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Non è più tempo di giocare in difesa. Evitiamo di perdere altre partite come quella sulle multiutility

Moretuzzo: «Nel rivendicare, come è giusto, le risorse per mantenerla in vita, la specialità regionale diventi uno strumento vero per costruire un nuovo modello di sviluppo economico, sociale, ambientale per il Friuli-Venezia Giulia».

Così il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, nel corso della seduta odierna dell’Aula, dedicata alla revisione dei Patti finanziari Stato-Regione, alla presenza della Commissione Paritetica. «Il rapporto fra Stato e Regioni va rivisitato subito, nella logica di una collaborazione leale e trasparente: non può più essere legato a schemi del passato, ma deve essere dinamico, capace di cogliere con rapidità i cambiamenti economici e sociali e le relative, necessarie, risposte istituzionali. E il Friuli-Venezia Giulia, in quanto Regione autonoma, deve diventare un territorio in cui questa dinamicità trova spazio. Vanno, però, superati quei pregiudizi per i quali la declinazione dei diritti su base regionale implica un attentato al principio di parità sostanziale o ai livelli minimi essenziali di prestazioni per le altre regioni. La nostra specialità non va a discapito dei servizi erogati ad altri ed è chiaro nel momento in cui si conviene sull’equazione fra autonomia, potere di spesa e responsabilità. L’autonomia – ha sottolineato Moretuzzo – non deve essere vista come rivendicazione astratta di competenze contro il livello di governo imminente, ma come strumento di autogoverno responsabile del proprio sviluppo, a servire meglio gli interessi della propria comunità in un contesto di solidarietà interno allo stato italiano». Sul filo di questo ragionamento, ci sono temi rispetto ai quali la questione della specialità è centrale. Uno dei questi «è la questione delle multiutility: abbiamo rinunciato, come comunità politica regionale, alla gestione di alcuni asset fondamentali per lo sviluppo del territorio. E oggi discutiamo della composizione dei consigli di amministrazione che andranno a gestire servizi pubblici essenziali per le nostre città! Questo non deve succedere più e su alcune partite il ruolo della Commissione Paritetica è fondamentale. Penso – continua il capogruppo del Patto per l’Autonomia – alla gestione diretta delle grandi derivazioni idroelettriche, dell’acqua e dell’energia, che permetterebbe di trattenere sul territorio i ricavi di un business che è totalmente in mani straniere e ne migliorerebbe i vari aspetti ambientali. Oggi abbiamo un quadro normativo statale che ci permette uno spazio di manovra, non approfittarne sarebbe politicamente criminale. Dobbiamo esercitare tutte le possibilità di azione permesse anche nella gestione degli appalti pubblici. Centinaia di milioni di euro sono fermi nelle casse dei nostri Comuni in un momento storico in cui sono vitali per la sopravvivenza di settori importanti dell’economia regionale. Spingiamo l’acceleratore sulla rivendicazione delle nostre specialità e autonomia. È responsabilità del Consiglio regionale quella di indicare alla Commissione Paritetica gli ambiti nei quali è urgente intervenire. In gioco c’è il futuro del Friuli-Venezia Giulia».


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