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Approvato il ddl sulle minoranze linguistiche. Moretuzzo: «Umiliata pesantemente la comunità friulana e il Consiglio»

Sulla difesa de “La Patrie dal Friûl” per la prima volta la maggioranza va sotto

Un affronto alla comunità friulana della regione. Per il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, il disegno di legge 68 che aggiorna la normativa riguardante le minoranze linguistiche – approvato oggi (mercoledì 30 ottobre, ndr) dall’Aula – «umilia il Friuli e i friulani, con l’avvallo della maggioranza consiliare, incapace di fermare una legge, frutto di un lavoro inspiegabilmente frettoloso, che pregiudicherà la sopravvivenza di realtà che da decenni si impegnano, in molteplici ambiti, per la diffusione della lingua e della cultura friulane, private di finanziamenti stabili».
Senza parole l’atteggiamento dell’assessore Roberti – artefice della norma –, che ha dato seguito alla minaccia lanciata nel corso della discussione generale quando ha detto esplicitamente all’aula che, se non fossero stati ritirati tutti gli emendamenti delle opposizioni sul friulano, avrebbero dovuto aspettarsi una dura reazione. «Infatti – evidenzia il consigliere regionale del Patto per l’Autonomia, Giampaolo Bidoli, relatore di minoranza – tutti gli emendamenti della minoranza, che volevano apportare un concreto contributo al dibattito, sono stati bocciati, sminuendo il ruolo del Consiglio regionale». Compreso quello del Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia, che prevedeva la possibilità di erogare finanziamenti sulla base di bandi triennali come promesso da Roberti ai sindaci del Consiglio delle Autonomie locali e al presidente dell’Assemblea della Comunità linguistica friulana.
Particolarmente acceso è stato il dibattito sul finanziamento a capitolo del solo periodico in lingua friulana “La Patrie dal Friûl”, che le opposizioni chiedevano di sostenere in quanto unica realtà legata a una continuità storica sui temi dell’informazione su carta stampata in lingua friulana, e che invece la maggioranza ha deciso di mettere a bando come le altre associazioni. Un colpo di scena si è verificato nella votazione degli ordini del giorno con l’odg presentato dal Patto per l’Autonomia: la maggioranza va sotto per la prima volta nella storia di questa legislatura e l’impegno passa con i 4 voti dei consiglieri di Progetto FVG, nonostante l’indicazione di voto contraria data dall’assessore Roberti.
«Con l’approvazione di questa legge si sancisce un dato politico ormai evidente – ha sottolineato nella dichiarazione finale di voto il capogruppo Moretuzzo –: i residui cromosomi autonomisti della Lega (ex Nord), che sembravano essere riapparsi con la votazione favorevole sulla mozione a favore della Catalogna, sono stati definitivamente sopraffatti dalla nuova linea sovranista e nazionalista imposta dalla leadership di Salvini a tutti gli aderenti leghisti. E così oggi anche la tutela della lingua friulana è stata definitivamente sacrificata sull’altare del nuovo corso nazional leghista». La dichiarazione di Moretuzzo si è conclusa con la citazione di pre Checo Placerean: «Cuant che un popul nol è bon di rispietâsi, di rispietâ la sô lenghe e la sô culture, al è un popul adat par fâ il sotan di chei altris».

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