredità del passato di cui noi oggi beneficiamo e che trasmettiamo alle generazioni future»; VALUTATA l’unicità del fiume Tagliamento come un valore da tutelare, difendere, promuovere e da consegnare intatta nella propria specificità ai posteri;

RICORDATO che già a partire dal 1995 la comunità scientifica internazionale richiedeva una tutela Unesco per il sistema ecofluviale del Tagliamento, considerato sistema ecologico di riferimento europeo, richiesta reiterata negli anni successivi con urgenza alla Regione Friuli-Venezia Giulia e all’Unione Europea;

CONSIDERATO che, per quanto concerne la candidatura a bene Unesco, l’iter prevede innanzitutto la richiesta di iscrizione nella Tentative List nazionale, e che la procedura di candidatura in questa Lista propositiva passa per la compilazione di un apposito formulario che, allegato alle Linee Guida Operative, viene poi inviato alla CNIU la quale, a seguito di un primo esame, procede ad inoltrare la domanda ai Ministeri competenti e successivamente il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, per i siti culturali, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per i siti naturali, valutano i contenuti della domanda e, ove rinvengano i requisiti per una valida candidatura, entrano in contatto direttamente con i proponenti per definire congiuntamente i contenuti della richiesta di iscrizione nella Tentative List da trasmettere al WHC, dandone notizia alla CNIU;

RICORDATO che la scelta dei siti candidati all’Unesco per diventare Patrimoni dell’Umanità è in capo alle Commissioni nazionali e che ogni Commissione nazionale prende ad esame le candidature dei vari siti precedentemente inseriti nella richiamata Tentative list, individuando quali trasmettere alla sede centrale Unesco;

RICHIAMATO che, sulla scelta dell’Unesco, negli ultimi anni le candidature sono state limitate a due per ogni Stato, una per i beni culturali e una per quelli naturali o paesaggistici;

RICORDATO, altresì, che con la Delibera di Giunta n. 1513 del 4 agosto 2017 recante «Candidatura a riconoscimento di riserva della biosfera (del programma MAB dell’Unesco) per l'area del fiume Tagliamento. Protocollo di intesa Regione Friuli Venezia Giulia e il WWF European Alpine Programme» ha formalmente riconosciuto le straordinarie qualità ecologiche del fiume Tagliamento, sottoscrivendo con il WWF European Alpine Programme un protocollo di intesa per la candidatura a riconoscimento di riserva della biosfera del programma MAB dell’Unesco per l’area del richiamato fiume;

RICORDATO che il riconoscimento a biosfera del programma MAB Unesco risultava sicuramente un’opportunità importante ma che, in considerazione dell’unicità e dell’importanza del fiume Tagliamento, risulta sicuramente più opportuno considerare l’opportunità di candidare il Tagliamento a ottenere il riconoscimento di bene Unesco;

DATO ATTO che la predisposizione di una proposta di candidatura del fiume Tagliamento a bene Unesco non può prescindere da un coinvolgimento attivo degli Enti Pubblici Territoriali, a vario titolo direttamente coinvolti nell’importante processo;

RAVVISATA l’importanza e l’imprescindibilità della più ampia condivisione possibile del processo di riconoscimento del fiume Tagliamento quale patrimonio dell’umanità iscritto nella lista UNESCO, processo che potrebbe beneficiare della concretizzazione di quanto annunciato dall’Assessore Scoccimarro nella seduta del Consiglio regionale n. 129 del 19 febbraio 2020 ossia di quanto contenuto nella nota del 16 dicembre 2019 con la quale l’Amministrazione regionale ha «condiviso con l'Autorità di distretto e con la Regione Veneto il testo di un documento di intenti denominato "Verso il contratto di fiume del Tagliamento"»;

EVIDENZIATO che, alla luce di quanto rilevato da uno studio del 2011 promosso dalla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, in collaborazione con l’Università IULM, volto a rilevare la propria immagine percepita presso l’opinione pubblica e gli opinion makers, il 98% degli intervistati conosce l’Unesco e che, a un livello molto elevato di fiducia (66%), si accompagna la percezione del marchio Unesco come un valore aggiunto in termini di prestigio e reputazione anche rispetto alle attività di promozione turistica e territoriale;

CONSIDERATO che il riconoscimento del fiume Tagliamento consentirebbe un incremento importante anche del potenziale turistico del sito, proiettandolo ancor di più su circuiti turistici internazionali e diventando potenzialmente un traino per un turismo slow con ricadute su tutto il turismo regionale e di promozione territoriale;

Tutto ciò premesso, impegna la Giunta regionale:

  1. a porre in essere tutte le azioni volte alla maggior tutela possibile del fiume Tagliamento dalle sue sorgenti alla sua foce, al fine di tutelare la sua naturalità;
  2. ad attivarsi nell’immediatezza per avviare un tavolo di lavoro con tutte le realtà locali e i portatori di interesse legati alla realtà del fiume Tagliamento per la costituzione di un gruppo di lavoro finalizzato ad una rapida interlocuzione con il Ministero all’ambiente in un’ottica di presentazione del progetto di candidatura Unesco – patrimonio dell’umanità intitolato “Tagliamento, il re dei fiumi alpini”;
  3. a garantire il proprio impegno, anche in termini finanziari, per arrivare in tempi brevi all’elaborazione di quanto previsto al fine di addivenire all’iscrizione nella Tentative list dei beni Unesco.

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