Vista la situazione di crescente disagio rispetto alle misure di sicurezza imposte in Provincia di Pordenone e le ultime notizie di cronaca, il consigliere regionale del Patto per l’Autonomia Giampaolo Bidoli annuncia la presentazione di un’interrogazione la prossima settimana.


«Rilevo che gli ultimi fatti di cronaca in tema di gestione della sicurezza nell’ambito delle manifestazioni pubbliche in Provincia di Pordenone dimostrano che c’è qualcosa che non funziona. C’è il rischio evidente che chi organizza questo tipo di eventi, spesso mettendoci il suo tempo libero e la sua passione, sia costretto a rinunciare per “eccesso di burocrazia e obblighi legati alla sicurezza”. Siamo al paradosso per cui, come mi è stato riferito, a Fontanafredda per la locale sagra è stato imposto, vista la presenza di un laghetto, di presidiare l’area con bagnini provenienti da Caorle!
In questi giorni abbiamo poi assistito a situazioni bizzarre per cui le misure di sicurezza rischiano di essere più pericolose delle manifestazioni stesse: basti pensare alla scena dei poliziotti a cavallo in occasione dell’inaugurazione di Pordenonelegge, dove era evidente che il pericolo era rappresentato più dal loro stesso passaggio tra la gente che dall’effettiva efficacia del provvedimento. Per non parlare della gestione e dei relativi costi dovuti… agli scarichi indesiderati!
Anche i blocchi stradali con tanto di macchine sponsorizzate e stuart sono parsi piuttosto eccessivi e forse inutili, se ad esempio in piazza della Motta, interdetta al suo ingresso, c’era almeno una decina di automobili oltre i varchi.
Apparati di questo tipo rischiano piuttosto di preoccupare eccessivamente i partecipanti alla manifestazione letteraria, quasi fossero sotto assedio.
In questi mesi anche il Governo italiano è intervenuto andando in direzione opposta rispetto a quanto sta accadendo in Friuli Occidentale. Le nuove direttive del Ministro Salvini avevano un obiettivo: riportare a livelli equilibrati la portata del decreto Minniti. Per mantenere un giusto livello di sicurezza, ma senza eccedere in azioni sproporzionate. Nel caso di Pordenonelegge, ad esempio, dovrebbe essere considerata una manifestazione a pubblico itinerante con un grado di safety totalmente diverso da quanto si è preteso e imposto.
Auspico pertanto che si utilizzi prima di tutto il buonsenso, impiegando con saggezza gli strumenti adeguati e riconducendo alla misura gli eccessi. Chiederò al Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia di valutare una segnalazione al Ministro degli Interni, al fine di verificare se in Provincia di Pordenone esistano o meno rischi tali da giustificare azioni tanto eclatanti in termini di dispiegamento di forze, come quelle cui abbiamo assistito. Pur con il massimo rispetto per le istituzioni e il loro ruolo e nell’osservanza delle direttive, forse sarebbe bene riportare la questione sicurezza ad un livello più adeguato».

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