Newsletter del Patto per l'Autonomia

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Tesseramento 2022

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Il Patto in azione

Giovani della European Free Alliance da tutta Europa in Friuli.

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Si sono ritrovati in Friuli, per una tre giorni di incontri e laboratori, i giovani autonomisti dell’EFAY – European Free Alliance Youth, il gruppo giovanile di EFA/ALE – European Free Alliance/Alleanza Libera Europea di cui fa parte anche il Gruppo giovani del Patto per l’Autonomia, impegnato a sensibilizzare le giovani e i giovani sulla diversità dell’Europa e sulla promozione del rispetto per la ricchezza culturale, linguistica, sulla sostenibilità ambientale, sulla parità di genere. «Abbiamo respirato un clima di condivisione, di superamento di stereotipi e pregiudizi e soprattutto di volontà di cambiamento», spiega Gabriele Violino, referente del Gruppo giovani del Patto per l’Autonomia.

I giovani provenienti da Scozia, Catalogna, Galizia, Paese Valenciano, Alsazia, Danimarca e, per l’Italia, da Valle d’Aosta e Sicilia, oltre al gruppo friulano, hanno concluso il loro ultimo appuntamento internazionale per il 2022 a Tomba di Mereto dove hanno incontrato i vertici del Patto per l’Autonomia che, per l’occasione, avevano riunito soci e simpatizzanti del movimento per un momento di incontro e condivisione sulle attività svolte durante l’anno, fuori e dentro il Consiglio regionale, e sui percorsi intrapresi in vista delle prossime elezioni regionali e comunali di Udine. Fra gli argomenti dibattuti anche il tema della parità di genere, sul quale è stato tenuto un importante incontro pochi giorni fa a Bruxelles e al quale hanno partecipato, in rappresentanza del Patto per l’Autonomia, la vicesegretaria Rossella Malisan e Stefania Garlatti-Costa. 

«Il nostro obiettivo è costruire un’alternativa a chi è attualmente al governo al Comune di Udine e in Regione», spiega il segretario e capogruppo del Patto per l’Autonomia in Consiglio regionale Massimo Moretuzzo, che ha illustrato ai numerosi presenti anche le grosse perplessità sulla manovra di bilancio 2023, all’esame dell’Aula la prossima settimana. «Le risorse disponibili sono notevoli, ma non c’è nessuna priorità definita, anzi le urgenze sono largamente trascurate rispetto alle criticità della sanità regionale, del mondo delle autonomie locali e della transizione energetica».


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Risorse molte, idee poche e confuse. Manovra insufficiente su transizione energetica e piccoli Comuni

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Critiche nette sulla manovra di bilancio 2023, oggi all’esame della I Commissione

«Risorse disponibili notevoli, ma nessuna priorità definita, anzi le urgenze sono largamente trascurate rispetto alle criticità della sanità regionale, del mondo delle autonomie locali e della transizione energetica». È l’opinione del capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo sulla manovra di bilancio 2023, oggi all’esame della I Commissione, ben sapendo che «sicuramente subirà ancora modifiche importanti ad opera degli emendamenti depositati o in fase di deposito, come da prassi». Tanti i punti interrogativi, e una certezza: «La manovra è lontana dal mettere in atto i cambiamenti necessari all’attuale assetto del sistema regionale e dall’intraprendere quel cambiamento di paradigma auspicato da più parti e che sarebbe possibile con una certa sicurezza economico-finanziaria. Eppure non vediamo segnali in questa direzione. Sul tema della transizione energetica continuiamo ad esprimere preoccupazione. Apprendiamo dello sblocco di FVGreen, ma non si intuisce la direzione di marcia. Si annuncia l’elaborazione di una strategia per lo sviluppo sostenibile entro fine anno, un documento di straordinaria importanza per tutto il territorio regionale, ma siamo a dicembre e non c’è ancora neanche una bozza di cui discutere». 

Moretuzzo esprime perplessità sulle risorse stanziate per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili per le aziende – «Quante risorse saranno disponibili e quando? Ormai viviamo di annunci, cui regolarmente gli assessori in aula non sanno dare spiegazioni puntuali» – ed evidenzia: «Persino nella Nota di Aggiornamento del DEFR, il Documento di Economia e Finanza Regionale, mancano elementi che dovrebbero essere essenziali, come la necessità di disciplinare con una nuova legge regionale il piano degli appalti oppure la descrizione della strategia sugli investimenti rispetto al patrimonio immobiliare della Regione». 

«Si continua a non dare risposte ai piccoli Comuni: nessuna azione è stata programmata a loro favore, eppure – è noto a tutti – i piccoli municipi arrancano nel tentativo di garantire i servizi, a causa della carenza di personale. Per questa ragione, ci sono 700 milioni fermi nelle casse dei Comuni per opere non cantierate».


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Con Menia il vero volto del sovranismo nazionalista

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Annunciata mozione alla Giunta  perché prenda subito le distanze

«Le gravissime dichiarazioni del senatore Menia non devono stupire, fanno parte dell’ideologia nazionalista e sovranista che ha caratterizzato la recente campagna elettorale del centro-destra e i primi mesi del Governo Meloni, in cui la retorica dell’interesse nazionale e dell’identità italianissima è stata una costante. Si scopre così il loro vero volto». Così il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo, dopo le dichiarazioni, apparse oggi sulla stampa, del senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia per il quale il friulano e le altre lingue minorizzate non vanno insegnate a scuola, lanciando la sua battaglia in difesa dell’“identità nazionale” attraverso l’unità linguistica che passa, secondo l’esponente patriota, per l’uso dell’italiano, “lingua ufficiale dello Stato”.

«Siamo di fronte a un fatto gravissimo», continua Moretuzzo, annunciando la presentazione di una mozione del Gruppo Consiliare per chiedere che la Giunta Fedriga prenda immediatamente le distanze dalle dichiarazioni di Menia.

«Ricordo al senatore di Fratelli d’Italia che l’insegnamento della lingua friulana è previsto dall’art. 4 della legge statale 482/99 (“Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”), che dà attuazione all’art. 6 della Costituzione italiana, e confermato dalla legge regionale 29/2007 (“Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana”), che ne disciplina l’applicazione con un regolamento attuativo. Dunque, gli istituti sono tenuti a garantire l’insegnamento della lingua friulana agli alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado quando le famiglie – quasi 30 mila secondo gli ultimi dati, pari all’80% del totale – ne fanno richiesta per le loro figlie e figli. Come è possibile che Menia legittimi a non dare attuazione alla normativa vigente?!».

«Ma soprattutto Menia dimentica – o ignora – che l’insegnamento della lingua friulana è elemento costitutivo e qualificante del percorso educativo, poiché garantisce a bambini e ragazzi tutti i vantaggi di un’educazione plurilingue e di una formazione che conduce alla creazione di una cittadinanza europea attiva e consapevole», sottolinea il capogruppo del Patto per l’Autonomia. «Come evidenziano gli esperti, la tutela della lingua friulana e il suo uso, insegnamento e apprendimento diventano per chi vive in Friuli un valore, un diritto e un’opportunità: formativa (l’apprendimento di più lingue aiuta l’apprendimento di altre lingue e di tutte le materie), educativa (la consapevolezza della diversità linguistica e culturale nel contesto locale, regionale e mondiale) e civica (il diritto alla lingua, il diritto alle lingue, la cittadinanza plurilingue e multiculturale)». 

«Ricordiamo inoltre a Menia che autonomia e specialità del Friuli-Venezia Giulia trovano fondamento proprio nella presenza delle minoranze linguistiche e nella loro tutela – conclude il capogruppo del Patto per l’Autonomia –. O il senatore pensa che pure quelle siano superflue?». «Ci chiediamo infine cosa ne pensino delle dichiarazioni del senatore di Fratelli d’Italia i suoi colleghi di partito in Consiglio regionale e se il presidente Fedriga condivida le posizioni espresse da un suo alleato nella coalizione di centro-destra. Crediamo che il Consiglio Regionale debba prendere immediatamente posizione su questo tema e presenteremo una mozione in tal senso».


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@PattoMatto

La pagina satirica
dei fan del Patto per l’Autonomia

 

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CHE NISSUN DISPONI DI NÔ, SENSA DI NÔ

CHE NESSUNO DISPONGA DI NOI,
SENZA DI NOI
Giuseppe Bugatto
Deputato friulano al Parlamento di Vienna
25 ottobre 1918 

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