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Bene il declassamento cancellato per l'USR, ma è prioritario rivendicare e ottenere per la Regione la competenza primaria sull'istruzione

Declassamento cancellato. L’Ufficio scolastico regionale torna di primo livello. «Accogliamo con favore l’annuncio in merito del senatore Mario Pittoni», afferma Diego Navarria, componente del direttivo del Patto per l’Autonomia, che rilancia: «Ora si tratta di rivendicare e ottenere per la Regione la competenza primaria sull’istruzione, anche per rispondere in maniera efficace alle esigenze dettate dalla dimensione plurilinguistica del Friuli-Venezia Giulia.

Circolare "fuorilegge", insegnare il Friulano è un diritto

Friulano a scuola.
Una circolare della Regione legittima gli istituti a non insegnarlo, violando la normativa di tutela statale e regionale.
Moretuzzo: «Fatto gravissimo che lede il diritto dei cittadini friulani»

Interrogazione del Patto per l’Autonomia per chiedere chiarezza sulla vicenda

«La Regione legittima le scuole a non insegnare la lingua friulana, violando apertamente la normativa, statale e regionale, di tutela che invece prevede l’uso, l’insegnamento e l’apprendimento del friulano nel percorso educativo. Siamo di fronte a un fatto gravissimo, che lede il diritto dei cittadini friulani», denuncia il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, annunciando la presentazione di una interrogazione del Gruppo Consiliare per fare chiarezza su una vicenda che ha dell’incredibile.

«Il Servizio Istruzione della Regione, con una circolare indirizzata alle scuole dell’infanzia e primaria statali e paritarie situate nei comuni di tutela della lingua friulana, le invita a comunicare l’intenzione di avviare o meno le attività di insegnamento della lingua friulana nel corso dell’anno scolastico 2020/2021 per evitare di dover restituire l’acconto per il finanziamento delle attività didattiche, presumendo che gli istituti possano decidere liberamente se insegnare o meno il friulano. È un atto incomprensibile, perché viola la legge: le scuole, infatti, sono tenute a svolgere attività didattica in lingua friulana quando le famiglie ne fanno richiesta per i loro figli e sono, ogni anno, circa 38 mila – spiega il capogruppo del Patto per l’Autonomia –! L’insegnamento della lingua friulana è previsto dall’art. 4 della legge statale 482/99 (“Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”), che dà attuazione all’art. 6 della Costituzione italiana, e confermato dalla legge regionale 29/2007 (“Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana”), che ne disciplina l’applicazione con un regolamento attuativo. Dunque – ribadisce Moretuzzo –, gli istituti sono obbligati a garantire l’insegnamento della lingua friulana agli alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Non sono previste deroghe. Come è possibile che la Regione legittimi a non dare attuazione alla normativa vigente?!».

Quanto accaduto, «è un pessimo segnale sullo stato di salute del sistema scolastico regionale, che si priva di un elemento costitutivo e qualificante del percorso educativo, poiché l’insegnamento della lingua friulana garantisce a bambini e ragazzi tutti i vantaggi di un’educazione plurilingue e di una formazione che conduce alla creazione di una cittadinanza europea attiva e consapevole – conclude il capogruppo del Patto per l’Autonomia –. Non bastava il Covid-19, con la conseguente chiusura delle scuole, a privare gli studenti friulani dell’offerta didattica di e in friulano, ora ci si è messa anche l’amministrazione regionale. Non vorremmo che dietro a questa azione ci fosse la volontà di spostare ad altri capitoli le risorse destinate al friulano. Nell’interrogazione chiederemo anche conto del futuro dei contributi stanziati dalla Regione per questa finalità e che non saranno utilizzati: è inconcepibile vengano destinati a progettualità di altro tipo».

Come evidenziano gli esperti, la tutela della lingua friulana e il suo uso, insegnamento e apprendimento diventano per chi vive in Friuli un valore, un diritto e un’opportunità: formativa (l’apprendimento di più lingue aiuta l’apprendimento di altre lingue e di tutte le materie), educativa (la consapevolezza della diversità linguistica e culturale nel contesto locale, regionale e mondiale) e civica (il diritto alla lingua, il diritto alle lingue, la cittadinanza plurilingue e multiculturale).

Il Friuli - Nuovi interventi sul diritto allo studio

"[...] Troppe le criticità riscontrate dai consiglieri regionali Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, a partire dal mancato coinvolgimento del mondo della scuola e degli enti locali nell'elaborazione della modifica normativa.

Moretuzzo: «La riapertura delle scuole è un tema centrale. Più competenze alla Regione per decisioni rapide e vicine agli istituti»

 «La riapertura delle scuole a settembre rappresenta uno dei temi più urgenti e complessi che devono essere affrontati dalle istituzioni e che suscitano più aspettative e preoccupazioni da parte delle famiglie», osserva il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, al termine della seduta odierna della VI Commissione che ha visto l’audizione della direttrice dell’Ufficio scolastico regionale.

«Nel contesto attuale è fondamentale che le risorse che vengono messe a disposizione dalla Regione e dallo Stato per affrontare i temi del distanziamento e dell’adeguamento delle strutture scolastiche siano utilizzate nel modo migliore, con indicazioni chiare e univoche, che mettano i dirigenti scolastici nelle condizioni di prendere le decisioni corrette. Purtroppo l’impressione è che ad oggi da parte del Ministero continuino ad arrivare informazioni parziali e spesso contraddittorie, come quelle relative ai calcoli sul distanziamento e conseguente dimensionamento delle aule, oppure sui fondi utilizzabili per l’acquisto di attrezzature – afferma Moretuzzo –. Credo che, a maggior ragione in questa situazione di emergenza, sia evidente il fatto che avvicinare i centri decisionali al territorio sia indispensabile per affrontare questioni di particolare complessità. Il percorso di regionalizzazione di parti importanti del sistema scolastico deve quindi proseguire e permettere a studenti, insegnanti e famiglie del Friuli-Venezia Giulia di godere pienamente del diritto all’istruzione».

Rischi e opportunità della didattica a distanza

Floramo a “I giovedì del Patto”: «La scuola rischia di scollegarsi dal territorio cui appartiene»
Prossimo appuntamento il 21 maggio, sulla pagina Facebook del Patto per l’Autonomia, con Mario Tozzi

Scuole senza presidi. Moretuzzo: «Si stringano i tempi sulla regionalizzazione del sistema scolastico del Friuli-Venezia Giulia»

Il concorso per dirigenti scolastici è stato annullato dalla sentenza del Tar del Lazio per presunta incompatibilità di alcuni commissari. Dunque, prova scritta da rifare per gli 8 mila 736 candidati che avevano superato la preselezione. Il Ministero dell’Istruzione sta predisponendo appello al Consiglio di Stato e nel frattempo chiederà una sospensiva d’urgenza nella speranza di salvare il concorso. Per le scuole del Friuli-Venezia Giulia non è certo una buona notizia, perché potrebbe voler dire non riuscire a dare un dirigente alle oltre 70 sedi scoperte.


«In attesa di conoscere le sorti della selezione per i presidi, che rischia di paralizzare i nostri istituti con pesanti conseguenze anche sugli studenti, siamo convinti che quanto accaduto si sarebbe potuto evitare con la regionalizzazione del nostro sistema scolastico – afferma il capogruppo del Patto per l’Autonomia in Consiglio regionale, Massimo Moretuzzo –. Rivendichiamo, ancora una volta, nuove competenze per la Regione in materia scolastica e formativa in modo da rispondere alle specificità di governo del territorio e con strumenti e risorse finanziarie adeguati. Si stringano i tempi, mi rivolgo in particolare all’assessore Rosolen, per ottenere l’autonomia scolastica. Non possiamo attendere oltre».

Situazione scolastica ai limiti del collasso. Moretuzzo: "Rivendichiamo la nostra specialità e chiediamo la competenza primaria sull’istruzione e i fondi necessari"

«Mentre in campagna elettorale tutti sostenevano la necessità di regionalizzare la scuola, oggi non abbiamo sentito altrettanto», osserva il capogruppo del Patto per l’Autonomia in Consiglio regionale, Massimo Moretuzzo,al termine dell’audizione in VI Commissione dell’assessore regionale all’Istruzione Alessia Rosolen sul trasferimento di competenze in materia di istruzione non universitaria, nonché sulla gestione, in capo alla Regione, dell’Ufficio scolastico regionale.


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