Schengen. Massolino annuncia interrogazione: «20 milioni di euro buttati in una misura inefficace per pura propaganda: si riaprano i confini!»
«Le ultime notizie riportate dalla stampa locale stimano a oltre 20 milioni di euro il costo del ripristino dei controlli alla frontiera tra Italia e Slovenia: soldi dei contribuenti spesi in becera propaganda - Così Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l’Autonomia - Civica FVG commenta le notizie relative alla sospensione di Schengen tra Italia e Slovenia, annunciando un’interrogazione a risposta immediata a cui verrà dato risposta nella giornata di mercoledì 10 giugno -. Chiediamo alla Giunta regionale conto dei costi, dei risultati ottenuti e delle ricadute sul Friuli-Venezia Giulia di questa misura inutile e strumentale».
«Siamo di fronte a una gigantesca ipocrisia politica - prosegue Massolino -. Da una parte si tagliano servizi, si denunciano risorse insufficienti per la sanità, il trasporto pubblico o il sostegno alle famiglie. Dall'altra si trovano decine di milioni di euro per mantenere controlli attivi solamente su alcuni dei tanti valichi del nostro territorio. Controlli che non producono alcun effetto e che colpiscono soprattutto cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori e imprese che attraversano ogni giorno il confine. Allo stesso tempo si grida all’invasione, ammettendo dunque che la misura non ha alcuna efficacia, e si spendono ulteriori soldi dei contribuenti per recintare parti di città, mentre le persone dormono, e talvolta muoiono, per strada. E l’inefficacia è attestata anche da quanto riportato dagli organi di stampa, secondo cui gli arresti direttamente collegati ai controlli di frontiera rappresentano una quota minima rispetto all'enorme dispiegamento di uomini e mezzi, e un numero in ogni caso in continuità con quelli effettuati prima del ripristino dei controlli».
«La sicurezza è una cosa seria e non può essere ridotta a una fotografia davanti a una sbarra o a un posto di blocco. Se esistono minacce reali, vanno contrastate con cooperazione internazionale, intelligence e lavoro investigativo, non con la messa in scena permanente di controlli che costano milioni e che servono soprattutto ad alimentare una narrazione politica fondata sulla paura. Con convinzione abbiamo partecipato alla protesta svoltasi a febbraio in concomitanza con il passaggio della fiaccola olimpica, una delle scuse adottate per richiedere un’ulteriore proroga della sospensione di Schengen. Dobbiamo ribellarci con forza all'assurdità di rinunciare a un pilastro del sogno europeo con cui le nostre generazioni sono cresciute e che dobbiamo impegnarci a difendere. Anche considerando la nota della Commissione europea di qualche giorno fa che richiamava i Paesi membri a evitare l’abuso della sospensione del trattato di libera circolazione, sarebbe ora che si smettesse con queste continue proroghe e che si riaprissero finalmente i confini: non può essere la nostra nuova normalità».
«Dopo oltre due anni è arrivato il momento di fare una domanda molto semplice: quanti “benefici” reali hanno prodotto questi controlli? - conclude Massolino - La realtà è che il ripristino dei confini è un palese fallimento istituzionale rispetto al fenomeno migratorio. Fa inorridire vedere amministratori e rappresentanti istituzionali riempirsi la bocca di Europa e cooperazione transfrontaliera, salvo poi accettare senza fiatare la presenza permanente di controlli lungo un confine che dovrebbe essere aperto. Un anno fa Gorizia e Nova Gorica sono state presentate come il simbolo dell'Europa che unisce, ma nella quotidianità chi ci rappresenta continua a normalizzare barriere che generazioni di europee ed europei avevano scelto di abbattere».