Newsletter del Patto per l'Autonomia

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Tesseramento 2022

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Il Patto in azione

Rai e friulano. Scaduta la convenzione.

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In aula l’interrogazione del Patto per l’Autonomia

«Quanto dovranno attendere ancora i friulani per vedere riconosciuti i loro diritti all’informazione radiofonica e televisiva nella loro lingua?». Sono le parole del capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo dopo la discussione dell’interrogazione con la quale chiedeva all’Assessore competente un aggiornamento sulla convenzione tra Presidenza del Consiglio dei ministri e Rai per la trasmissione di programmi radiotelevisivi in lingua friulana, scaduta a fine ottobre. «La questione della presenza e utilizzo della lingua friulana nella programmazione radio e tv della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo è sempre aperta. Molte richieste sono disattese. Ci chiediamo, per esempio, perché mai non sia stata ancora creata una struttura autonoma dedicata alla radio e alla televisione in lingua friulana a Udine, formata da personale competente a garanzia della qualità del servizio offerto, e come siano stati spesi i fondi pubblici – aumentati rispetto alle precedenti convenzioni – per la programmazione radiotelevisiva della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo nella quale ancora non sono contemplati gli attesi notiziari informativi radiofonici e televisivi in lingua friulana».

«Auspichiamo che l’interlocuzione della Regione con i nuovi referenti nominati dall’ultimo governo porti risultati ben più significativi di quelli ottenuti finora, dando risposta alle richieste precise e puntuali sulle quali tutto il Consiglio regionale era concorde», afferma Moretuzzo ricordando le mozioni approvate all’unanimità dall’Aula fondate sul riconoscimento dell’importanza della produzione radiotelevisiva per assicurare i diritti linguistici e culturali dell’intera minoranza friulana, e il fondamentale ruolo della Regione Friuli-Venezia Giulia in qualità di garante di tali diritti. «In altre Regioni e Province Autonome – conclude Moretuzzo –, i diritti delle minoranze sono salvaguardati da convenzioni che riconoscono ben altri finanziamenti e spazi di programmazione e di informazione redazionale di quelli riservati ai friulani».


Scritte antisemite sulla sinagoga di Trieste.

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Esprimono sdegno e solidarietà alla comunità ebraica i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia Giampaolo Bidoli e Massimo Moretuzzo dopo che, nella notte, in concomitanza con l’anniversario della “notte dei cristalli”, sulla facciata della sinagoga di Trieste sono apparse scritte contro gli ebrei.

«Un gesto vergognoso, che va condannato con fermezza», commentano Bidoli e Moretuzzo.


Cooperazione ed economia solidale sono indispensabili, servono nuove prospettive

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Partecipato incontro a Gorizia sulla cooperazione senza confini con Rada Žarković della Cooperativa “Insieme”

«Per il Patto per l’Autonomia è importante organizzare spazi di confronto e di dibattito per conoscere e riconoscere esperienze che, dal basso, dimostrano come sia possibile cooperare oltre i confini imposti dagli stati, sperimentare processi di cambiamento e lavorare assieme per una prospettiva europea davvero inclusiva e solidale». Con queste parole il segretario e capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo ha spiegato il senso dell’incontro dal titolo “Cooperazione oltre i confini” che si è svolto ieri (9 novembre, ndr) al Kulturni Dom di Gorizia. 

Tra le esperienze virtuose raccontate nel corso della serata c’è quella, straordinaria, della Cooperativa “Insieme” che, in Bosnia Erzegovina, con i suoi “frutti di pace” punta a ricostruire ciò che la guerra aveva lacerato attraverso la realizzazione di un’economia rurale sostenibile basata sulla coltivazione di piccoli frutti in fattorie di famiglia unite in cooperativa. Un progetto economico, ma prima di tutto «politico e sociale, basato su valori di collaborazione e dialogo, ad opera di una comunità che ha messo da parte odio e diffidenza per trasformare la propria terra in luogo di rinascita: donne e uomini non più vittime, ma soggetti attivi del territorio, liberi dalla paura», ha spiegato una delle fondatrici della cooperativa, Rada Žarković. 

Preziosa anche la testimonianza di Leyla Vesnic della Tenda per la pace e i diritti di Staranzano che ha raccontato l’esperienza delle “Carovane” nei Balcani attraverso i luoghi del conflitto in quelle terre con i loro nodi irrisolti: occasioni di conoscenza e confronto sui temi dei diritti umani, del sostegno ai giovani, dell’integrazione europea, su percorsi di riconciliazione e convivenza.

L’incontro, introdotto da Eleonora Sartori, consigliera comunale di Gorizia, con una riflessione sulle esperienze concrete di cooperazione che ogni giorno mettono in campo le persone sul territorio, è stato moderato dal sindaco di Turriaco Enrico Bullian. In sala, tra il numeroso pubblico, diversi amministratori locali e regionali. A chiudere l’appuntamento è stato Moretuzzo, tra i promotori del progetto del Distretto di Economia Solidale (DES) del Medio Friuli, nato dall’esperienza della Cooperativa agricola di comunità fondata nel 2016 (quando era sindaco del Comune di Mereto di Tomba) che ha sviluppato la filiera corta “Pan e farine dal Friûl di Mieç” per la produzione di farina e di pane in cui, oltre agli aspetti produttivi, sono stati curati anche quelli comunitari e sociali, grazie all’attivazione di relazioni tra i produttori, i trasformatori e i cittadini/consumatori, e completata, pochi mesi fa, con la gestione diretta di un panificio a Udine, il “Pan dal DES”. «È stato l’ultimo tassello di un percorso partito dalla coltivazione del frumento su terreni gestiti collettivamente, dà forza sociale al processo che abbiamo avviato per generare un’economia positiva attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini, un passaggio che riteniamo indispensabile, anche come Patto per l’Autonomia, verso un cambiamento necessario e possibile. Crediamo infatti fortemente, e continueremo a impegnarci in questo senso, nella costruzione di una rete di economia solidale, basata sui principi della sostenibilità sociale e ambientale, in grado di valorizzare il capitale territoriale e di non essere in balia delle dinamiche della globalizzazione neoliberista». 


Cimpello-Gemona, serve un confronto vero con le comunità locali

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«Ancora una volta nessuna risposta. Quali sono le reali intenzioni della Giunta sull’autostrada Cimpello-Gemona? Le dichiarazioni rilasciate recentemente dal Presidente Fedriga a favore della realizzazione dell’infrastruttura non hanno trovato oggi in Aula una conferma». Lo evidenzia il consigliere regionale del Patto per l’Autonomia Giampaolo Bidoli dopo la discussione odierna dell’interrogazione con la quale Bidoli chiedeva al Presidente se intendesse confermare la volontà di realizzare la tratta stradale, a che punto fosse lo studio di fattibilità per il rilievo dei flussi di traffico e come questa ipotesi, se confermata, fosse compatibile con la riserva della biosfera Unesco che dovrebbe interessare l’asta del Tagliamento, obiettivo dell’esecutivo regionale.

«Questo atteggiamento ci sconcerta – afferma Bidoli –: il Consiglio regionale va informato sull’iter della progettualità, a maggior ragione alla luce delle anticipazioni di alcuni esponenti della maggioranza sulla stessa e dell’inserimento della Cimpello-Gemona fra i progetti regionali presentati al Governo italiano per il PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ed è inaccettabile che la maggioranza di centrodestra ignori completamente le istanze che arrivano dalle comunità locali, contrarie a opere dannose che rischiano di avere un impatto devastante sul territorio, anche su un fiume come il Tagliamento che rappresenta un patrimonio naturale straordinario. Manca totalmente un ragionamento complessivo sulle necessità infrastrutturali in regione, che guardi in prospettiva, per il bene delle nostre comunità. Ci sembra francamente improponibile buttare centinaia di milioni di euro su progetti del passato che si basano su un’idea di sviluppo superata dalla storia. Non sarà la Cimpello-Gemona a rappresentare un’occasione di progresso per la nostra terra».

«Ancora una volta si ipotizzano opere sulla testa del territorio». Lo afferma il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Mauro Capozzella, dopo la risposta della Giunta alla sua interrogazione in merito alla tratta stradale Cimpello-Sequals-Gemona. «Abbiamo appreso che è in corso di analisi uno studio di fattibilità dell’infrastruttura, ma non c’è stato alcun coinvolgimento dei sindaci della zona – continua il portavoce M5S -. Ogni ipotesi dovrebbe essere condivisa e partecipata e non recare danno alla salute e all’ambiente: la Cimpello-Sequals – Gemona non può essere certo la soluzione». «Dalla Giunta – conclude Capozzella - ci è arrivata una risposta a dir poco fumosa sulla possibilità di costituire un tavolo che coinvolga Regione, Prefettura e sindaci del territorio attraversato dall’arteria per trovare soluzioni alternative e meno impattanti».


Bocciata la mozione sull’aumento dei canoni per l’acqua in bottiglia

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«Ancora una volta l’Amministrazione Fedriga dimostra la sua sudditanza rispetto ai poteri economici, grandi o piccoli che siano». Così il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo per il quale «ha dell’incredibile» la bocciatura da parte della maggioranza in Consiglio regionale della mozione presentata dal Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia, cui si è aggiunto il parere favorevole del resto dell’opposizione, sulla proposta di revisione dei canoni di concessione per la coltivazione di acque minerali, termali e di sorgente.

«A fronte di fatturati che in Italia arrivano complessivamente a quasi 4 miliardi di euro, le imprese che imbottigliano l’acqua pagano meno di 19 milioni. In Friuli-Venezia Giulia la Regione incassa in canoni circa 100.000 euro all’anno, molto meno di 0,1 centesimi ogni litro imbottigliato. Senza considerare le migliaia di tonnellate di rifiuti di plastica prodotta e il costo ambientale e infrastrutturale delle centinaia di camion che portano in giro le bottiglie per la penisola. Riteniamo inaccettabile – continua Moretuzzo – anche la risposta dell’Assessore Scoccimarro sul fatto che la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia non abbia reso pubblici i dati su quanto ogni singola azienda imbottiglia e quanto paga: come si può dire che “la divulgazione dei dati potrebbe essere oggetto di speculazioni e di possibile turbamento della libera concorrenza”? Dove sta il diritto dei cittadini di sapere come viene utilizzato un bene comune che appartiene a tutti? Evidentemente alla Giunta Fedriga stanno più a cuore i lauti profitti delle poche società che gestiscono gli stabilimenti, quindi in diversi casi società in mano a fondi di investimento o famiglie venete, che la tutela di un bene prezioso, che deve essere gestito con la massima attenzione a maggior ragione in considerazione dell’impatto che i cambiamenti climatici stanno avendo anche sul nostro territorio».


Progetto di legge nazionale sui ricongiungimenti familiari.

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«La proposta di modifica della normativa nazionale in materia di ricongiungimento familiare, approvata oggi (8 novembre, ndr) dal Consiglio regionale, è una norma ideologica, che non tiene conto della realtà e del fatto che il ricongiungimento familiare non deve essere ostacolato, ma aiutato in quanto strumento indispensabile per facilitare l’integrazione». Così il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo commenta il voto del progetto di legge nazionale che riforma l’attuale Testo unico sull’immigrazione intervenendo, tra gli altri aspetti, sul reddito annuale minimo da garantire, la permanenza minima di due anni in Italia prima di poter presentare domanda e la registrazione dei matrimoni contratti all’estero.

«Questa norma – prosegue Moretuzzo –, che potremmo a tutti gli effetti chiamare “la legge Cisint”, cambia le regole per il ricongiungimento familiare dei lavoratori stranieri regolari su tutto il territorio nazionale per tentare di risolvere una situazione sicuramente complessa, ma molto specifica, qual è quella di Monfalcone e del suo territorio contermine. È evidente che limitare il ricongiungimento familiare non risolve le criticità semmai le esaspera e ne porta di nuove. Forse ai consiglieri regionali della maggioranza sembra ottimale avere una norma di bandiera, indubbiamente utile come slogan da urlare, ma che nulla apporta rispetto alla necessità di affrontare veramente i problemi e trovare soluzioni efficaci ed efficienti per la popolazione e il territorio: non è togliendo diritti ad alcuni che una società si evolve». 


Modifica IMU.

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«Un passo avanti nell’esercizio della nostra autonomia, ma è certamente necessario lo sforzo di tutti per far sì che la nuova normativa sia davvero un’opportunità e non crei difficoltà ai Comuni, già messi a dura prova. Per questo motivo, la Regione dia loro un adeguato supporto». Così il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo, oggi (8 novembre, ndr) in aula, nel corso della discussione sul disegno di legge 174 sull’istituzione dell’imposta locale immobiliare autonoma (ILIA) che sostituirà, dall’1 gennaio 2023, l’imposta municipale propria (IMU).

«Ricondurre il tema complessivo della fiscalità sugli immobili a livello comunale è un passaggio importante, anche per evitare che si verifichino situazioni come quelle dell’extragettito IMU che hanno investito i Comuni qualche anno fa, bloccando di fatto in moltissimi casi gli spazi di manovra a disposizione degli enti locali, quasi “commissariati” nell’esercizio delle proprie capacità di spesa – afferma Moretuzzo –. È evidente che, come per tutti i processi di cambiamento, anche in questa norma ci sono dei rischi, legati alle diverse variabili amministrative che devono essere tenute sotto controllo, e delle opportunità, come quella di avere maggiori possibilità di utilizzo degli strumenti fiscali per realizzare politiche locali basta sulle necessità dei diversi territori». 

Moretuzzo ha anche evidenziato la necessità di «un presidio e di una verifica costanti dei rapporti finanziari con lo Stato quanto mai importanti per dettare a Regione e Commissione paritetica i criteri fondamentali ai quali attenersi nelle trattative con lo Stato». Sul filo del ragionamento, «va riportata l’attenzione sui temi dell’autonomia e del federalismo estranei ormai dal dibattito politico e istituzionale, se non per tirarli in ballo in maniera strumentale con logiche di contrapposizione tra forze politiche. La possibilità di dare una risposta vera alle sfide epocali che abbiamo di fronte passa, per la nostra regione, attraverso l’esercizio pieno della nostra autonomia», conclude il capogruppo del Patto per l’Autonomia.


Cooperazione oltre i confini.

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 All’iniziativa parteciperanno anche Eleonora Sartori, consigliera comunale di Gorizia, ed Enrico Bullian, sindaco di Staranzano 

La cooperazione come opportunità per superare frontiere fisiche e barriere socio-culturali, come occasione per generare economie positive, dialogo e confronto, ma anche inclusività. Se ne parlerà – condividendo con il pubblico il racconto di esperienze virtuose – nel corso dell’incontro “Cooperazione oltre i confini” promosso dal Patto per l’Autonomia, che si terrà mercoledì 9 novembre, alle 18.15, al Kulturni Dom di Gorizia.

All’appuntamento, introdotto da Eleonora Sartori, consigliera comunale di Gorizia, e moderato dal sindaco di Turriaco Enrico Bullian, interverranno Rada Žarković, fondatrice della Cooperativa “Insieme”, che, in Bosnia Erzegovina, con i suoi “frutti di pace” punta a ricostruire ciò che la guerra aveva lacerato, e Leyla Vesnic, in rappresentanza della Tenda per la pace e i diritti di Staranzano. Interverrà anche Massimo Moretuzzo, segretario e capogruppo in Consiglio regionale del Patto per l’Autonomia, che è anche fra i promotori del Distretto di Economia solidale del Medio Friuli. L’ingresso è libero e gratuito.

«In un momento storico in cui sembra che la logica delle armi sia l’unica strada possibile e in cui l’Europa sembra essersi dimenticata della drammatica guerra che solo pochi anni fa ha devastato i Balcani, riteniamo importante organizzare spazi di confronto e di dibattito fra esperienze che, dal basso, dimostrano come sia possibile cooperare oltre i confini imposti dagli stati e lavorare assieme per una prospettiva europea davvero inclusiva e solidale», afferma Moretuzzo.


Pace e diritti umani al centro dell’incontro del Patto per l’Autonomia a Spilimbergo

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Una riflessione sulla pace e sui diritti umani, a partire dall’esperienza dei Balcani, nella Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate. «È il nostro modo di celebrare questa ricorrenza, fuori da ogni retorica nazional-militarista. Fare memoria di quello che è successo ed è in corso nei Balcani ci aiuta a capire l’oggi, il momento storico che stiamo vivendo, segnato da numerosi contrasti interni al continente, a conferma che i nazionalismi, vecchi e nuovi, non portano mai nulla di buono. La prospettiva della pace va perseguita sempre, e con convinzione da parte delle istituzioni, anche locali, proiettandola sull’orizzonte dell’Europa», afferma Massimo Moretuzzo, segretario e capogruppo del Patto per l’Autonomia, che ieri (4 novembre, ndr), nella Casa dello studente di Spilimbergo, ha chiuso l’incontro “Pace, Balcani, migrazioni”.

L’iniziativa, organizzata dal Patto per l’Autonomia, è stata aperta dall’intenso dialogo tra lo scrittore Tullio Avoledo e il giornalista e scrittore Marzio G. Mian, autore con Francesco Battistin del libro “Maledetta Sarajevo. Viaggio nella guerra dei trent’anni. Il Vietnam d’Europa”. Un libro potente, che indaga l’assedio di Sarajevo e il senso di un conflitto controverso e mai del tutto concluso, e gli equilibri mondiali che giocarono dietro le quinte. Un libro di storia e di storie. E di storie è ricco anche il percorso della Carovana della musica, una compagnia viaggiante di musicisti, variabile di città in città a seconda delle adesioni e delle partecipazioni, nato su iniziativa del Coro Voci dal mondo, diretto da Giuseppina Casarin. La musica è lo strumento facilitatore, lo sfondo integratore attraverso il quale si sviluppa il progetto di sensibilizzazione e solidarietà sulla rotta balcanica “Alla ricerca di Simurg”: «un viaggio di conoscenza, di vicinanza, di incontro con e tra umanità e culture in movimento», ha spiegato Casarin, con il supporto di Elisa Giolo e Martina Libertà, prima di lasciare spazio ai coristi – tra i quali alcuni migranti – che hanno emozionato il numeroso pubblico in sala cantando l’umanità che attraversa la rotta balcanica con alcuni brani portati lungo le strade di Sarajevo dove il progetto ha fatto tappa nel corso dell’estate. Alla Carovana della musica – che vede la partecipazione del coro Canto spontaneo di Spilimbergo – e al suo messaggio di accoglienza e sensibilizzazione sul dramma che ancora si consuma sulla rotta balcanica, ha aderito con entusiasmo anche il consigliere regionale del Patto per l’Autonomia Giampaolo Bidoli.


 

@PattoMatto

La pagina satirica
dei fan del Patto per l’Autonomia

 

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CHE NISSUN DISPONI DI NÔ, SENSA DI NÔ

CHE NESSUNO DISPONGA DI NOI,
SENZA DI NOI
Giuseppe Bugatto
Deputato friulano al Parlamento di Vienna
25 ottobre 1918 

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