Tutelare la sede Rai di Udine e rafforzare la produzione di trasmissioni in lingua friulana

Tutelare la sede Rai di Udine e rafforzarla nel suo ruolo di presidio territoriale per la produzione di trasmissioni radiotelevisive in lingua friulana, nel pieno rispetto della normativa di tutela delle lingue minoritarie. Un obiettivo sul quale concorda tutto il Consiglio regionale che ieri ha approvato all’unanimità la mozione del Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia che impegna la Giunta regionale (anche con il coinvolgimento del Consiglio regionale, della Commissione paritetica Stato-Regione e dei parlamentari del Friuli-Venezia Giulia) ad attivarsi presso il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro competente per porre in essere tutte le azioni necessarie per salvaguardare l’articolazione regionale del servizio radiotelevisivo pubblico Rai e la sede Rai del Friuli-Venezia Giulia quale Centro di produzione decentrato per le esigenze di promozione delle culture e di tutela delle minoranze linguistiche presenti in regione, dotandola di autonomia gestionale e finanziaria, come prevedono le norme in vigore e come vale per la Provincia Autonoma di Bolzano.

In questo quadro, «la sede Rai di Udine – già ridimensionata nella sua redazione – va rafforzata nel suo ruolo di presidio territoriale per la realizzazione dei programmi in lingua friulana, anche attraverso l’assegnazione, a tale sede, di personale e dotazione tecnologica adeguati, dando finalmente piena applicazione alla normativa italiana ed europea di tutela delle minoranze linguistiche nelle zone di appartenenza – ha ricordato il capogruppo del Patto per l’Autonomia in Consiglio regionale Massimo Moretuzzo –. Una previsione della quale tener conto nella nuova convenzione tra Stato e Rai per il Friuli-Venezia Giulia nell’ambito del contratto di servizio».

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