«Se è grave il fatto di aver modificato le regole delle prossime elezioni amministrative, introducendo anche la possibilità del terzo mandato dei sindaci nei Comuni con meno di 2000 abitanti, senza aver sentito le parti interessate, lo è ancora di più averlo fatto a un mese e mezzo dalla presentazione delle candidature, senza che vi fossero motivazioni di urgenza», afferma il consigliere regionale del Patto per l’Autonomia Giampaolo Bidoli in seguito all’approvazione di ieri (28 febbraio, ndr) del disegno di legge n. 40, che, tra le altre cose, ha modificato la disciplina delle elezioni comunali.

«Altra legge, stesso copione – aggiunge Bidoli –: ancora una volta in Aula sono arrivati emendamenti significativi, che, dunque, non hanno potuto essere oggetto di un doveroso approfondimento. Infatti, abbiamo chiesto come Gruppo Consiliare, ma senza ottenerlo, lo stralcio dell’articolo che riduce da 12 a 10 il numero dei consiglieri nei Comuni con meno di 1.000 abitanti per poter esaminare la proposta in commissione, potendo in tal modo coinvolgere anche gli enti portatori degli interessi degli enti locali, come Anci e Cal».

Bidoli parla di «atteggiamento scorretto e poco rispettoso, non solo nei confronti dell’Aula, ma soprattutto del territorio. E pensare che il percorso era stato avviato in tempo utile, con un tavolo di confronto a fine novembre con la consulta dei piccoli Comuni, per quanto fosse strano che al tavolo fossero presenti solo quei Sindaci che speravano di potersi presentare per la terza volta alla guida dei rispettivi Comuni. In quell’occasione, l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti aveva dichiarato che, nel caso si fosse deciso di rendere attuabile il terzo mandato dei sindaci, ci sarebbe stata la più ampia condivisione possibile tra opposizione e maggioranza sulle tempistiche d’adozione del provvedimento con una garanzia che “agendo entro dicembre ci fossero ancora i tempi per effettuare questa modifica”. Abbiamo visto che le cose sono andate in modo molto diverso, nelle modalità e nei contenuti. Sappiamo che il tema delle Autonomie locali necessita una seria e completa discussione, soprattutto per quel che riguarda le condizioni in cui si trovano a operare i Sindaci dei Comuni, piccoli o grandi che siano, ma di certo le novità normative introdotte non danno nessuna concreta risposta alle molte esigenze degli amministratori locali. Tuttavia un piccolo impegno lo abbiamo strappato alla Giunta, facendo approvare un nostro ordine del giorno che impegna a individuare e sottoporre all’approvazione del Consiglio una nuova disciplina elettorale per i piccoli Comuni nel caso di un unico candidato alla carica di Sindaco, anche attraverso un abbassamento del quorum di validità attualmente previsto, in tempo utile affinché tale norma trovi applicazione fin dalla prossima tornata elettorale, scongiurando il pericolo di altri commissariamenti. Speriamo che non siano promesse al vento».

 

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