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Non basta lamentarsi dei prelievi forzosi dello Stato, serve una visione di Regione

Moretuzzo: «Se davvero il Presidente Fedriga vuole rivendicare le risorse per mantenere in vita la specialità regionale, e non limitarsi a lamentarsi dei prelievi forzosi imposti dallo Stato, dimostri che abbiamo le capacità e la forza di utilizzare questa specialità fino in fondo, di farla diventare uno strumento vero per costruire un nostro nuovo modello di sviluppo economico, sociale, ambientale».

Così il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, interviene sul dibattito in corso sui fabbisogni finanziari della Regione e sul conseguente necessario confronto con il Governo statale, indicando tre ambiti in cui è urgente intervenire e rispetto ai quali lo Statuto di Autonomia e le relative norme di attuazione sono fondamentali. «Il primo – spiega Moretuzzo – è la tutela delle imprese locali nella gestione degli appalti pubblici, attraverso una norma di attuazione da sottoporre alla Commissione Paritetica e una legge regionale che permetta di far rimanere sul territorio le risorse già disponibili (centinaia di milioni di euro) per interventi come la ristrutturazione degli edifici pubblici, la sistemazione di strade e piazze o la prevenzione del rischio idrogeologico. Il secondo ambito nel quale intervenire è la gestione diretta delle grandi derivazioni idroelettriche, con la costituzione di una società pubblica regionale e trattenendo sul territorio i ricavi di un business che oggi è totalmente in mani straniere e migliorandone i vari aspetti ambientali. Infine, va rivendicato un ruolo centrale del Friuli-Venezia Giulia nella cooperazione transfrontaliera con la Carinzia e la Slovenia, rilanciando tutte le possibili collaborazioni di natura istituzionale ed economica». L’emergenza del Covid-19 «ci offre l’opportunità di avviare un processo di cambiamento necessario. Non basta discutere su quante risorse dare o chiedere allo Stato. Dobbiamo essere in grado di esprimere una nostra visione di Regione, diversa da quella che abbiamo conosciuto nel recente passato. Se così non fosse, la Specialità rischia di essere l’ennesimo feticcio da esibire in modo strumentale», afferma Moretuzzo, che interviene anche sulla diatriba tra Fedriga e i vertici regionali del Partito Democratico. «In questi giorni i cittadini del Friuli-Venezia Giulia hanno assistito a uno spettacolo che conoscono bene, visto che nell’ultimo decennio è andato in scena con una certa frequenza – osserva il capogruppo del Patto per l’Autonomia –. Da un lato del palcoscenico si è posizionato il Presidente Fedriga, assistito dall’Assessore Zilli, pronto a rilasciare dichiarazioni bellicose sulla volontà di trattenere in Regione le risorse che lo Stato continua a chiederci per l’abbattimento di un debito pubblico che sta aumentando vertiginosamente. Dall’altro lato i maggiorenti locali del Partito Democratico che derubricano queste rivendicazioni a piagnisteo e imputano alla Giunta scarsa proattività nell’affrontare la crisi economica post Covid-19. Anche gli spettatori più ben disposti verso i protagonisti della vicenda non possono non cogliere il vistoso legame di questo copione con le rispettive appartenenze agli schieramenti politici che determinano gli equilibri statali. L’obiettivo principale è attaccare chi sta dalla parte avversa. Il copione in ogni caso lo scrivono a Roma o a Milano. I cittadini del Friuli-Venezia Giulia pagano il biglietto e assistono attoniti allo spettacolo, mentre i registi continuano ad incassare», chiosa Moretuzzo.

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