Premessa: post lungo ma necessario per provare a spiegare, per capire qualcosa e per evidenziare che ridurre tutto alle solite baruffe Trieste / Friuli è del tutto inutile.

Proviamo a fare un ragionamento, proviamo ad analizzare la cosa basandoci sul testo del decreto e su come questo troverà applicazione nella Regione FVG, anche se non è del tutto definito il quadro generale.
Qui il riferimento al decreto con ulteriori collegamenti: benticulturali.it

Il Ministero gestito da A. Bonisoli dunque, in piena tempesta istituzionale e nel bel mezzo dell'estate, concretizza la firma del decreto per la riorganizzazione dei musei, aree archeologiche e poli culturali afferenti al Ministero stesso (quindi statali) sparsi per l'Italia; tale riorganizzazione riguarda anche il FVG e va ad interessare il Museo e Parco di Miramar, il MAN (Museo Archeologico Nazionale) di Aquileia, il MAN di Cividale del Friuli nonché il fantasma del Museo Nazionale dell'Archeologia Subacquea di Grado.
Si stabilisce quindi che viene soppresso il Polo Museale del FVG (cui facevano capo i sopra citati musei MA NON Miramar che era autonomo), e si va ad istituire una gestione unificata di tutti i Musei in capo allo stesso Museo di Miramar.
Diciamo subito che uno Stato che ogni 2 / 3 anni si trova a promuovere una riforma di gestione di un patrimonio culturale ricchissimo, pecca clamorosamente di responsabilità, ogni ministro si trova (chissà perché) a mettere una toppa ad un vestito logoro e pieno di buchi (leggi carenza di fondi, carenza di personale, degrado, interessi speculativi, burocrazia, gestioni discutibili ...) senza mai affrontare con serietà TOTALE la questione, senza mai verificare se la riforma precedente é andata o meno a regime, senza mai cercare eventuali ritocchi o aggiustamenti, ma intervenendo spesso per lasciare il segno.
Diciamo poi che tutte le riforme vanno SEMPRE nella scia delle parole d'ordine: ottimizzazione, risparmio, valorizzazione, risparmio, riorganizzazione, risparmio e, ovviamente, risparmio. E diciamo ancora che tutte le riforme vengono SEMPRE fatte senza ascoltare chi nel settore dei beni culturali ci lavora, siano essi strutturati (dipendenti Ministero) o esterni (professionisti o docenti universitari), singoli o sigle di associazioni. O peggio, vengono un po' ascoltati e abbastanza ignorati. Questo perché molto spesso questi singoli o sigle, presi dall'idea che "i Beni Culturali sono il petrolio d'Italia" si illudono che questo settore possa ricevere investimenti, cura, programmazione, lungimiranza. Tutte parole che con "risparmio" non vanno affatto d'accordo.
E allora in FVG cosa è successo? Cosa succederà con questa nuova ennesima riforma? Ricordate che mesi fa si era paventata la perdita di autonomia da parte del Museo di Miramar?
https://www.rainews.it/…/fvg-trieste-miramare-perde-autonom…
Ecco, "pericolo scampato" verrebbe da dire ... ma in cambio di cosa? Di un vero e proprio "caos": la soppressione del Polo Museale FVG e l'accorpamento amministrativo di tutti Musei FVG (più un fantasma, il Museo di Grado) sotto la regia di Miramar. In cosa consista questa "regia" e cosa comporta nel pratico tutto ciò oggi non è dato saperlo, però possiamo fare una serie di considerazioni: se prima il Museo di Miramar aveva "10" di tempo / soldi / personale (amministrativo) per gestire la struttura e farla uscire dai danni di anni trascuratezza, ora con gli stessi "10" (perché ricordate? stiamo parlando di "risparmio") il sistema così riformato del FVG dovrà gestire anche i due MAN e prendersi in carico la grana scandalosa del fantasma di Grado.
Ha senso? Ha senso accorpare 2 musei archeologici (con alcune strutture complementari come il Museo Paleocristiano di Aquileia) con Miramar che ha tutt'altra impostazione e contenuti completamente diversi? Non si sfiora il ridicolo nel dire che anche il Museo NAS di Grado viene accorpato nella gestione unica, quando esso da 20 anni (20 anni!!!) è solamente un'idea, un progetto, in definitiva uno scandaloso spreco? Non diventa inutile esercizio di scompiglio di carte e confusione, incrociare la gestione e l'organizzazione di iniziative per la valorizzazione dei singoli contesti?
Guardiamo alla situazione attuale, e ragioniamo sul fatto che la precedente riforma ministeriale ha di fatto "staccato" i musei dal loro territorio di riferimento, li ha trasformati in preziose scatole senza rapporti diretti con il contesto in cui sorgono. Ha avuto un seguito costruttivo l'istituzione del Polo Museale staccato dalla tutela del territorio attuata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio? E questo seguito ha avuto una maturazione così articolata, tanto da richiedere una nuova modifica o semplificazione?
Rimanendo alla situazione attuale, pensiamo alle ottime attività che il MAN di Aquileia anche assieme alla Fondazione Aquileia sta portando avanti per la struttura Museo e per l'intera area archeologica (ristrutturazione del Museo, mostre tematiche di carattere internazionale, giornate dedicate alla fruizione del patrimonio, collaborazioni varie con le Università che operano sul territorio con scavi, didattica e incontri); pensiamo alla vivacità del MAN di Cividale del Friuli, (mostre dedicate, numerosissime conferenze tematiche organizzate nella struttura museale, incontri musicali, didattica per le scuole); pensiamo alla rinascita del Parco di Miramar (dopo anni di incuria, un processo lento che però sta mostrando i segni evidenti di una ritrovata cura) e del suo Castello (ad esempio il restauro e recupero degli ambienti novecenteschi, anch'essi parte della storia della Residenza). Ed infine, pensiamo al fantasma di Grado: non sarebbe ora di risolvere quella vergogna del MNAS, vergogna ben sottolineata dalla battaglia portata avanti dal Comune di Grado che chiede conto al Ministero della voragine economica e programmatica mai definita?
Non siamo d'accordo con la dott.ssa A. Contessa, direttrice di Miramar e intervistata il 15 agosto dal TG3 regionale, quando dice che è giusto che Miramar sia a capo della struttura organizzativa (che molti con timore leggono "economico finanziaria") in quanto i numeri lo premiano nettamente rispetto agli altri musei statali regionali; così fosse, secondo questo ragionamento, tutti i musei (estremizzando) dovrebbero sottostare al Colosseo di Roma, visti i numeri.
Piuttosto verrebbe da chiedersi: i numeri dei Musei Statali del FVG sono in linea con le aspettative? Il Polo Museale si è dimostrato adatto ad essere riferimento per le strutture, il loro sviluppo e la loro promozione?
Se andiamo a verificare il testo del decreto, si trovano numerosi esempi di accorpamenti cervellotici o di inglobamenti forzati, che fanno pensare alla classica riforma fatta a tavolino. Materializziamo questo "tavolino" in FVG: qual è in Regione il Museo che fa numeri maggiori? Miramar. Bene, viene istituito il Parco del Castello di Miramar e (il suo direttore) viene messo a capo della struttura regionale, al posto del Polo Museale. Capito il risparmio? Si cancella una struttura, si cambia nome a quella precedentemente autonoma e si aggregano tutte le altre a quest'ultima. Un'operazione "a sottrarre" ... al risparmio appunto.
E attenzione, perché quella è la direzione in cui va questa riforma, "a sottrarre" appunto, per portare verso un centralismo apparentemente policentrico, con come detto accorpamenti insensati, forzature e anche situazioni paradossali come nomine decadute dopo poche settimane (cercare alle voci Musei Etruschi, Parco Archeologico della via Appia, oppure leggere con attenzione questo
https://m.huffingtonpost.it/…/beni-culturali-la-riforma-pa…/
In questo articolo sono citati chiaramente i "distretti multiregionali" ... vi ricorda qualcosa? Non sa tanto di Macroregione?
Tutto ciò anche per dire che a livello regionale è sbagliato ridurre la questione al dualismo Trieste Friuli e alle baruffette che poi trovano eco mediatica in titoli tipo "Trieste scippa il Friuli", infelice titolo del MessaggeroVeneto del 15 agosto, che immediatamente porta a banalizzare il tutto nella direzione campanilistica con i consueti strascichi social, dove al solito la vera questione degli errori e le forzature di questa riforma passano in secondo piano o, peggio, del tutto ignorate, sacrificate alle dinamiche del tifo di parte.
Bisogna invece evidenziare con forza e argomenti tutti gli aspetti sopra riportati e chiederne conto al Ministro (in uscita?). Bisogna farsi sentire a livello regionale per evitare che i cittadini FVG ed i loro rappresentanti (ricordiamo, Regione Autonoma) vengano scavalcati perché le strutture museali saranno di certo di proprietà statale, ma le stesse strutture e ciò che loro contengono e trasmettono, sono patrimonio concreto e morale assolutamente locale.

Massimo Braini
Patto per l'Autonomia Trieste

Commenti (0)

Non ci sono ancora commenti

Lascia i tuoi commenti

  1. Invio commento come ospite. Registrati o Accedi con il tuo account.
Allegati (0 / 3)
Condividi la tua posizione
Digitare il testo presente nell'immagine qui sotto. Non è chiaro?

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere le informazioni aggiornate sulle nostre attività