Newsletter del Patto per l'Autonomia

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‍Il Passo Giusto

 

Il Patto in cammino
verso le regionali del 2-3 aprile


PROGRAMMA
9.00 registrazioni 
9.45 saluti iniziali 
10.00 intervento di Massimo Moretuzzo, segretario del Patto per l’Autonomia
10.30 inizio attività dei gruppi  di lavoro
12.30 restituzione da parte dei gruppi di lavoro
13.30 saluti e momento conviviale 

Il Patto in azione

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Sui flussi migratori servono risposte concrete nel rispetto delle persone e dei territori, non slogan

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Dove sono finiti gli slogan della campagna elettorale del 2018? Cosa è stato fatto dall’esecutivo regionale per affrontare il tema dei flussi migratori? La verità è che le sparate come quella delle pattuglie di guardie forestali o delle telecamere a infrarossi, forse in prestito da qualche caveau, a presidio dei sacri confini, sono state efficaci solo per la solita retorica sovranista», commenta il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo, facendo riferimento alle dichiarazioni del Presidente Fedriga a margine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, oggi a Trieste, al quale ha partecipato il ministro dell’Interno Piantedosi.

«La realtà è che i flussi migratori sono un fenomeno epocale che deve essere gestito in modo razionale, nel rispetto della dignità delle persone, dei diritti umani e dei territori coinvolti – continua Moretuzzo –. Non è accettabile che l’unica parola d’ordine sia “respingimenti” mentre tante persone migranti, compresi donne e bambini, dormono ogni notte all’addiaccio nei pressi delle stazioni ferroviarie di Trieste e Gorizia e che tutto sia scaricato sui gruppi di volontari e sulle associazioni che cercano di prestare un minimo di soccorso, senza nessun intervento da parte delle istituzioni pubbliche. Serve un’assunzione di responsabilità rispetto a questo tema, devono essere date risposte concrete e tempestive, alle persone coinvolte e alle comunità e alle zone della regione che sono più interessate da questo fenomeno».


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Basso: «Indicazioni fuori dal tempo e fortemente diseducative.

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Critiche del Patto per l’Autonomia sugli opuscoli distribuiti nelle scuole di Cividale

Niente sorrisi provocatori né abiti succinti. Sono alcuni dei consigli antistupro contenuti negli opuscoli distribuiti dal Comune di Cividale alle ragazze e ai ragazzi delle scuole medie e superiori della città ducale. «Si tratta di indicazioni fuori dal tempo e fortemente diseducative. Non si prevengono le aggressioni, né si combatte la violenza suggerendo come si deve vestire una persona. Questo significa colpevolizzare a priori le vittime giustificando il comportamento dell’aggressore, che va condannato senza sé e senza ma – commenta Elisabetta Basso, presidente del Patto per l’Autonomia –. Serve piuttosto promuovere una cultura di parità e rispetto, a partire dalle scuole, ma certamente non perpetrando vecchi pregiudizi come avvenuto a Cividale. La parità di genere e l’educazione al rispetto sono valori irrinunciabili e un impegno prioritario delle istituzioni, che devono avere consapevolezza della necessità di ripartire da una reale cultura del rispetto dell’altro». 


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No compatto delle opposizioni alla reintroduzione delle Province

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No alla restaurazione delle Province. È la posizione condivisa dalle opposizioni in Consiglio regionale in merito alla proposta di legge costituzionale n. 19 “Modifiche alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia) in materia di enti locali”, oggi all’esame della V Commissione consiliare. La minoranza è fortemente critica sul ripristino degli enti intermedi voluto dal centrodestra, che afferma in sostanza – con la nuova architettura istituzionale – il fallimento della precedente riforma, intrapresa dalla maggioranza, che ha visto la costituzione degli Enti di decentramento regionale nel percorso di superamento delle Unioni territoriali intercomunali.

«Davvero i cittadini e le imprese di questa regione non sentivano il bisogno di nuovo assessori e nuovi consiglieri provinciali e di ulteriori livelli burocratici. Mentre l’Europa ci invita a ragionare per funzioni e sviluppa modelli innovativi di area vasta, Fedriga e Roberti ci riportano nel passato rispolverando le province inventate da Napoleone Bonaparte», afferma il vicepresidente dell’Assemblea Francesco Russo (PD) sottolineando che arrivare con questa proposta all’ultimo mese della legislatura dimostra la natura puramente elettoralistica del provvedimento.

«È sintomatico che le difficoltà strutturali che il sistema Regione si trova ad affrontare ad oggi sono rappresentate dalla sanità e in particolare dalla sanità territoriale, che di fatto è stata azzerata, e le infrastrutture, ma nessuna delle due è stata mai una competenza delle Province, la cui rinascita non apporterà dunque alcun beneficio – sostiene Mauro Cappozzella, capogruppo del Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle –. E che la riforma degli enti territoriali sia sostanzialmente fallita lo rappresenta il fatto che le Comunità di montagna non funzionano, quelle di pianura nemmeno sono partite e gli Edr li possiamo definire enti ancora in cerca di autore».

«Ricostituire le Province com’erano prima della loro abolizione è un errore. Si tratta di un ritorno al passato, risultato della mancanza di una visione per il futuro, necessaria per affrontare le criticità del presente. Penso, in particolare, ai Comuni, ridotti ormai allo stremo, che non beneficeranno in nessun modo della riforma voluta dal centrodestra e, anzi, pagheranno ancora una volta lo scotto di scelte calate dall’alto», commenta il consigliere del Patto per l’Autonomia Giampaolo Bidoli. Per istituire le Province elettive, «sarà necessario un passaggio in Parlamento, contrariamente a quanto sosteneva la maggioranza». Per Bidoli, in alternativa a quello che definisce l’«ennesimo poltronificio della Giunta Fedriga», «sono auspicabili forme diverse di riorganizzazione delle autonomie locali».

«Siamo contrari alla reintroduzione dell’ente Provincia. Non porterà soluzioni e semplificazioni per i Comuni e i cittadini – afferma Tiziano Centis, consigliere regionale di Civica FVG –. Non darà risposte per migliorare la gestione dei servizi sanitari. Non darà risposte per migliorare la qualità e la situazione della viabilità del nostro territorio. I Comuni devono avere risposte e risorse per migliorare i servizi verso i propri cittadini e non un ulteriore ente che incaglia e rende tutto più complicato».

«Sono contrario alla proposta di legge costituzionale statutaria della Giunta Fedriga che prevede la reintroduzione in Friuli-Venezia Giulia delle Province elettive. Per una regione piccola e poco popolosa come la nostra, un livello di area vasta quale quello delle Province storiche è superfluo. Andrebbe piuttosto fatta una riforma che dia maggiore autonomia alle Comunità di Comuni (ex Uti). Il livello che manca in regione è quello sovracomunale. Ma mantenere l’attuale polverizzazione del territorio in oltre 200 Comuni e sperare che 4 nuovi enti permettano di superare l’attuale deficit di coordinamento è impossibile. Le nuove Province sono solo una manovra per aumentare le “poltrone”». Così dichiara il consigliere regionale Furio Honsell di Open Sinistra FVG.


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Accordo elettorale tra CIVICA FVG e Patto per l’Autonomia

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Le forze politiche CIVICA FVG e Patto per l’Autonomia comunicano di aver raggiunto un accordo elettorale in vista delle elezioni regionali del 2 e 3 aprile, a seguito del quale si presenteranno assieme in una stessa lista, presente in tutti i collegi elettorali del Friuli-Venezia Giulia, nella coalizione alternativa al centrodestra, che in queste ore sta definendo il suo assetto finale.

«Siamo soddisfatti di questa intesa – afferma il presidente di CIVICA FVG Marco Putto – che oltre a consentire alle nostre due forze di ottimizzare sforzi, competenze e candidati, si configura come progetto politico che rafforza l’intero civismo riformista e progressista regionale, fortemente ancorato ai territori. Il nostro nuovo simbolo sarà richiamato all’interno di quello degli amici del Patto, consentendoci anche di evitare la raccolta delle firme; in virtù di questo accordo abbiamo scelto di sostenere convintamente la candidatura a Presidente di Massimo Moretuzzo, ponendoci l’obiettivo di essere ancora una volta la lista civica del Presidente».

«Da tempo il Patto per l’Autonomia ha scelto di lavorare alla costruzione di una rete di relazioni importanti con tanti soggetti civici e municipalisti impegnati in diversi territori della nostra regione – dichiara Elisabetta Basso, Presidente del Patto per l’Autonomia –. L’accordo elettorale condiviso con gli amici di CIVICA FVG in vista delle prossime elezioni regionali è sicuramente un passaggio molto importante che ci permetterà di presentarci alle cittadine e ai cittadini del Friuli-Venezia Giulia con una lista ancora più forte, composta da persone competenti e in grado di rappresentare tante componenti della società. Siamo convinti che la lista del Patto per l’Autonomia potrà essere una parte importante di una coalizione ampia, in cui la pluralità delle forze politiche che hanno deciso di costruire un’alternativa credibile al centrodestra saprà trovare il modo migliore per fare delle diversità una ricchezza».


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@PattoMatto

La pagina satirica
dei fan del Patto per l’Autonomia

 

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CHE NISSUN DISPONI DI NÔ, SENSA DI NÔ

CHE NESSUNO DISPONGA DI NOI,
SENZA DI NOI
Giuseppe Bugatto
Deputato friulano al Parlamento di Vienna
25 ottobre 1918 

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