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I primi passi di “Autonomia e Ambiente”, una nuova rete politica per cambiare l’Italia e l’Europa

Si è costituita a fine 2019 e sta muovendo i suoi primi passi una nuova alleanza politica tra movimenti autonomisti e forze civiche e ambientaliste territoriali, presenti in tutte le regioni della Repubblica Italiana. Il nome del raggruppamento è “Autonomia e Ambiente”. I promotori si sono ispirati all’Alleanza Libera Europea (European Free Alliance, EFA), il gruppo politico che nel Parlamento europeo riunisce rappresentanti di regioni e territori in lotta per il proprio autogoverno, contro i rispettivi governi statali, ma decisi comunque a partecipare alla costruzione di una nuova Europa delle regioni, dei territori, dei popoli.

Come dice un aforisma molto popolare nel movimento indipendentista catalano, le forze di questa rete per l’autogoverno “non vogliono cambiare stato, vogliono cambiare secolo”. Immaginano una confederazione europea (che somigli, però, più alla pacifica Svizzera che agli Stati Uniti d’America), formata da comunità locali forti, coese, responsabili nei confronti dell’ambiente, con alti livelli di libertà personale e giustizia sociale, valori universali che ciascun territorio deve declinare secondo le proprie specificità.
La nuova alleanza lavora per dare prospettiva e speranza ai territori, alle diversità culturali, alle comunità locali. Per decenni si sono succeduti governi di centro, sinistra, destra, tecnici, a cinque stelle, ma tutti hanno continuato a soffocare le autonomie locali. Dal basso, invece, una nuova generazione di leader locali deve essere messa in condizione di realizzare riforme contro la povertà (anche di chi lavora, non solo di chi è disoccupato), la solitudine di anziani e persone disabili, il declino dei servizi pubblici locali, l’abbandono dei beni comuni, il degrado del territorio.
Insieme alla rete autonomista europea di EFA, l’alleanza “Autonomia e Ambiente” intende impegnarsi contro i guasti della globalizzazione, la miopia tecnocratica delle istituzioni europee, le catene del debito pubblico, le disfunzionalità della Eurozona, le tragedie del neocolonialismo.
La rete “Autonomia e Ambiente” (o, come alcuni dei suoi leader locali preferiscono chiamarla, la “sorellanza”) vuole fermare la deriva del centralismo dello stato italiano e tornare, almeno, al rispetto della Costituzione e degli Statuti regionali, riaprendo il cantiere della Repubblica delle Autonomie, come era stata immaginata dagli autori della Carta di Chivasso nel 1943 e da molti altri autonomisti, indipendentisti, confederalisti, che hanno onorato la storia italiana ed europea sin dagli anni oscuri delle guerre mondiali.
Il fatto che il centralismo italiano appaia spesso più cialtrone che autoritario, non lo rende meno pericoloso. Non esistono soluzioni “italiane” (e nemmeno “europee”) ai problemi locali ed è anche a causa della pervicace negazione di questa realtà che la Repubblica è in continuo declino. Sarà un lavoro duro, ma la nuova rete vuole rispondere al bisogno di autogoverno, che resta centrale in tutti i territori italiani, così come in Europa e in tutto il mondo.
Fanno già parte integrante dell’alleanza otto forze politiche: Autonomie Liberté Participation Écologie – ALPE; Patrie Furlane; Pro Lombardia Indipendenza; Slovenska Skupnost – SSK; Patto per l’Autonomia Friuli-Venezia Giulia; Patto per l’Autonomia Veneto; Comitato Libertà Toscana; Movimento Siciliani Liberi. Comitato Autonomia Piemont è membro osservatore. La rete è aperta anche a realtà politico-culturali che al momento non partecipano direttamente alle competizioni elettorali, fra cui il Movimento per l’Autonomia della Romagna.
Le forze dell’alleanza “Autonomia e Ambiente” sono inoltre in dialogo stretto con le forze storiche dell’autonomismo, rappresentate nel gruppo delle Autonomie del Senato.
La rete vivrà un primo appuntamento pubblico importante venerdì 21 febbraio, a Udine, promosso da Patrie Furlane, Patto per l’Autonomia Friuli-Venezia Giulia e Slovenska Skupnost (https://www.pattoperlautonomia.eu/notizie/8-news/549-il-valore-delle-autonomie-per-il-lavoro-e-l-ambiente-un-nuovo-progetto-per-cambiare-l-italia-e-l-europa).


Nelle reti sociali circola già, lanciato da gruppi e da singoli attivisti, il motto #AutonomieAmbiente, usato come tag per lanciare un messaggio di speranza e rinnovamento, attraverso #decentralismo, #localismo, #confederalismo.


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