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Regione ostile alla zootecnia biologica

Nessun premio aggiuntivo alle aziende certificate. Moretuzzo: posizione incomprensibile dell’assessore Zannier dopo l’interrogazione del Patto per l’Autonomia

«A causa di un approccio burocratico di cui non si comprende la logica, alle aziende zootecniche regionali certificate biologiche non verrà riconosciuto il premio aggiuntivo», commenta, perplesso, il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, dopo la risposta odierna dell’assessore all’Agricoltura Zannier all’interrogazione del Gruppo Consiliare, depositata ai primi di marzo, sulla situazione paradossale che si è venuta a creare a livello regionale nel settore della zootecnia biologica e con la quale si chiedeva se e quali misure intendesse adottare la Giunta per sanare una criticità di grande impatto per le aziende di questo settore. L’amministrazione regionale, infatti, nel regolamento di attuazione del programma di sviluppo rurale 2014-2020, relativamente all’agricoltura biologica, non ha tenuto conto della possibilità per i richiedenti il premio per la zootecnia biologica, di avvalersi per le superfici deputate all’allevamento a quelle comprensoriali, riconosciute dalla stessa Comunità europea, alle quali molte aziende regionali fanno ricorso dopo la stipula di accordi scritti di cooperazione, posizione su cui l’assessore oggi non ha inteso fare nessun passo indietro. «Siamo di fronte a una posizione incomprensibile dell’assessorato e della direzione regionale che si occupa della gestione dei fondi PSR sulla zootecnia biologica – aggiunge Moretuzzo –. Pratiche che venivano ammesse nella programmazione precedente, oggi non sono riconosciute come valide e determinano l’esclusione di decine di aziende dai contributi che gli sono dovuti. In questo modo si penalizzano proprio quelle aziende che stanno facendo degli sforzi straordinari per convertire le proprie attività verso una gestione biologica e quindi eco-sostenibile, obiettivo cui dovremmo cercare di orientare tutto il settore agricolo del Friuli-Venezia Giulia. Una posizione di questo tipo – conclude il capogruppo del Patto per l’Autonomia – è chiaramente in contraddizione con la scelta di candidare il Friuli-Venezia Giulia a diventare Regione pilota per la sperimentazione della strategia europea che mira a raggiungere un’economia con emissioni zero di gas a effetto serra entro il 2050. Se ai proclami non si inizia a dar seguito con azioni concrete, sarà difficile centrare gli obiettivi fissati».

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