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L’autonomia delle regioni e dei territori in una prospettiva fortemente europea

Le sfide della rete “Autonomie e ambiente”, che ha debuttato a Udine sotto l’egida della European Free Alliance

Un’Europa che riconosca e si riconosca nella sua effettiva diversità politica, culturale e linguistica, una realtà che va oltre quella degli stati-nazione, in cui il diritto all’autodeterminazione dei popoli è rispettato e applicato. Lo chiedono a gran forza i partiti e i movimenti autonomisti, indipendentisti e federalisti europei in Italia riuniti nell’associazione “Autonomie e Ambiente”, nata sotto l’egida di EFA/ALE – European Free Alliance/Alleanza Libera Europea (che rappresenta nel Parlamento europeo 46 movimenti e partiti di 19 Paesi) e presentata ufficialmente venerdì 21 febbraio a Udine nel corso di una due giorni che ha portato nel capoluogo friulano gli esponenti della rete italiana AeA (provenienti da Lombardia, Piemonte, Romagna, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto) e i vertici di EFA/ALE. Una iniziativa nata per avviare una nuova fase di comunicazione, collaborazione e rafforzamento reciproco tra partiti e movimenti, espressione di comunità naturali e di popoli, all’interno di un progetto caratterizzato da volontà e mentalità aperta, inclusiva e innovativa che vuole dare prospettiva e speranza ai territori, alle diversità culturali e alle comunità locali operando sulla base del diritto di autodeterminazione individuale e collettiva esercitata democraticamente e in antitesi con il centralismo statale. Vi aderiscono gli associati all’EFA/ALE: ALPE – Autonomie Liberté Participation Écologie, Pro Lombardia Indipendenza, Patto per l’Autonomia Veneto, Comitato Libertà Toscana, Movimento Siciliani Liberi e, per il Friuli-Venezia Giulia, Patto per l’Autonomia, Patrie Furlane e SSk – Slovenska Skupnost. Comitato Autonomia Piemont è membro osservatore. La rete è aperta anche a realtà politico-culturali che al momento non partecipano direttamente alle competizioni elettorali, fra cui il Movimento per l’Autonomia della Romagna. «Siamo al lavoro per un’Europa in cui popoli, territori, culture e lingue diverse trovino spazi veri di rappresentanza, in cui l’azione politica metta davvero ai primi posti i temi dell’ambiente, del lavoro e della valorizzazione delle diversità», ha spiegato il capogruppo del Patto per l’Autonomia in Consiglio regionale, Massimo Moretuzzo, durante l’incontro “La forza delle autonomie per l’ambiente e il lavoro”, organizzato dal Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia, che si è tenuto venerdì 21 febbraio, nel Salone del Parlamento del Castello di Udine – luogo di grande valenza simbolica, poiché vi si riuniva il Parlamento della Patrie dal Friûl, una delle prime assemblee parlamentari in Europa –, gremito per l’occasione. «L’autonomia delle regioni e dei territori oggi ha un significato ancora più ampio in una prospettiva fortemente europea. Ragionare sui temi dell’autonomismo, dell’indipendentismo, del localismo non è sinonimo di chiusura, di un atteggiamento passatista, anzi. Il percorso che abbiamo intrapreso guarda al futuro e ci proietta verso un’Europa dove i diritti delle diversità, delle minoranze, delle donne, dell’ambiente devono diventare centrali».

Ed è questa l’Europa che gli aderenti di “Autonomie e Ambiente” vogliono: una confederazione formata da comunità locali forti, coese, responsabili nei confronti dell’ambiente, con alti livelli di partecipazione democratica, libertà personale e giustizia sociale, valori universali che ciascun territorio deve declinare secondo le proprie specificità. «È l’Europa di cui abbiamo bisogno, un’Europa dei popoli dove attraverso una vera partecipazione democratica questi possano trovare un loro posto nel mosaico europeo; per avvicinarsi a questa idea di Europa, i partiti come quelli riuniti a Udine, hanno uno strumento potente: la solidarietà e la cooperazione tra i popoli», ha affermato Jordi Solé i Ferrando, segretario generale di EFA/ALE e componente della direzione di Esquerra Republicana de Catalunya, che ha aggiunto: «Sussidiarietà e diritto di decidere sono due concetti cardine per la famiglia politica dell’EFA/ALE». Per il futuro, «abbiamo tre sfide chiave da affrontare». Le ha spiegate al numeroso pubblico la presidente di EFA/ALE ed esponente di Eusko Alkartasuna nel Paese Basco, Lorena Lopez de Lacalle: «La prima sfida è la transizione ecologica, che non può prescindere dalla giustizia sociale, dalla partecipazione della società civile in questo processo; la seconda è il femminismo, nell’ottica del raggiungimento di un indispensabile equilibrio di genere; quindi, la cultura, perché l’Europa ha senso solo se difende la diversità di culture che la compongono. Lavoriamo in queste direzioni, per il progresso delle nostre comunità». Nel corso dell’incontro in Castello, moderato dal giornalista Alessandro Di Giusto e introdotto dai saluti di Igor Gabrovec (Slovenska Skupnost) e Federico Simeoni (Patrie Furlane), sono intervenute anche Nelida Pogacic, vicepresidente EFA/ALE (Lista Za Rijeku – Croazia), che ha spiegato cosa significa essere autonomisti in un Paese fortemente centralista come la Croazia, e Anne Tomasi, vicepresidente EFA/ALE (Partitu di a Nazione Corsa – Corsica), che ha ripercorso le origini del nazionalismo corso e, nella Giornata internazionale della lingua madre, si è soffermata sulla battaglia per il riconoscimento della lingua corsa a scuola.


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