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Moretuzzo: «Minoranza ignorata e scelte imposte ai sindaci»

«In quasi due mesi di emergenza Covid-19 come Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia abbiamo tenuto un atteggiamento molto collaborativo con la Giunta e la maggioranza – afferma il capogruppo Massimo Moretuzzo –. Abbiamo in più occasioni espresso fiducia al Presidente Fedriga e al Vicepresidente Riccardi in merito alla gestione dei problemi sanitari e incoraggiamento rispetto all’avvio della trattativa con lo Stato per la rinegoziazione dei Patti finanziari. Non abbiamo alimentato alcuna polemica, anche sulle scelte a nostro avviso sbagliate. Questo perché siamo convinti che in momenti drammatici come questi le istituzioni e la politica debbano dare prova di coesione. Ora, però, crediamo che il limite sia stato superato e che l’atteggiamento della Giunta sia profondamente sbagliato. In molti hanno citato la situazione post terremoto del 1976 come esempio da seguire, sia per la condivisione delle scelte fondamentali da parte di tutte le forze politiche, sia per il ruolo esercitato dai Sindaci, capaci di dare risposte immediate a cittadini e imprese. Gli ultimi atti della maggioranza vanno esattamente in direzione contraria. La classica goccia che fa traboccare il vaso è rappresentata dalle dichiarazioni rilasciate ieri dagli Assessori Bini e Roberti. Da una parte – spiega il capogruppo del Patto per l’Autonomia –, si annuncia una norma che permetterà di erogare 33 milioni di euro (compresi i 5 già destinati agli affitti) alle piccole imprese, senza l’inserimento di questi finanziamenti dentro un quadro complessivo di azione e ovviamente senza il minimo coinvolgimento del Consiglio regionale nella sua definizione. Dall’altra, si dice che ai Comuni verranno elargite delle risorse per abbattere le imposte locali, se e solo se gli stessi Comuni metteranno una cifra di pari importo per lo stesso obiettivo, anche attingendo all’avanzo di bilancio. Di fatto, si dice ai primi cittadini come devono essere utilizzate i soldi del proprio bilancio, impedendo loro di impiegarli per altre modalità che potrebbero essere di altre forme – magari più efficaci – di sostegno alla piccola distribuzione e alle filiere locali o alle fasce sociali più colpite dalla crisi. A questo si aggiunge una norma portata urgentemente in Consiglio sulle asfaltature delle strade comunali che riprende la peggiore tradizione dei perversi meccanismi dei finanziamenti di settore, con i Comuni costretti a rincorrere i magri bandi regionali anche per l’ordinaria amministrazione. Ora è evidente che la maggioranza ha tutto il diritto di prendere le sue decisioni, però almeno ci risparmi la retorica delle “scelte condivise” e del “potere ai sindaci”. Chi nel 1976 si è preso sulle spalle la comunità regionale e ha decentrato sul territorio la più ampia capacità decisionale aveva evidentemente ben altra caratura istituzionale. E non aveva certamente bisogno di “filtrare” le notizie a suo vantaggio come parrebbe invece fare l’attuale Giunta regionale, arrivando a censurare, dal servizio di rassegna stampa della Regione, gli articoli critici rispetto al suo operato, come accaduto di recente e sul quale abbiamo interrogato l’esecutivo».


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