Bidoli e Moretuzzo: «Sbagliato indebitare la Regione, prima lo Stato ci renda il maltolto»

L’assunzione di una posizione chiara e netta da parte della Regione rispetto ai rapporti con lo Stato, «tema su cui molto è stato promesso, ma poco è stato ad oggi concretizzato», «non è più procrastinabile». Nell’ambito della discussione sulla legge finanziaria regionale, i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo (relatore di minoranza) e Giampaolo Bidoli riportano l’attenzione su una questione cara al Gruppo Consiliare, ritenendo che alcune delle risposte sollecitate in diverse occasioni avrebbero permesso di leggere la prima manovra finanziaria redatta dalla Giunta Fedriga sotto tutt’altra luce.
«Sappiamo bene – dicono – che questi rapporti non si esauriscono nei Patti Tondo-Tremonti e Serracchiani-Padoan, che in assenza di una loro rinegoziazione sono a tutti gli effetti delle contribuzioni dovute sine die, ma che a seguito di leggi finanziarie statali emanate dal 2011 e fino al 2018, la Regione Friuli-Venezia Giulia ha partecipato in maniera importante all’abbattimento del debito pubblico italiano e ai “provvisori accantonamenti” per il risanamento della finanza pubblica. La Regione ha valutato se e quando questi fondi verranno recuperati, tornando a disposizione del sistema economico regionale? Né – aggiunge Moretuzzo – vediamo segnali di discontinuità rispetto all’atteggiamento che la Giunta precedente tenne quando, in sede Finanziaria 2018, venne approvato l’emendamento Morando con il quale si modificò l’articolo 49 dello Statuto relativo alla definizione delle compartecipazioni erariali spettanti alla Regione Friuli-Venezia Giulia. L’impressione, suffragata dai numeri di questa legge finanziaria regionale, è che, ancora una volta, non si voglia disturbare il manovratore, che i rapporti privilegiati con il governo amico siano forieri di ben poca fortuna per le sorti della comunità regionale – affermano Bidoli e Moretuzzo –. Prendiamo atto che la Giunta ha individuato un’altra strategia per affrontare le necessità economico-finanziarie dell’amministrazione regionale: ricorrere all’indebitamento, contraendo mutui per 319 milioni di euro che, ancora una volta, pagheranno i cittadini e le imprese del Friuli-Venezia Giulia. E senza un programma di sviluppo definito! L’economia del territorio invece necessita di un intervento coraggioso e deciso nel settore delle costruzioni e in particolare della riqualificazione del patrimonio urbanistico; la nostra regione è la peggiore del Nordest con il crollo del 50% tra il 2008 e il 2016 degli investimenti pubblici nel territorio (-31% la media italiana). Ci saremmo aspettati che le risorse recuperate attraverso l’indebitamento fossero utilizzate in modo preponderante a contrastare questo scenario – sottolineano Bidoli e Moretuzzo –, ricordando il richiamo autorevole del “Cantiere Friuli” dell’Università di Udine a investire massicciamente sul breve-medio periodo nel settore dell’edilizia che è il più reattivo e che permetterebbe di creare da subito moltissimi posti lavoro (40 mila posti secondo le stime del “Cantiere Friuli”) con ricadute sociali che trainerebbero altri settori».
Per i due consiglieri del Patto per l’Autonomia servono investimenti importanti, capaci di ottenere ricadute anche di tipo ambientale. «Quanti sanno – fanno notare – che tra i siti Unesco, che, a causa dei profondi mutamenti climatici in corso, entro il 2100 sono a serio rischio di scomparire sommersi o di risultare gravemente danneggiati, c’è anche Aquileia? Non possiamo più chiudere gli occhi di fronte a certe problematiche», hanno ammonito Bidoli e Moretuzzo, esprimendo infine rammarico per il mancato avvio, fin da questa manovra, di una nuova stagione di Autonomia. «Ora, forse più che mai, è cogente che la parola “autonomia” si riempia nuovamente di significato e di concretezza, permettendo così alla Regione di puntare a scelte coraggiose che permettano la piena valorizzazione della potenzialità che contraddistingue questo popolo, il suo tessuto socio-economico e il suo territorio unico».

Commenti (0)

Non ci sono ancora commenti

Lascia i tuoi commenti

  1. Invio commento come ospite. Registrati o Accedi con il tuo account.
Allegati (0 / 3)
Condividi la tua posizione
Digitare il testo presente nell'immagine qui sotto. Non è chiaro?

Iscriviti alla newsletter

Privacy e Termini di Utilizzo