Voto contrario del Patto per l’Autonomia.  Moretuzzo e Bidoli: «Comuni non allineati rimasti senza contributi, mentre si spendono 23 milioni per rifare le Province». 
Ordine del giorno sul Friuli Orientale:  «Basta divisioni territoriali calate dall’alto, decidano i territori»

 

«La legge oggi in Aula finisce di smantellare le Uti senza offrire ancora una visione organica sul futuro ordinamento degli Enti locali nella nostra regione. In questo contesto, ritenendo che la valorizzazione delle varie diversità territoriali sia un aspetto imprescindibile per la buona riuscita di una riforma che va a intervenire sulla governance, abbiamo chiesto un impegno al fine di salvaguardare la totale libertà dei territori e delle loro comunità, considerando tale percorso di revisione come momento di riorganizzazione complessiva della Regione». Così i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, che oggi (mercoledì 19 dicembre), nell’ambito della discussione sulla riforma degli Enti locali, hanno presentato un ordine del giorno nel quale «si sollecita un impegno affinché tale riforma nasca da un percorso conoscitivo realmente partecipato dai territori e dallo stesso Consiglio regionale, scongiurando il rischio di una “riforma calata dall’alto” e tutelando invece la libertà di scelta dei singoli territori e delle loro comunità».
I consiglieri del Patto per l’Autonomia hanno anche chiesto che «al territorio del Friuli Orientale, oggetto del desiderio di numerosi avvoltoi, venga riconosciuta una propria collocazione istituzionale autonoma, in grado di dar atto del potenziale ruolo di guida in iniziative di dimensione sovrastatale, evitando qualsiasi tentazione di allargamento al livello istituzionale delle riorganizzazioni territoriali anche recenti, derivanti da ragioni di funzionalità tematiche, come nei casi di Gorizia-Trieste e Udine-Pordenone (in materia sanitaria, giudiziaria, portuale, di Camere di Commercio e di associazioni sociali e di categoria)».
Moretuzzo e Bidoli hanno espresso voto contrario al disegno di legge di riforma degli Enti locali. «Troppi i punti che non ci convincono nel percorso intrapreso dalla Giunta – affermano – a partire dai 23 milioni di euro alle “nuove” Province, tolti ai Comuni, e al fatto che molti Enti locali sono rimasti “a bocca asciutta” e non hanno ricevuto nemmeno un euro di contributo, mentre altri sono evidentemente nelle grazie dell’assessore agli Enti locali e hanno beneficiato di risorse ingenti. Sulle istruttorie di questi procedimenti abbiamo chiesto un accesso agli atti e ci faremo sentire. Ci sembra che anche la Giunta regionale non abbia le idee molto chiare, avendo approvato sia il nostro ordine del giorno, che chiede il riconoscimento di una collocazione istituzionale autonoma per il Friuli Orientale, sia l’ordine del giorno del consigliere del Pd Francesco Russo che sostiene esattamente il contrario, proponendo l’area metropolitana della Venezia Giulia comprendente Gorizia e Trieste… Speriamo che l’anno nuovo porti consiglio».

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