Mozione del Gruppo Consiliare a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare sui beni comuni

I beni comuni? Facile pensare all’acqua o all’aria, meno a un sito archeologico o a una biblioteca o al patrimonio culturale di una comunità. Eppure sono beni che appartengono a tutti, non sono mercificabili e vanno preservati per le generazioni future e dunque, in quanto tali, meritevoli di protezione. Ad oggi esiste un disegno di legge, elaborato nel 2010 dalla Commissione Rodotà allo scopo di riconoscere e tutelare giuridicamente – secondo la definizione della stessa Commissione – «quei beni che permettono l’esercizio dei diritti fondamentali nonché il libero sviluppo della persona e vanno governati nell’interesse delle generazioni future». Un testo rimasto, però, nei cassetti e che ora un comitato popolare ha deciso di rilanciare con una proposta di legge popolare per cui è stata avviata la raccolta firme. L’iniziativa è condivisa e sostenuta dal Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia, che nei prossimi giorni depositerà una mozione per impegnare la Giunta regionale a sostenere nel modo più efficace possibile le azioni del Comitato popolare di Difesa Beni comuni, sociali e sovrani “Stefano Rodotà”, a partire dalla mobilitazione per la legge di iniziativa popolare, valutando anche l’adesione ufficiale della Regione Friuli-Venezia Giulia al Comitato stesso. Con 50 mila firme da raccogliere nei prossimi mesi il testo della Commissione Rodotà andrebbe in discussione in Parlamento come iniziativa popolare. Qualora venisse approvata, il governo modificherebbe il codice civile del 1942 nel punto concernente i beni pubblici, attraverso il riconoscimento legislativo dei beni comuni (come l’acqua, la terra, l’aria, i parchi, le foreste) e di quelli sociali (la ricerca, l’istruzione, la salute, il lavoro), riallineandolo con la Costituzione. Con la mozione, il Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia chiede inoltre di adottare la tutela dei beni comuni come uno dei principi ispiratori generali di tutte le politiche pubbliche regionali, favorendo la loro gestione pubblica e fruizione collettiva, con il coinvolgimento diretto delle comunità nella gestione di beni e utilità.

«Quella per i beni comuni e pubblici è una battaglia necessaria a contrastare i processi di privatizzazione e saccheggio di beni fondamentali per la vita delle comunità e sulla quale la popolazione italiana e regionale si è già dimostrata largamente sensibile, basti pensare quando nel giugno 2011 ha approvato i due referendum abrogativi proposti dal Forum italiano dei Movimenti per l’acqua contro la sua privatizzazione – afferma il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo –. Il Gruppo Consiliare persegue da tempo questa battaglia, in particolare contro la speculazione sull’acqua in difesa degli ecosistemi montani e delle comunità locali. È per questa ragione che invitiamo i cittadini ad aderire alla campagna del Comitato Rodotà. Nel corso di tutti i nostri incontri sul territorio – ricorda Moretuzzo – sarà possibile firmare a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare sui beni comuni».

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