Newsletter del Patto per l'Autonomia

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Tesseramento 2022

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Il Patto in azione

Pace, Balcani, migrazioni

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Una riflessione sulla pace e sui diritti umani a partire dall’esperienza dei Balcani. È quanto si propone di fare l’incontro dal titolo “Pace, Balcani, migrazioni”, organizzato dal Patto per l’Autonomia, in programma venerdì 4 novembre, alle 18, nella Casa dello studente a Spilimbergo.

All’iniziativa, introdotta da Giampaolo Bidoli, consigliere regionale del Patto per l’Autonomia, e moderata dal giornalista Giuseppe Ragogna, interverranno lo scrittore Tullio Avoledo, la musicista Giuseppina Casarin e il giornalista e scrittore Marzio Mian, autore con Francesco Battistin del libro “Maledetta Sarajevo. Viaggio nella guerra dei trent’anni. Il Vietnam d’Europa”. Elisa Giolo e Martina Libertà testimonieranno sul progetto a tappe di sensibilizzazione e solidarietà sulla rotta balcanica “Alla ricerca di Simurg” assieme a una rappresentanza dei gruppi della Carovana della Musica e del laboratorio Canto Spontaneo di Spilimbergo. Trarrà le conclusioni Massimo Moretuzzo, segretario e capogruppo in Consiglio regionale del Patto per l’Autonomia. L’ingresso è libero e gratuito.

«Pensiamo sia importante ragionare sulla costruzione di una pace duratura e di una convivenza civile che sappia vincere la tentazione dei nazionalismi – afferma il consigliere del Patto per l’Autonomia Giampaolo Bidoli –. Lo è ancora di più in questo momento storico segnato da un conflitto alle nostre porte, che impone di mobilitare tutte le risorse possibili – politiche, diplomatiche, economiche – per guardare oltre l’orizzonte della tragedia in atto. Allo stesso modo vanno moltiplicati gli sforzi per ricucire gli altri contrasti interni al continente, a partire dai Balcani, una sfida decisiva per la pace futura».


Ddl disabilità, bene la nuova norma, ma si coinvolgano i Comuni.

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Esprime soddisfazione il consigliere regionale del Patto per l’Autonomia Giampaolo Bidoli per la definizione del ddl 173 “Interventi a favore delle persone con disabilità e riordino dei servizi sociosanitari in materia”, frutto di «un grosso lavoro di tessitura a cura della direzione e degli uffici e del prezioso supporto dei soggetti che si occupano di disabilità in regione e che, grazie a un proficuo confronto, ha permesso, anche negli ultimi passaggi, di migliorare ulteriormente la norma superando la legge regionale di riferimento che risaliva, ormai, ad oltre 25 anni».  

Nel corso della discussione generale in aula, Bidoli ha parlato dell’importanza della «disposizione che finalmente riconosce e permette di applicare i livelli essenziali di assistenza (LEA), e quindi di considerare a tutti gli effetti prestazioni sanitarie le prestazioni attualmente realizzate a beneficio delle persone con disabilità. Un riconoscimento fondamentale che assegna così la responsabilità organizzativa alle Aziende sanitarie che potranno così impostare un servizio omogeneo su tutto il territorio regionale superando le attuali frammentazioni, sinonimo in molti casi di iniquità e trattamenti inadeguati. Un servizio che potrà migliorare solo attraverso un percorso formativo dei professionisti e degli operatori coinvolti. Un errore, però, sarebbe non tener conto delle varie e diversificate esperienze attive in regione che hanno dimostrato un ottimo livello di risposta: un patrimonio di competenze sviluppate in stretta collaborazione con i Comuni, quali interlocutori attivi e rispettosi del fondamentale principio di sussidiarietà. Credo comunque che quella tracciata sia la strada giusta per arrivare alla definizione di regole comuni e di omogeneità nel trasferimento delle risorse, in tema di compartecipazione degli utenti ai costi dei servizi, e delle risorse che andranno impegnate da parte del sistema sanitario e degli enti locali».

Per Bidoli – affinché non ci si fermi soltanto alle buone intenzioni – «saranno fondamentali il Piano regionale della disabilità, ma anche tutti i regolamenti, gli atti aziendali, la definizione delle risorse umane ed economiche, e tutti gli atti e documenti d’intesa e i passaggi istituzionali che dovranno contenere indicazioni puntuali in merito».

Infine, «la partecipazione dei Comuni – primi riferimenti per l’utenza – dovrà essere garantita attraverso costanti e ben definiti momenti di confronto, per assicurare una più puntuale pianificazione e programmazione. Avvalendosi dei servizi sociali comunali, va potenziata l’attività di informazione per l’accesso ai servizi e per il superamento delle barriere comunicative pensando in particolare alle persone che vivono nelle aree tecnologicamente meno servite e distanti dai servizi».   


No agli eco-mostri, giù le mani dal Tagliamento.

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Ferma presa di posizione del Patto per l’Autonomia contro sbarramento di Pinzano e Cimpello-Gemona

«Le dichiarazioni rilasciate recentemente dal Presidente Fedriga e dai rappresentanti della maggioranza in Consiglio regionale relative alla realizzazione dello sbarramento di Pinzano e dell’autostrada Cimpello-Gemona destano grandissima preoccupazione – afferma il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo –. La risposta data dall’assessore Scoccimarro all’interrogazione posta dal consigliere regionale del Patto per l’Autonomia Giampaolo Bidoli nella seduta di mercoledì 26 ottobre e le successive dichiarazioni della consigliera leghista Spagnolo hanno evidenziato quali sono le loro reali intenzioni, in particolare sullo sbarramento di Pinzano. A quanto pare la maggioranza di centrodestra intende ignorare completamente le istanze che arrivano dalle comunità locali e che sono contrarie a opere dannose che rischiano di avere un impatto devastante sul territorio e su un fiume come il Tagliamento che rappresenta un patrimonio naturale straordinario». 

«Evidentemente la grande disponibilità di risorse pubbliche che oggi la Giunta Fedriga ha a disposizione sta dando alla testa a chi dovrebbe guardare in prospettiva e lavorare per il bene delle nostre comunità – continua Moretuzzo –. Buttare centinaia di milioni di euro in opere che si basano su un’idea di sviluppo completamente superata dalla storia è oggi improponibile. Davvero si pensa che una strada come la Cimpello-Gemona rappresenti un’occasione di progresso per la nostra terra? Davvero si ritiene che il modo migliore di gestire una delle zone più belle del Friuli sia quello di costruire un viadotto sul Tagliamento con piloni alti decine di metri? Davvero si è disponibili a sacrificare la qualità della vita delle comunità che vivono vicino al fiume per accelerare il transito delle merci che arrivano dalla pedemontana veneta e si dirigono in Austria? Davvero si è convinti che un’opera costosissima e impattante come lo sbarramento di Pinzano sia il modo migliore per mettere in sicurezza le popolazioni rivierasche?»

«Dove sono finite le promesse della Giunta Fedriga sulla riserva della biosfera Unesco che avrebbe dovuto interessare l’asta del Tagliamento – si chiede Bidoli –? È così che si tutela un patrimonio naturale straordinario che tutto il mondo ci invidia e studia? Siamo convinti che questo modo di procedere sia profondamente sbagliato e che le intenzioni di chi oggi governa la Regione debbano essere fermamente contrastate. Per questo come Patto per l’Autonomia abbiamo intenzione di organizzare spazi di dibattito e di incontro con le comunità rivierasche per affrontare in modo serio e partecipato questi temi». 


Asp Moro, bene il sostegno della Regione, ma vanno chiarite le responsabilità politiche del disastro economico e amministrativo

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«Bene ha fatto la Regione a sostenere l’Asp “Moro”, ma è quanto mai necessario chiarire le responsabilità politiche che hanno determinato il disastro economico e amministrativo in cui versa l’ente», commenta il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo a margine dell’approvazione a maggioranza da parte del Consiglio regionale, in sede di assestamento di bilancio, del finanziamento di 4,2 milioni di euro per l’Azienda pubblica per i servizi alla persona Asp “Moro” per la sua attività delegata dai Comuni per il servizio sociale.

«Negli ultimi anni le vicende amministrative e contabili dell’Asp “Moro” sono state particolarmente incidentate, con frequenti cambiamenti nella composizione del consiglio di amministrazione (ben 7 presidenti in 10 anni), risultati economici sempre in perdita, progressiva contrazione della liquidità (fra il 2011 e il 2020 ridotta di oltre 5,5 milioni di euro), un aumento considerevole dei debiti, ormai fuori controllo, una gara europea del valore di 22 milioni di euro pubblicata e poi ritirata in autotutela fino al commissariamento  dell’ente che gestisce un settore fondamentale dei servizi socio-assistenziali del Medio Friuli da parte della Regione – ricorda Moretuzzo –. In 10 anni di governo della città di Codroipo il centrodestra ha distrutto uno dei principali asset pubblici del Medio Friuli, dilapidando un patrimonio enorme e mettendo a rischio l’erogazione di servizi fondamentali per i cittadini con una serie di scelte prese a scapito degli altri sindaci dell’area, esclusi dalla possibilità di essere rappresentati nel cda dell’Asp “Moro”. Ora è certamente un bene che la Regione eroghi le risorse necessarie per garantire i servizi socio-assistenziali, pagare il personale e i fornitori, ma non si può sorvolare sulle colpe di chi ha determinato la situazione che è sotto gli occhi di tutti. Saranno gli organi competenti a verificare di chi sono le responsabilità amministrative del disastro economico e finanziario, sarebbe, però, auspicabile che chi ha avuto la responsabilità politica di quanto è successo, sia diretta che indiretta, facesse ammenda e riconoscesse i propri errori».


Comuni allo sbando.

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«Oltre 700 milioni di euro per investimenti in opere pubbliche finanziate dalla Regione fermi nelle casse dei Comuni. Una cifra enorme che impone una riflessione seria e immediata per individuare le realtà che presentano difficoltà gestionali, aiutandole a risolvere le loro criticità, ma anche per avviare un uso dei fondi regionali più efficiente ed efficace». È il commento del capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo alla risposta odierna dell’Assessore Roberti all’interrogazione con la quale Moretuzzo chiedeva chiarimenti su quante e quali risorse per opere pubbliche finanziate dalla Regione giacciono inutilizzate nelle casse dei Comuni beneficiari delle stesse. 

«È chiaro che la Giunta non ha contezza del perché quei fondi sono fermi. Si appella a comportamenti non virtuosi degli enti, alle lungaggini burocratiche. Mai affronta il tema delle criticità strutturali dei Comuni – evidenzia Moretuzzo –. Più e più volte abbiamo evidenziato come molte amministrazioni locali presentino situazioni gestionali difficili, con uffici comunali, specie di natura tecnica, con personale insufficiente e conseguenti difficoltà realizzative sulle progettualità da portare avanti. Questione che, in più occasioni, è stata affrontata in quest’aula, ma che evidentemente la Giunta ritiene di secondaria importanza. Così come ritiene di secondaria importanza una norma regionale sugli appalti pubblici, che faccia leva sulla specialità regionale per una gestione più snella e vicina al sistema delle imprese regionali».


Opere sul Tagliamento.

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«La Giunta chiarisca una volta per tutte le sue intenzioni sul Tagliamento e sulle ipotizzate opere per la sua messa in sicurezza». Sollecita l’assessore Scoccimarro il consigliere regionale del Patto per l’Autonomia Giampaolo Bidoli. Lo fa un’interrogazione discussa oggi in aula, presentata dopo la nota ufficiale dell’assessore in cui si fa riferimento al finanziamento di 5,3 milioni di euro (dall’assestamento 2022) per la difesa del suolo e la manutenzione dei corsi d’acqua “con i quali si potrà dare il via al primo lotto del canale di scolo Latisana-Lignano e alla progettazione delle opere di messa in sicurezza del Tagliamento”.

«Di quali interventi si parla – chiede Bidoli –? Dalla risposta fornita in aula, invece di chiarire, l’assessore ha fornito elementi che lasciano perplessi per la loro vaghezza. Sbalordisce non poco che l’assessore bolli un’opera inserita nel Piano di gestione del rischio alluvioni come un’idea progettuale, tra l’altro priva di molti elementi utili a decretarne l’effettiva realizzabilità. A fronte di un annuncio sullo studio di fattibilità su un’eventuale opera mobile da realizzarsi all’altezza di Pinzano, pensiamo che sarebbe più opportuno procedere con un approfondimento tecnico coinvolgendo anche i territori. Restiamo convinti che se da un lato le soluzioni ai dissesti idrogeologici sono necessarie, dall’altro non si possono imporre soluzioni potenzialmente devastanti per alcuni territori dal punto di vista ambientale, economico e sociale», afferma il consigliere del Patto per l’Autonomia, che non dimentica l’importanza di tutelare le comunità del basso corso del fiume da eventuali esondazioni. «Va individuata una soluzione comune, che tenga in considerazione le esigenze di tutte le comunità rivierasche», conclude Bidoli, già promotore, con il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo, di una mozione per chiedere alla Regione di proporre la candidatura del Tagliamento a Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco – sottoscritta da tutti i consiglieri di opposizione e bocciata dalla maggioranza regionale – e primo firmatario di una petizione pubblica per il riconoscimento Unesco che ha raccolto oltre 15 mila firme di cittadini e adesioni illustri.


La maggioranza stanzia milioni di euro su proclami incerti e non su progettualità sicure a beneficio della collettività.

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Bocciato l’emendamento del Patto per l’Autonomia per finanziare lo strumento dei buoni spesa solidali

«Un sistema per aiutare famiglie e indirettamente per sostenere la piccola distribuzione». Queste le parole con cui il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo ha presentato oggi, in aula, l’emendamento con cui si proponeva lo stanziamento di 2 milioni di euro per i Comuni che volessero aderire allo strumento dei buoni spesa solidali, misura che già molte amministrazioni comunali hanno adottato autonomamente, con risorse proprie e con risultati molto buoni. Più nello specifico la proposta – bocciata dalla maggioranza – prevedeva l’erogazione di finanziamenti regionali per i piccoli Comuni finalizzati a sostenere dei buoni spesa da assegnare ai nuclei familiari con un ISEE fino a 30 mila euro per essere utilizzati negli esercizi commerciali presenti sul territorio comunale e convenzionati con il Comune stesso.

«I Comuni che hanno intrapreso tale strada hanno di fatto posto in essere un patto territoriale, da un lato, con i cittadini che vengono sostenuti economicamente e dall’altra, con le piccole botteghe che – come sa benissimo chi vive in piccoli Comuni o in borghi – svolgono di fatto un vero e proprio presidio di tipo sociale. Già tempo addietro, il collega Bidoli e io – prosegue Moretuzzo – avevamo presentato un progetto di legge su questo tema, una misura che, abbiamo visto, funziona e che nell’attuale situazione socio-economica andrebbe sostenuto con risorse regionali pur con un necessario decentramento organizzativo che nulla andrebbe a gravare sui Comuni, che già autonomamente gestiscono la medesima misura. La maggioranza, però, preferisce stanziare milioni di euro su proclami incerti piuttosto che finanziare progettualità sicure che hanno già dimostrato la loro capacità di attivare processi virtuosi a beneficio della collettività».


Moretuzzo: Forte contrarietà alla manovra.

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Dubbi del Patto per l’Autonomia sulla legge di assestamento autunnale

«Esprimiamo forte contrarietà a questa manovra, che rappresenta un salto nel buio ed è l’ennesima dimostrazione della mancanza di una visione di insieme da parte della Giunta». Così il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo parlando oggi all’Aula in veste di relatore per la minoranza del disegno di legge 178 sulle misure finanziarie multisettoriali d’autunno. 

«Dopo soli 3 mesi dalla manovra estiva, mentre il costo dell’energia è esploso e rappresenta una vera emergenza, il Consiglio regionale si riunisce per approvare una legge che, nei fatti, rappresenta un nuovo assestamento – ha affermato Moretuzzo –. L’inedita disponibilità di risorse da iscrivere a bilancio o comunque di una redistribuzione di quelle presenti, imporrebbe che l’esecutivo inserisse, seppur tardivamente, in questo testo normativo misure utili ad affrontare in modo deciso questa criticità, che evidentemente interessa tutto il tessuto socio-economico regionale, e che lo facesse adottando soluzioni capaci di apportare un contributo sul lungo periodo e non – come già successo con il bonus energia per le piccole e medie imprese approvato la scorsa estate quando ha distribuito a pioggia 40 milioni di euro come contributi a fondo perduto a fronte dell’aumento dei costi energetici –, un sollievo momentaneo e del tutto ininfluente sul lungo periodo. Invece, prima ancora che il testo arrivasse in discussione nella competente Commissione consiliare, la Giunta ha annunciato con l’ormai consueto metodo della comunicazione diretta e anticipata agli organi di stampa, la notizia di un nuovo bonus, a quanto ci è dato di capire rivolto ai privati che affrontano l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici. Ecco quindi il palesarsi in Commissione di un emendamento con cui vengono accantonati pro futuro ben 100 milioni di euro finalizzati all’istituzione di un fondo per l’efficientamento energetico del quale non si sa nulla, ad esclusione di alcune dichiarazioni ai media del Presidente Fedriga. Un modus operandi assolutamente dubbio per la totale mancanza di correttezza istituzionale: per l’ennesima volta il Consiglio regionale, sia nella componente di maggioranza che di minoranza, viene totalmente bypassato dalle scelte della Giunta». 

Moretuzzo ha ricordato poi gli «annunci ad effetto come la sospensione della prima rata IRAP per le imprese, per un importo di 56 milioni di euro. Misura sicuramente interessante, ma ha senso riservarla a tutte le imprese regionali, a prescindere dalla reale situazione economica e finanziaria delle stesse? È corretto concedere bonus e dilazioni anche ad aziende che vedono fatturati e utili in crescita anche nel 2022? O forse sarebbe meglio immaginare una ripartizione dei sostegni, auspicabilmente in misura maggiore, a settori e attività che realmente sono in sofferenza a causa della crisi energetica e ad altri elementi specifici? Rimaniamo convinti che il nostro sistema produttivo vada sostenuto, soprattutto nelle sue componenti più fragili, attraverso misure strutturali, capaci di rendere il sistema più resiliente di fronte alle crisi che si stanno susseguendo. In questo senso, quando si immagina una posta importante per l’installazione di pannelli fotovoltaici, pensiamo avrebbe molto più senso metterla a disposizione delle imprese per la copertura dei capannoni industriali. Avrebbe molto più senso per un’ottimizzazione della produzione (meno impianti, ma di maggiore potenza) e per perseguire in modo serio la strada delle comunità energetiche, per cui da impianti posti su siti industriali si possono derivare benefici per diverse utenze collocate in prossimità degli stessi. Scopriamo inoltre che i 2 milioni di euro destinati dalla Giunta a luglio per installare pannelli fotovoltaici sui capannoni industriali sono rimasti finora fermi e ora verranno spostati su iniziative analoghe, ma che non sappiamo se e quando verranno realizzate. Insomma, siamo di fronte all’ennesimo spot e utilizzo poco efficace di risorse pubbliche, più idoneo alla visibilità del Presidente Fedriga che alla reale soluzione di una crisi energetica senza precedenti, che rischia di mettere in ginocchio famiglie e imprese del Friuli-Venezia Giulia». 

Una nota Moretuzzo l’ha riservata anche alle risorse destinate agli investimenti in capo agli enti locali: «la capacità di spesa dei Comuni è ai minimi termini per i noti e drammatici problemi strutturali e l’ammontare delle risorse ferme per progetti che non riescono a essere cantierati sta aumentando in modo significativo».


 

@PattoMatto

La pagina satirica
dei fan del Patto per l’Autonomia

 

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CHE NISSUN DISPONI DI NÔ, SENSA DI NÔ

CHE NESSUNO DISPONGA DI NOI,
SENZA DI NOI
Giuseppe Bugatto
Deputato friulano al Parlamento di Vienna
25 ottobre 1918 

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