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Posta in ritardo, sindaci in rivolta contro Poste Italiane

Moretuzzo: «Inaccettabile fare dividendi a scapito dei servizi». Interrogazione del Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia.

Ritardi della corrispondenza sempre più frequenti e disagi sempre più pesanti. Vista la situazione ormai intollerabile, il primo cittadino di Valvasone Arzene Markus Maurmair è pronto alla class action contro Poste Italiane spa che – di fronte a sindaci e amministratori di una ventina di Comuni della regione – aveva annunciato la riorganizzazione del servizio di recapito postale, per migliorarlo, in realtà peggiorandolo, a giudizio di Maurmair e dei suoi concittadini. Alla luce dei disservizi e malfunzionamenti segnalati, il Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia interroga la Giunta regionale per conoscere lo stato di fatto e quali azioni intende intraprendere per sanare le eventuali criticità e ridurre al massimo i disagi patiti dai cittadini. «È inaccettabile che un’azienda che fa utili di centinaia di milioni di euro non garantisca un servizio di base ai cittadini, in particolare a quelli dei piccoli Comuni – afferma il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo –. La situazione denunciata dal sindaco Maurmair purtroppo riguarda gran parte del territorio del Friuli-Venezia Giulia. La Regione prenda posizione e pretenda rispetto per le nostre comunità».

 

Di seguito pubblichiamo il testo del comunicato stampa del Sindaco Markus Maurmair

Il recapito postale è al collasso

Con le nuove modalità di organizzazione il servizio è precipitato da un passaggio giornaliero del postino a un recapito ogni due settimane: una situazione non più accettabile tanto da imporre un ricorso all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato oltre a una possibile Azione Collettiva

In qualità Sindaco pro tempore del Comune di Valvasone Arzene, lo scorso 15 maggio 2019, ho ospitato in municipio una folta delegazione di funzionari delle Poste Italiane spa che mi avevano manifestato la massima disponibilità ad accogliere eventuali esigenze espresse dal Comune che rappresento, anche in ragione delle 10 promesse fatte dall'Amministratore delegato di Poste Italiane spa, Matteo del Fante, in occasione del primo grande incontro organizzato a Roma il 26 novembre 2018 e dedicato ai Piccoli Comuni.

A Roma ero presente e ricordo bene che l’Amministratore delegato di Poste Italiane spa non fece menzione alle prolungate chiusure estive di numerosi sportelli e, soprattutto, alla disastrata situazione causata dalla scelta tutta interna di consegnare la posta a giorni alterni.

Insieme ad altri 20 tra Sindaci e Amministratori del Friuli - Venezia Giulia (Barcis, Capriva del Friuli, Cavasso Nuovo, Faedis, Fanna, Lusevera, Medea, Moggio Udinese, Moimacco, Palazzolo dello Stella, Polcenigo, Pravisdomini, Precenicco, Resia, San Giorgio della Richinvelda, San Martino al Tagliamento, Taipana, Verzegnis, Vito d’Asio, Vivaro) consegnammo un documento all'Amministratore delegato di Poste Italiane spa teso proprio a rivendicare, in primis, il ripristino della consegna giornaliera della posta.

Con questi ricordi in mente, quando incontrai in municipio a Valvasone Arzene i funzionari di Poste Italiane spa, mi sorprese la tanta disponibilità dichiarata soprattutto dopo che mi fu annunciato un ulteriore cambio del sistema di distribuzione della posta che avrebbe rivoluzionato l'organizzazione del servizio ma con garanzie "di maggiore qualità e il superamento dei disagi causati dal recapito a giorni alterni".

Oggi, dopo sei mesi da quell'appuntamento, devo trarre un amara conclusione: siamo caduti dalla padella alla brace con un servizio di recapito postale giornaliero trasformato a giornate alterne e ora reso settimanale se non peggio.

Il mio è un atto di accusa sulla gravità della situazione rispetto il servizio pubblico di recapito giornaliero della posta che, nella parte restante dell'intera Europa, è considerato essenziale, obbligatorio, e che in Italia è oramai stato cancellato.

Disservizio ancor più grave se si considera che Poste Italiane spa chiuderà i conti del 2019 con un utile superiore al miliardo e oltre di euro tanto che il bilancio al 30 settembre 2019 riporta un utile netto pari a 1.083 milioni di euro. Non si dimentichi che è un risultato d’esercizio analogo a quanto realizzato nel 2018.

Per documentare le odierne disfunzioni sul “servizio” di recapito postale riporto l'ultima esperienza che ho vissuto e che è di certo similare a quanto relazionatomi dai miei concittadini e che pare essere analoga a ciò che tanti, tantissimi, utenti di tutta la Regione Friuli - Venezia Giulia subiscono quotidianamente.

Lo scorso 2 dicembre 2019 mi sono recato nel vicino ospedale di San Vito al Tagliamento per una donazione di sangue che prevede l'invio a domicilio dell'esito degli esami di quanto prelevato. In genere, fino un anno fa, dopo una settimana la missiva spedita dal centro trasfusionale arriva a casa mediante posta.

Questa volta però l'attesa si è prolungata e di molto, tanto che nei primi giorni del nuovo anno mi sono premurato di telefonare al centro trasfusionale per avere qualche informazione sui miei esami e per sapere se ci fosse stato qualche problema.

Ricevute delle sincere rassicurazioni sul fatto che il servizio sanitario aveva provveduto all'inoltro postale mi sono posto in attesa della lettera... che alla fine è arrivata.

Infatti sabato scorso, 9 gennaio 2020, dopo oltre un mese, verso sera mi sono accorto che, insieme a una decina di altre lettere sbordanti dalla mia cassetta della posta, c'era anche l'esito degli esami del sangue.

Ciò che ho poi appreso è che i residenti della mia via, come quelli di mezzo paese, avevano rinvenuto lo stesso giorno, sabato 9 gennaio 2020, pacchi di posta nelle rispettive cassette. Sfortunatamente ho raccolto la testimonianza che questo modus operandi ormai si ripete da mesi.

Ho fatto ulteriori verifiche e confermo che l'Azienda per l'Assistenza Sanitaria nr. 5 – "Friuli Occidentale" ha inviato la lettera che mi riguardava il 6 dicembre 2019, con una tariffa "posta4pro" al costo di 85 centesimi di euro per lettera. Tale tariffa, si apprende visionando il sito di Poste Italiane spa, garantisce nel 90 percento dei casi la consegna della missiva entro 4 giorni dalla spedizione ed entro 6 giorni per il 98 percento di quanto consegnato all’ufficio postale.

Ora è del tutto evidente che, per la lettera che mi riguarda, i termini contrattuali sono stati disattesi in modo macroscopico con oltre un mese di attesa per ricevere una lettera importante per i suoi contenuti. Ciò accade in un contesto in cui Poste Italiane spa ha ripetutamente modificato segmentando i propri servizi di recapito postale e le conseguenti tariffe, che sono sempre cresciute a parità di tempistica di consegna, originando così disorientamento e rendendo complessa, se non impossibile, la verifica di quanto garantito con il servizio pagato.

Purtroppo, dalle ricorrenti lamentele che raccolgo e che sono riportate sui mezzi di informazione, ho la sensazione che ciò accada in modo sistematico tanto più che il postino lungo le strade comunali è intravisto forse una volta la settimana con un cambio definitivo del portalettere ogni 5/6 mesi circa.

In conclusione, alla luce dei rilevanti utili conseguiti da Poste Italiane spa – risorse a disposizione per garantire un migliore servizio ce ne sono e in abbondanza – sono a rivendicare un immediato ripristino delle modalità di consegna della posta coerente con le tariffe pagate da chi effettua le spedizioni sia sul territorio del Comune di Valvasone Arzene che rappresento ma, in generale, su tutto il territorio regionale preannunciando, anche per conto dei miei concittadini, e comunico l'avvio di tutte le forme consentite dalla vigente normativa di protesta ed eventuale rivendicazione di risarcimento dei danni conseguenti dall’interruzione di un pubblico servizio affidato a Poste Italiane spa.

In tal senso, oltre a procedere con un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con l’auspicabile coinvolgimento di altre Amministrazioni comunali e, in particolare, dell’ANCI, non escludo il ricorso a forme di azione collettiva tese a ottenere le dovute garanzie sul rispristino del servizio di recapito quotidiano a discapito dell’ingiustificabile utile di Poste Italiane spa.

Markus Maurmair – Sindaco di Valvasone Arzene

A supporto…

Le promesse di Poste Italiane spa a Roma Tra i principali impegni assunti nel corso dell'evento romano da Matteo del Ponte, Amministratore Delegato di Poste Italiane spa, erano stati annunciati, per le realtà che avessero fatto richiesta e previa valutazione di opportunità, l'installazione di nuovi ATM (sportelli bancomat), per agevolare i servizi sul territorio, e, soprattutto, l'abbattimento delle barriere architettoniche entro il 2020 in oltre l'80 percento dei 1.379 Uffici postali presenti nei piccoli Comuni. Inoltre, l’Amministratore delegato di Poste Italiane spa annunciò la nascita di un ufficio centrale dedicato ai piccoli Comuni (che a oggi consiste di fatto in un indirizzo di posta elettronica cui rivolgersi), l'estensione del servizio wifi all'interno degli uffici postali (certamente di grande utilità negli orari di apertura degli sportelli), la possibilità di fornire il servizio di tesoreria comunale (dopo richiesta di attivazione è stato specificato che è a pagamento tanto che a oggi una manciata di Comuni si è affidata a Poste Italiane spa), l'impegno a non chiudere gli uffici postali (quando una sentenza del TAR del Lazio, dopo un ricorso di Comuni del Friuli – Venezia Giulia ha imposto la riapertura di sportelli già chiusi) e il rafforzamento del servizio negli uffici postali dei Comuni turistici (tanta grazia).

Rassegna stampa

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Volantini

                       
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Lunedì 4 novembre 2019 - ore 20:30. Palazzo Colossis - via del Municipio 20, Meduno
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Lunedì 4 novembre 2019 - ore 20:30. Palazzo Colossis - via del Municipio 20, Meduno.
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