I consiglieri Bidoli e Moretuzzo presentano due ordini del giorno sull’edilizia agevolata. Si preveda il contributo anche per chi acquista il grezzo invenduto.

«Quello di cui la Regione ha bisogno ora è un rilancio del settore dell’edilizia che non può prescindere da un’attenzione per il territorio: che senso ha costruire nuove case lasciando nel frattempo vuoti o sottoutilizzati gli edifici dei nostri centri storici?», si chiedono i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia, Giampaolo Bidoli e Massimo Moretuzzo dopo che – nel corso dell’esame odierno della legge “omnibus” – la Giunta regionale, invece di trovare il modo di rendere più efficace ed efficiente l’attuale norma sull’edilizia agevolata che concede il contributo per l’acquisto della prima casa purché abbinato a interventi di recupero, ha presentato un emendamento che, a sorpresa, cambia le carte in tavola prevedendo che il contributo possa, infatti, essere richiesto anche per le costruzioni ex novo o l’acquisto di immobili di nuova costruzione, a fronte – osservano Bidoli e Moretuzzo – di un imponente patrimonio edilizio abbandonato o sottoutilizzato.
Il Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia, ben sapendo che la modifica normativa introdotta doveva essere ponderata con maggior attenzione, ha deciso di offrire uno spunto di riflessione presentando un ordine del giorno con cui si impegna la Giunta regionale affinché il contributo per l’acquisto della prima casa sia concesso anche a quanti decidono di acquistare un immobile al grezzo o al grezzo avanzato rimasto invenduto per più di cinque anni. Si tratterebbe di un importante passo avanti, che permetterebbe di diminuire il numero di immobili incompiuti presenti sul territorio.
Il Gruppo Consiliare ha, inoltre, presentato un secondo ordine del giorno con cui si chiede l’impegno della Giunta per l’individuazione di una gradualità negli importi dei contributi da erogare, riconoscendo un importo più alto per l’acquisto con contestuali interventi di recupero e/o eseguendo lavori di manutenzione finalizzati alla messa a norma di impianti tecnologici o all’efficientamento energetico e un importo, invece, più basso per la costruzione ex novo ovvero l’acquisto senza recupero.

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