Moretuzzo: «Non basta scrivere il libro dei sogni. Va stabilito un rapporto di forza con lo Stato sull’esempio del Südtirol dove l’autonomia è forte grazie all’Svp. Cosa fanno i nostri parlamentari?»

«L’elenco consegnato dalla Giunta al Consiglio regionale per definire gli indirizzi da consegnare alla Commissione paritetica è un documento largamente condivisibile, visto che si prevede un aumento degli spazi di autonomia per la nostra Regione e di rilancio della nostra specialità», osserva il segretario del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo. «Non basta, però, scrivere degli indirizzi e dare mandato alla Commissione paritetica di elaborarli. Serve stabilire un rapporto di forza con lo Stato che permetta di trasformare il lavoro della Commissione in norme di attuazione, superando gli ostacoli messi di traverso da Ministeri e burocrazia romana. Si prenda ad esempio il Trentino-Alto Adige/Südtirol, la cui forza sta, oltre che negli accordi internazionali del dopoguerra, nella capacità di esprimere una vera rappresentanza territoriale, attraverso partiti e movimenti che rispondono prima di tutto alle comunità locali, non alle segreterie di questo o quel partito romano. I parlamentari espressi dai partiti autonomisti di Trento e Bolzano sono costantemente in prima linea nella pressione sui Ministeri per ottenere l’approvazione delle norme di attuazione del loro Statuto di autonomia: possiamo dire lo stesso dei nostri rappresentanti in Parlamento?», chiede Moretuzzo.

«Quello che fino ad ora è mancato in Friuli-Venezia Giulia per esprimere fino in fondo la propria vocazione all’autogoverno, è un sistema di partiti realmente autonomisti, davvero indipendenti e capaci di mettere il tema della specialità e delle forme di autogoverno come priorità dell’agenda politica, orientando in questo senso il dibattito prima di tutto regionale. È quello che abbiamo fatto e stiamo facendo come Patto per l’Autonomia, a partire dalla strategica questione dei rapporti finanziari con lo Stato: siamo stati i primi a denunciare la rapina compiuta ai danni del Friuli-Venezia Giulia e ora, finalmente, tutte le forze politiche la considerano una priorità da affrontare senza sconti. In questo senso il ruolo della Commissione paritetica e il suo rapporto con il Consiglio regionale è fondamentale, per questo il Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia ha chiesto una modifica del regolamento del Consiglio prevedendo un coinvolgimento del Consiglio costante, con audizioni e possibilità di esprimere pareri. Da qui passa la traduzione del “libro dei sogni” in prassi programmatica, dai temi dell’economia ai lavori pubblici, dall’istruzione alla ricerca, dalla fiscalità agli enti locali, dal governo del territorio ai beni comuni, dai rapporti internazionali alla nostra vocazione europea».

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