Newsletter del Patto per l'Autonomia

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Tesseramento 2022

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Il Patto in azione

Nuova testata in lingua friulana.

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«La nuova testata in lingua friulana è un passo importante per la promozione del friulano, per veicolarne l’uso in tutti i contesti (quindi anche quello informativo), e per lo sviluppo delle competenze nella stessa lingua». Così il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo, che oggi a Udine ha partecipato alla presentazione de “La Vôs dai Furlans”, la nuova iniziativa editoriale del gruppo Mediafriuli che comprende un settimanale cartaceo e un sito, entrambi interamente in lingua friulana. 

«La presenza della lingua friulana negli organi di informazione, soprattutto nella forma scritta, è strategica poiché, da un lato, riconosce il fatto che il friulano può essere utilizzato in ogni situazione della vita quotidiana e, dall’altro, favorisce la diffusione dell’alfabetizzazione, che va incentivata se vogliamo garantire un futuro alla lingua, che è anche veicolo di identità e appartenenza – continua Moretuzzo –. Se consideriamo che, secondo le proiezioni contenute nel Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-25, proposto dall’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, 100 mila parlanti regolari la lingua friulana spariranno entro il 2050, quasi un quarto degli attuali, questa nuova iniziativa editoriale può veicolare un’azione efficace per incentivare la lettura in lingua friulana e favorire l’apprendimento di quella scritta. Non è un mistero, infatti, che non sono molti i friulani che sanno leggere nella loro lingua e meno ancora la scrivono. Salutiamo, dunque, con favore la nascita de “La Vôs dai Furlans” anche grazie a una realtà imprenditoriale che ha fortemente creduto in questo progetto, comprendendone le potenzialità». 

«Siamo convinti che promuovere l’uso della lingua friulana, e la diversità linguistica in genere, sia cruciale per la crescita sociale, civile ed economica del Friuli-Venezia Giulia, la cui autonomia e specialità trovano fondamento proprio nella presenza delle minoranze linguistiche e nella loro tutela», conclude il capogruppo del Patto per l’Autonomia.


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25 novembre, Giornata contro la violenza sulle donne.

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«Nella Giornata contro la violenza sulle donne – preziosa opportunità per sensibilizzare e riflettere su una piaga insopportabile – non dimentichiamo che la violenza di genere va combattuta sempre, con la diffusione di una cultura inclusiva, di una educazione alle differenze e del rispetto verso tutte le donne, un valore da trasmettere con l’esempio quotidiano, attraverso l’istruzione e nelle relazioni con gli altri – affermano i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli –. La battaglia contro la violenza di genere ci chiama in causa tutti, ogni giorno, in ogni luogo. Anche dentro le istituzioni. Il fatto che il Consilio regionale non sia riuscito ancora a introdurre la doppia preferenza di genere per le elezioni regionali non va dimenticato in quest’ottica. Tutti noi siamo chiamati ad agire, ad aumentare la nostra consapevolezza rispetto alle tante disparità ancora presenti nella nostra società e, non da ultimo, a sensibilizzare le giovani generazioni affinché le donne e gli uomini di domani vivano dentro una vera e concreta cultura del rispetto».


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Disegno di legge sul bonus carburanti.

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«Questa riforma della norma era l’occasione per introdurre modifiche che vanno nella direzione di una Regione che inizia a fare i conti veramente con l’obiettivo della neutralità carbonica, invece l’esecutivo regionale ha preferito rimanere ancorato al passato». Ne è convinto il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo, intervenuto oggi (23 novembre, ndr) in aula per esprimere perplessità sul disegno di legge che riforma il cosiddetto “bonus carburanti” regionale.

«Il tema dei contributi regionali – commenta Moretuzzo – è sicuramente complesso e non è possibile negare che sia stato uno strumento che si è rivelato importante per contrastare il fenomeno del “turismo del pieno”, permettendo all’amministrazione regionale di veder trattenute sul territorio regionale cospicue risorse derivanti dalle accise. Allo stesso tempo è evidente che la drammatica urgenza della transizione ecologica e la necessità di procedere verso la neutralità carbonica, ci impone di trovare delle alternative a un modello di mobilità che dovrà prima o poi essere superato. In questo senso non riusciamo a capire, ad esempio, perché l’assessore Scoccimarro si ostini a mantenere l’erogazione del contributo indipendentemente dall’ISEE del beneficiario e dalla cilindrata della vettura, ignorando tutte le proposte che anche il nostro Gruppo Consiliare ha formulato in questi anni».

«Pochi giorni fa Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, nel contesto della COP27, ha parlato di “catastrofe climatica” che sta portando l’umanità verso un “suicidio collettivo”: parole di grande impatto ma che permettono di capire che siamo veramente vicini al punto di non ritorno. Evidentemente la Giunta regionale preferisce rimandare ancora il momento in cui affrontare i problemi e continuare a spendere le considerevoli risorse disponibili distribuendo bonus senza un ragionamento di fondo, ma questa colpevole miopia politica minaccia seriamente il futuro delle nuove generazioni». 


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Giusto premiare chi valorizza e incentiva le attività musicali nelle lingue minoritarie della regione

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Accolto odg del Patto per l’Autonomia che prevede un sistema premiale

È stato accolto l’ordine del giorno con il quale il Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia ha chiesto di adottare un sistema premiale che tenga conto della valorizzazione delle lingue minoritarie regionali all’interno degli insegnamenti di carattere musicale, nell’ambito dei regolamenti previsti dal disegno di legge che istituisce l’Elenco regionale delle scuole non statali di musica del Friuli-Venezia Giulia, oggi all’esame dell’Aula.

Esprime soddisfazione il capogruppo Massimo Moretuzzo, che ha ricordato la normativa regionale, statale ed europea di tutela delle minoranze linguistiche storiche e la contaminazione culturale e linguistica che caratterizza il territorio della regione, «da sempre luogo di incontro tra diverse culture, che di conseguenza favorisce l’incontro e l’incrocio fra varie influenze di carattere artistico e musicale». «La nostra richiesta è maturata anche dalla constatazione dell’importanza del settore musicale che si interessa alle lingue minoritarie in regione, come testimoniato, ad esempio, dal successo del festival “Suns Europe” che da anni si svolge in regione e richiama musicisti di lingua minoritaria da tutta Europa – continua Moretuzzo –. Pensiamo sia importante prevedere un sistema che valorizzi ed incentivi le attività musicali effettuate nelle lingue minoritarie presenti in regione. La potenzialità di questo settore può essere stimolata attraverso incentivi e forme di supporto che garantiscano non solo la prosecuzione della tradizione linguistica di minoranza, ma un suo florido sviluppo tramite la musica, veicolo artistico-culturale per eccellenza».


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Bocciata per la terza volta la legge sulla doppia preferenza di genere

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Friuli-Venezia Giulia senza la doppia preferenza di genere. Ancora una volta. Una «vergogna» per il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo, che, dopo la bocciatura della proposta di legge per l’introduzione della doppia preferenza di genere nel sistema elettorale regionale (già respinta nell’ottobre 2019 e a marzo 2021), sottoscritta anche dal Patto per l’Autonomia, parla di «ennesima occasione persa».

«Quando si tratta della questione della parità di genere, tutti sono pronti a sostenerla a parole, ma, al momento dei fatti, molti si tirano indietro – osserva Moretuzzo –. Così ha fatto anche la maggioranza regionale e non una ma ben tre volte. Nelle precedenti discussioni in Aula sulla proposta di legge la maggioranza aveva chiesto di riparlarne in sede di una revisione organica della legge elettorale regionale con tanto di istituzione di un tavolo di lavoro per affrontare la tematica. Ormai, a pochi mesi dalla fine della legislatura, quando è ormai evidente che nessuna riforma elettorale sarà proposta dalla maggioranza o dall’esecutivo, e di fronte all’evidenza dei fatti che vedono il tavolo di lavoro una ipotesi mai veramente presa in considerazione dalla coalizione a sostegno della Giunta, la proposta di legge è stata ripresentata per la terza volta. Ed ecco che, nuovamente, la legge è stata respinta. Eppure sono i dati oggettivi a dire che la doppia preferenza aumenta la presenza nelle assise politiche della rappresentanza femminile».

«È sconcertante – conclude Moretuzzo – che a fronte della possibilità di introdurre anche in Friuli-Venezia Giulia la doppia preferenza, in analogia con quanto già normato da quasi tutte le altre Regioni, si sia preferito continuare a tergiversare. Si tratta di una vergognosa pagina di politica e la maggioranza ha fatto una figuraccia di cui dovrà dar conto, come dovrà dar conto dell’importante tempo perso».


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FVG Energia SpA.

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«Di tutte le leggi discutibili e dannose presentate dalla maggioranza in questi 4 anni e mezzo, quella odierna merita senza dubbio un posto sul podio», afferma il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo riferendosi alla proposta di legge “Disposizioni regionali per la transizione energetica”. Discutibile, chiarisce Moretuzzo, «per metodo e per contenuti». «Ha dell’incredibile che un gruppo di maggioranza chieda la discussione in aula senza passare prima per la Commissione competente, peraltro senza mai chiederne nemmeno la calendarizzazione, e che gli emendamenti siano stati presentati identici in modalità separata da due diversi gruppi di maggioranza, uno dei quali poi li ha ritirati, evidentemente per effetto dell’esito delle recenti elezioni politiche che fotografa il livello di confronto interno alla maggioranza».

Quanto ai contenuti, «ci sembra assurda l’idea di rendere l’Ape, l’Agenzia per l’energia del Friuli-Venezia Giulia, il braccio operativo di una nuova società che dovrebbe nascere dall’Ucit, ente che attualmente si occupa dei controlli necessari per accertare l’effettivo stato di manutenzione ed esercizio degli impianti termici. È un passaggio illogico ed irrispettoso nei confronti dei Comuni, soci dell’Ape. È curioso – continua Moretuzzo – che si metta a tacere l’unica voce istituzionale che, dati alla mano, ha evidenziato l’enorme impatto, dal punto di vista energetico e ambientale, degli impianti di cogenerazione progettati da Siot in Carnia».

«La questione energetica sta diventando drammatica e rischia di avere un impatto enorme sulla vita dei cittadini e delle imprese, ma l’amministrazione Fedriga continua a non dare alcun tipo di risposta di ampio respiro, salvo l’elargizione di qualche bonus alle aziende di un valore talmente irrisorio da avere un impatto quasi nullo e bonus per le famiglie i cui fumosi contenuti sono stati condivisi prima con la stampa che con il Consiglio regionale, come avvenuto in occasione dei futuri incentivi all’installazione di impianti fotovoltaici – aggiunge il capogruppo del Patto per l’Autonomia –. Serve una visione strategica di lungo periodo, serve una vera legge per la transizione ecologica, che certo non può essere quella FVGreen proposta da Scoccimarro, presentata come panacea e ferma da anni. La proposta di legge approvata oggi è l’ennesimo atto di una politica ambientale fallimentare, tutta a carico delle generazioni future che vedono seriamente compromessa ogni prospettiva futura anche a causa di scelte politiche come quella adottata oggi dalla maggioranza».


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Il Patto per l’Autonomia nel cuore dell’Europa con donne e giovani

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Prosegue il percorso del Patto per l’Autonomia per la costruzione di relazioni in Europa avviato con l’ingresso del partito in EFA/ALE – European Free Alliance/Alleanza Libera Europea, la principale rete europea di raccolta di forze indipendentiste storiche (delle nazioni europee ancora senza stato), autonomiste, federaliste e confederaliste. Donne e giovani del partito hanno partecipato a diversi momenti di riflessione e confronto nel cuore dell’Europa su temi di grande attualità.

Lo sviluppo di un approccio comune per migliorare l’equità tra i generi è stato l’intento del forum organizzato da EFA a Bruxelles. Oltre 40 rappresentanti dei diversi partiti europei si sono incontrate il 17 e 18 novembre per discutere delle loro esperienze e condividere le buone prassi che permettono, passo dopo passo, di scardinare il “tetto di cristallo” che impedisce alle donne di ricoprire ruoli chiave nei processi di decisione politica.

Secondo il rapporto del World Economic Forum sul Global Gender Gap, nonostante i ritmi di miglioramento per abbattere il divario fra i generi, saranno necessari oltre 155 anni per colmare il divario di genere nell’empowerment politico. In questo lungo processo l’Europa ha migliorato la sua posizione, in particolare negli ultimi anni, proprio grazie a una serie di azioni congiunte e diffuse di cui anche EFA si è fatta promotrice.

«Sorprendente il numero di giovani donne presente all’incontro e la loro preparazione ed energia», dichiara Stefania Garlatti-Costa, componente del direttivo del Patto. «La rappresentante di Plaid Cymru, il partito del Galles, a soli 17 anni è responsabile dell'ufficio esteri della sezione giovanile del partito. Confrontarsi con tanto entusiasmo ed organizzazione, conoscere le modalità in cui altri partiti sostengono la partecipazione delle donne all’attività politica, dentro e fuori i partiti, è molto stimolante per un partito giovane come il nostro. Il forum è stato un’occasione preziosa per affrontare problemi concreti e fare rete (due attività in cui le donne particolarmente eccellono) ed insieme sentirci parte della grande famiglia europea. L’EFA, il cui slogan è “We stand for self-determination” (Siamo dalla parte dell’auto-determinazione), è veramente la nostra casa».

«Alcune esperienze che abbiamo ascoltato sono state davvero preziose», aggiunge Rossella Malisan, vicesegretaria del Patto per l’Autonomia. «Favorire una maggiore presenza di donne in politica significa portare una visione femminile e femminista di attenzione agli altri. Siamo abituati a percepire la politica come competizione e potere, ma come hanno correttamente ricordato le colleghe di altri partiti, la politica in sé assume un valore femminile perché parla di cura, attenzione, futuro e collaborazione e il ruolo delle donne è un ruolo chiave per dare un nuovo passo necessario per uscire dai cardini che hanno ingessato il mondo nella situazione critica in cui si trova».

Nelle scorse settimane anche i giovani del Patto per l’Autonomia hanno vissuto una esperienza significativa a Strasburgo grazie a una settimana di studio sui temi di inclusività, minoranze, autodeterminazione popolare, partecipazione politica. L’evento è stato organizzato dal Consiglio d’Europa insieme a EFAY – European Free Alliance Youth, il gruppo giovanile di EFA/ALE – European Free Alliance/Alleanza Libera Europea di cui fa parte anche il Gruppo giovani del Patto per l’Autonomia, e UNPO, l’Organizzazione delle Nazioni e dei Popoli non rappresentati. L’obiettivo dell’iniziativa era quello di mostrare come per migliorare la rappresentatività e rendere più efficiente il sistema democratico, sia importante affrontare i temi dell’autonomia, della tutela delle comunità e del cambiamento climatico anche all’interno di un quadro giuridico.

«Ho avuto l’opportunità di conoscere 30 attivisti, tutti ventenni, provenienti da minoranze di tutto il mondo: a partire dal Tibet e passando per il Kurdistan, l’Iran, la Crimea, Taiwan, il Sud Africa, la Catalogna, il West Papua e arrivando fino in Cambogia – racconta Gabriele Violino, referente del Gruppo giovani del Patto per l’Autonomia –. Ho conosciuto ragazzi che non potevano nemmeno apparire nelle foto perché perseguitati dai propri governi totalitari. La democrazia, anche nel 2022, non è qualcosa di assodato ovunque, e laddove è carente i risultati sono disastrosi. Di questi tempi in cui la guerra tocca anche il nostro continente, è importante non dare per scontati i nostri principi di civiltà, anzi, è determinante avere coscienza che queste libertà sono un nostro diritto, ma mantenerle è un nostro dovere. Sia allora l’Europa la casa della democrazia: il punto di riferimento internazionale per la tutela dei diritti dell’uomo e per il mantenimento di valori di civiltà che in tante parti del mondo stanno venendo a mancare, anche qui, fuori casa nostra. Sia l’Europa la casa della sussidiarietà: perché una società virtuosa si distingue per la capacità di dare voce a tutte le realtà variegate che la compongono. Quindi a ogni livello del sistema democratico siano concessi gli strumenti in grado di renderlo efficiente e sia definito uno spazio in grado di renderlo rappresentativo, garantendo a tutti reali poteri».

Grande soddisfazione da parte del segretario del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo. «Il nostro percorso è proiettato verso un’Europa più forte, capace di riconoscersi nelle sue effettive diversità politiche, culturali e linguistiche, un’Europa più coesa e più orientata a processi di vero cambiamento nella direzione della transizione ecologica, della giustizia sociale e della difesa dei diritti delle minoranze».


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Il Lussari non è un centro commerciale.

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Interrogazione del Patto per l’Autonomia sulle dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio regionale in occasione del sopralluogo per la tappa del Giro d’Italia

«Abbiamo letto le dichiarazioni del vicepresidente Mazzolini sul completamento delle opere previste sul Lussari in vista della tappa del Giro d’Italia prevista per il prossimo anno e, a quanto riporta la stampa, il vicepresidente avrebbe auspicato di coprire le canalette presenti lungo il percorso con carta catramata con sopra impresso il logo “Io Sono FVG”. Ci sembra che si stia superando il limite non solo del rispetto per un luogo che ha un significato straordinario, di cui avere il massimo riguardo per la sua storia e per quello che rappresenta, ma anche il limite che dovrebbe essere dettato dal buon senso – commenta il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo –. Come è possibile anche solo pensare di fare del percorso che porta al Lussari un enorme spazio di marketing per un marchio promozionale? Che idea vogliamo trasmettere della nostra terra se pensiamo che anche un luogo di spiritualità, crocevia di culture, lingue e popoli che hanno contribuito a costruire l’Europa, possa essere trasformato in una vetrina commerciale? Ci auguriamo che chi ha la responsabilità dei lavori non raccolga questa proposta e presenteremo un’interrogazione alla Giunta in tal senso. Al collega Mazzolini consigliamo di lasciar perdere le tentazioni di turbamento paesaggistico e di dedicarsi piuttosto allo studio dell’impatto dei cambiamenti climatici sulla nostra regione, in particolare sul turismo montano invernale, anche alla luce dei recenti studi resi pubblici da Confindustria».


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@PattoMatto

La pagina satirica
dei fan del Patto per l’Autonomia

 

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CHE NISSUN DISPONI DI NÔ, SENSA DI NÔ

CHE NESSUNO DISPONGA DI NOI,
SENZA DI NOI
Giuseppe Bugatto
Deputato friulano al Parlamento di Vienna
25 ottobre 1918 

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