Emblematico il caso del Comune di Premariacco: da 30 mila a 114 mila euro per gli sfalci. 
Il Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia raccoglie la denuncia di sindaci e rappresentanti con 2 interrogazioni.

Rivolta dei Comuni, delle piccole e medie imprese locali e delle cooperative sociali contro la centralizzazione degli approvvigionamenti di lavori, servizi e forniture realizzata dalla Centrale Unica di Committenza, i cui effetti si stanno manifestando in tutta la loro gravità come è stato evidenziato nel corso della conferenza stampa organizzata dal Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia, che si è tenuta oggi, venerdì 25 ottobre, a Udine, nella sede del Consiglio regionale.
Un grido di allarme era già stato lanciato nei mesi scorsi dai consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, che, raccogliendo le preoccupazioni di enti locali e imprese, avevano denunciato, a più riprese, le conseguenze assolutamente negative per il tessuto economico regionale e, in particolare, per le realtà medio-piccole, derivanti dall’adozione dei contratti quadro stipulati dalla CUC cui sono obbligati ad aderire i Comuni.
«Quanto da noi profetizzato si sta manifestando ora in tutta la sua gravità – ha sottolineato il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo durante la conferenza stampa –. Gli enti locali sono obbligati ad affidare la manutenzione degli edifici pubblici alle aziende vincitrici del bando, non possono cioè decidere a chi affidare il servizio con effetti devastanti sulle piccole e medie imprese locali, alle quali finora facevano invece spesso ricorso grazie alla capacità delle stesse di rispondere con maggiore prontezza alle necessità dell’ente pubblico, vista anche la prossimità con quest’ultimo. La centralizzazione del servizio, con il suo elevato grado di standardizzazione, non può soddisfare efficacemente i bisogni operativi di molte amministrazioni locali, e finirà per rappresentare un potente fattore di decrescita a carico delle piccole e medie imprese e, più in generale, del mondo del lavoro che ruota attorno all’affidamento degli appalti pubblici. Non potrà essere altrimenti, poiché non sono state previste neppure “soglie di salvaguardia” per le assegnazioni dei lavori di importi non elevati. Si stanno già registrando situazioni paradossali come quella del Comune di Premariacco dove il servizio di sfalcio dei cigli stradali nel triennio precedente, quando il Comune gestiva direttamente l’appalto, è costato quasi 30 mila euro e ora, con l’avvento della CUC, il medesimo servizio peserà sul bilancio comunale per 114 mila euro. A fronte di questa situazione, un Comune cosa dovrebbe fare – si interroga Moretuzzo –? Non appaltare più nulla? Gravare pesantemente sui contribuenti temendo addirittura di commettere danno erariali? O assumersi la responsabilità di disattendere alle indicazioni regionali e procedere come prima? La scelta di quale strada intraprendere pesa tutta sulle spalle dei nostri amministratori locali, mentre la Giunta regionale continua a ignorare le molteplici denunce degli interessati, chiudendo gli occhi dinanzi agli evidenti danni causati dalle gare già assegnate, ormai irreversibili. Quello che chiediamo è che per il futuro si cambi rotta scongiurando quanto Legacoopsociali FVG ha preannunciato oggi: 500 lavoratori svantaggiati rischiano di rimanere a casa. È ora di mettere da parte l’orgoglio, riconoscere i propri errori e individuare i giusti correttivi per le prossime gare, ponendo attenzione alle istanze del territorio, del tessuto economico, alle ricadute sulle comunità».
A fronte del quadro esistente, il Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia presenterà nei prossimi giorni due interrogazioni all’assessore competente per sapere se nei bandi in uscita le criticità presenti in quelli precedenti verranno affrontate e con quali modalità e, con la seconda interrogazione, per dare risposta ai sindaci costretti a scegliere tra affidamenti di servizi attraverso la CUC, che costano anche 4/5 volte di più di quelli svolti in precedenza, e affidamenti diretti, come fatto sino a oggi. Qualora i primi cittadini fossero obbligati a rispettare gli affidamenti fatti dalla CUC, il Gruppo chiederà di sapere se le risorse saranno date dalla Regione.
Alla conferenza stampa sono intervenuti i sindaci di Campoformido, Erika Furlani, di Lestizza, Eddi Pertoldi, di Meduno, Marina Crovatto, di Premariacco, Roberto Trentin, di Tramonti di Sotto, Rosetta Facchin, di Vito d’Asio, Pietro Gerometta, il vicesindaco di Fagagna, Sandro Bello, l’assessore del Comune di Martignacco, Michele Recchia, nonché Denis Petrigh, vicepresidente e responsabile del gruppo edili di Confapi Fvg, Claudio Scialino del servizio Edilizia e territorio di Confapi Fvg, Gianluigi Bettoli presidente del settore cooperazione sociale di Legacoop FVG, e Stefano Pavan della CNA regionale.

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