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Contributi ai Comuni che incentivano la mobilità sostenibile

Moretuzzo: «Servono scelte coraggiose e partecipate, ma la maggioranza si tira indietro»

«È necessario un generale ripensamento dello spazio urbano, consapevoli che da una crisi di sistema, quale è quella in atto, si può uscire soltanto con scelte coraggiose, capaci di guardare lontano, e attuate con la partecipazione dei cittadini». Da dove partire? Per i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, «dalle connessioni e dalle relazioni che si strutturano nei tessuti delle città».

«La volontà di cambiare viene anche dalla stessa cittadinanza e dai consumatori che quest’anno, come alternativa alle automobili, hanno spesso preferito muoversi con le proprie biciclette, nei limiti consentiti da spazi urbani che non sono organizzati per garantire la sicurezza di chi si muove con questi mezzi. Se esiste una domanda crescente, non basta mettere qualche stazione del bike sharing in più (cosa comunque necessaria, considerato che le stazioni a volte non raggiungono le periferie) – osserva Moretuzzo –. Occorre liberare le strade dalle automobili dove è possibile, e dove non lo è realizzare delle bike line che accostino le corsie occupate dai veicoli a motore. Serve anche immaginare degli strumenti che stimolino la fruizione dei servizi di bike sharing, come delle agevolazioni particolari per chi già fruisce di altri mezzi pubblici come gli autobus, oppure degli sconti per l’accesso ai luoghi della cultura come musei o teatri, incentivando in questo modo anche i turisti a preferire questi mezzi».

Alla luce di queste riflessioni, i due consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia hanno presentato un emendamento collegato alla legge di stabilità 2021 per chiedere che la Regione conceda un contributo ai Comuni sopra i 30 mila abitanti per il potenziamento o l’istituzione di servizi di mobilità in condivisione con mezzi di trasporto a trazione elettrica, quali biciclette elettriche o a pedalata assistita e monopattini elettrici, al fine di combattere l’inquinamento atmosferico nelle zone urbane e stimolare stili di vita salutari e rispettosi dell’ambiente attraverso lo sviluppo della mobilità leggera urbana. «Obiettivi evidentemente non rilevanti per la maggioranza in Consiglio regionale, che ha bocciato l’emendamento», commenta il capogruppo Moretuzzo.

«Il Friuli-Venezia Giulia ha tutte le caratteristiche per poter sfruttare la mobilità dolce come volano per un modello di sviluppo sostenibile per l’ambiente, e rispondente alle esigenze dei piccoli esercizi commerciali. Le tendenze del turismo stanno cambiando, e si sta facendo strada un modello attivo e lento, che implica la partecipazione diretta dei turisti nei diversi contesti cui giungono a far visita, ponendo una particolare attenzione all’ambiente e alle comunità. Questo modello di turismo, che peraltro porta maggiore ricchezza al nostro territorio rispetto a quello “mordi e fuggi”, già dovrebbe rappresentare una ragione sufficiente per mettere in campo delle iniziative di cambiamento, ma finora – evidenzia Moretuzzo – molti amministratori locali hanno preferito l’inazione e la conservazione dello status quo al ripensamento dell’ambiente urbano per assicurare le condizioni necessarie alla realizzazione di queste attività e prima ancora all’incentivazione di stili di vita che fanno bene alla salute e all’ambiente».


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