Mozione del Gruppo Consiliare del Patto per l'Autonomia sulla difesa della biodiversità

Parte da una riflessione sulla legge di iniziativa popolare che è stata fatta propria dal Governo CDU della Baviera la mozione che sarà depositata dal Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia in merito al tema della tutela della biodiversità e della difesa delle api in relazione allo sviluppo agricolo regionale.
Nel Land tedesco la tematica è stata posta all’attenzione del Parlamento bavarese da una petizione lanciata dai Verdi e da oltre 180 associazioni del terzo settore, che hanno raccolto oltre 1.750.000 firme su una popolazione di 12 milioni di abitanti, chiedendo di affrontare in modo radicale un tema importantissimo dal punto di vista ambientale, soprattutto in un Paese come la Germania dove il 50% di tutte le specie di api sono in via di estinzione e dove è sparito il 75% degli insetti.
«La situazione che si sta verificando sul nostro territorio – dichiara Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l’Autonomia in Consiglio regionale – dove, alle storiche difficoltà del settore agricolo, si sono aggiunti i fatti recenti con la tragica moria di api e il pesante intervento da parte della magistratura con tutte le polemiche che ne sono seguite, deve essere affrontata in modo radicale, avviando una discussione seria sul modello di sviluppo agricolo che vogliamo per il Friuli-Venezia Giulia e prendendo le conseguenti decisioni politiche. I cittadini bavaresi, prima ancora che le istituzioni – prosegue Moretuzzo – hanno optato per una vera e propria “rivoluzione verde”, da attuare in tempi rapidi: accelerare sulla conversione biologica dei terreni agricoli, arrivando al 25% della superficie entro il 2025 e al 30% entro il 2030, convertire almeno il 10% delle aree naturali in prati di fiori, con miscele di semi di piante autoctone, vietare a partire dal 2022 l’uso di prodotti fitosanitari nei pascoli permanenti. Il tutto fornendo alle aziende agricole strumenti tecnici, finanziari ed economici affinché possano operare al loro interno la rivoluzione necessaria per renderle davvero attività di alto valore sociale e ambientale. Anche in Friuli-Venezia Giulia dobbiamo prendere una direzione precisa, che non può che essere quella di un’agricoltura di qualità, sostenibile e multifunzionale. E dobbiamo farlo in fretta, decidendo subito come vogliamo utilizzare le risorse del prossimo Piano di Sviluppo Rurale 2021-2027».
Sul biologico, nonostante i progressi degli ultimi anni, a fronte di un sempre maggior interesse per i prodotti biologici, «c’è ancora molto da fare: al 31 dicembre 2017 in Friuli-Venezia Giulia la superficie bio era di 15.418 ettari, pari al 7,2% della superficie agricola utilizzata e coinvolgeva solo il 3,6% delle aziende totali. Anche considerando un incremento nel 2018, siamo ancora lontani dalla media italiana, che arriva quasi al 15% della superficie. Questo deve essere l’obiettivo di base da porsi entro il 2025».

Commenti (0)

Non ci sono ancora commenti

Lascia i tuoi commenti

  1. Invio commento come ospite. Registrati o Accedi con il tuo account.
Allegati (0 / 3)
Condividi la tua posizione
Digitare il testo presente nell'immagine qui sotto. Non è chiaro?

Iscriviti alla newsletter

Privacy e Termini di Utilizzo