Patto per l'Autonomia | Pat pe Autonomie | Pakt Za Avtonomijo | Pakt für die Autonomie

Notizie

Successo a Udine per il flash mob di sostegno al popolo catalano e per i diritti di tutti i popoli minorizzati d’Europa.

Sergio Cecotti (Patto per l’Autonomia):  «Siamo solidali con i fratelli catalani che ai friulani hanno insegnato molto» Autonomisti friulani e triestini, insieme in piazza, in difesa dei diritti dei popoli d’Europa. C’era chi indossava una maglietta gialla, chi, sulla giacca, aveva appuntato un nastro della stessa tinta e chi aveva portato un fiore del colore simbolo della solidarietà con i catalani e i leader indipendentisti arrestati. Tutti stringevano tra le mani un foglio con la scritta “L’Europa dei popoli solidali”, che hanno sventolato al cielo assieme alle tante bandiere del Friuli e della Catalogna, e non solo, che, nella mattinata di sabato 7 aprile, hanno colorato piazza San Giacomo a Udine dove un centinaio di persone si è riunito per un flash mob a sostegno delle libertà civili e dei diritti democratici del popolo catalano e di tutti i popoli minorizzati d’Europa. L’iniziativa – che è stata organizzata dai Manovali per l’Autonomia, alla quale ha aderito Patrie Furlane e che ha visto la partecipazione di una delegazione di autonomisti triestini – ha tratto motivo dall’arresto, in Germania, del leader catalano Carles Puigdemont, rimesso in libertà su cauzione in attesa della decisione della Procura tedesca sulla sua estradizione in Spagna. «Una vicenda che segna un drammatico scollamento tra la volontà popolare dei catalani, chiaramente espressa anche nelle recenti elezioni, e le ragioni rigide e formali delle istituzioni – ha sottolineato Rosario Di Maggio, portavoce dei Manovali per l’Autonomia assieme a Luca Paviotti –. Le regole istituzionali sono al servizio del popolo o sono dei totem indiscutibili che, paradossalmente, in nome di un concetto astratto di democrazia finiscono per tacitare la volontà popolare? Quale democrazia vogliamo costruire per il futuro dell’Europa? Il flash mob è stata l’occasione per porre e ragionare su queste questioni, che interessano tutti i cittadini europei. È stata un’iniziativa in difesa delle istituzioni nella loro capacità di essere democratiche e contro le istituzioni nella loro tendenza a essere oppressive, limitative della nostra libertà». Al flash mob è intervenuto anche Sergio Cecotti, il candidato del Patto per l’Autonomia alla presidenza della Regione Friuli-Venezia Giulia. «I friulani come popolo libero sono solidali con i fratelli catalani con cui abbiamo condiviso molte battaglie, molte esperienze – ha affermato Cecotti –. Per noi autonomisti friulani loro sono sempre stati come dei fratelli maggiori. Ci hanno insegnato molto e hanno indicato la strada, e oggi che sono sotto attacco in forma molto pesante da parte dello stato centralista spagnolo, che ne ha arrestati tanti e ne ha messo sotto processo tantissimi, vogliamo esprimere loro la nostra solidarietà e l’augurio che possano raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati».
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Raccolta firme, dove siamo oggi, venerdì 23 marzo

Oggi, venerdì 23 marzo, saremo presso il punto vendita "La Zebretta" a MARTIGNACCO, dalle 17:00 alle 18:00 circa, per la raccolta delle firme a sostegno di Patto per l'autonomia, oltre che a TRIESTE, presso la Libreria Giuffrè e il Caffè San Marco (dalle 17.30 alle 19.30).
Prosegue anche la raccolta firme nei mercati: oggi ci troverete a CORMONS, dalle 9.30 alle 12.30.
#raccoltafirme #elezioniregionali2018 #fvg
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Stasera Sergio Cecotti su Telequattro a RING

Sergio Cecotti, candidato alla presidenza della Regione con il Patto per l'Autonomia, questa sera sarà ospite del talk show in diretta su Telequattro: RING (Alta Tensione | ore 21:00 | Ch 10). In trasmissione sarà presentato il candidato presidente dei 5 Stelle e verranno ripresi alcuni spunti del programma annunciati ieri da Massimiliano Fedriga. In studio, ospiti di Ferdinando Avarino: Sergio Cecotti - Patto per l’Autonomia Danilo Slokar - Lega Nord Marcelo Medau - Fratelli d’Italia Silvia Caruso - Pd Giulio Bonivento - Cittadini per Bolzonello
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Sergio Cecotti a Trieste oggi...

Facciamo in modo che gli elettori possano ancora scegliere, e scegliere bene. Oggi, dalle 10.30 alle 12.30 presso la Libreria Giuffré in Foro Ulpiano 5 a Trieste e dalle 17.30 all'Antico Caffé San Marco con la presenza del candidato Prof. Sergio Cecotti, raccoglieremo le firme necessarie alla presentazione della nostra lista nel collegio della nostra città. Vi aspettiamo. Ponudimo vsem volilcem možnost demokratične, svobodne izbire! Danes, med 10.30 in 12.30, v knjigarni Giuffré, ul. Foro Ulpiano 5 v Trstu in 17.30 in 19.30 v Antico Caffé San Marco, zbiramo potrebne podpise za predstavitev naših volilnih kandidatur v tržaškem okrožju na prihodnjih deželnih volitvah. Pričakujemo vas! Сделаем так, чтобы избиратели могли всё ещё выбирать. Сегодня с 10.30 до 12.30 в Libreria Giuffré в Триесте на Foro Ulpiano, 5 и 17.30 до 19.30 в Antico Caffé San Marco, мы собираем необходимые подписи для представления нашего списка на региональных выборах от нашего города. Мы ждем вас! #pattoperlautonomia #trieste #iosonospecialevotoilpatto
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In quali comuni in cui trovate i nostri moduli di raccolta firme?

In quali Comuni sono presenti i nostri moduli di raccolta firme? Eccoli: Tricesimo Grado Gorizia Carlino S. Lorenzo Isontino Mossa Farra D’Isonzo Romans D’Isonzo Ronchi Arta Terme Cercivento Comeglians Forni Avoltri Ovaro Paluzza Prato Carnico Ravascletto Rigolato Sappada Socchieve Sutrio (Lu Ma Gi 8.00 - 13.00 e 14.30 - 17.30 / Me Ve Sa continuato 8.00 - 16.00)             Udine Tolmezzo Villa Santina Zuglio Gemona Osoppo Artegna Buja Bordano Moggio Resiutta Resia Chiusaforte Dogna Pontebba Malborghetto-Valbruna Tarvisio
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Dove firmare? Anche qui...

I moduli per la raccolta firme sono a disposizione anche nei municipi di Gorizia, S.Lorenzo Isontino, Moraro, Mossa, Farra d'Isonzo, Romans d'Isonzo, Ronchi. Per chi volesse firmare presso i banchetti del Patto per l'autonomia ci troverete: Lunedì 19 dalle 10 alle 12.30 al mercato di SAGRADO, martedì 20 dalle 9.30 alle 12.30 al Mercato di GRADISCA, mercoledì 21 dalle 10 alle 13 al Mercato di MONFALCONE, giovedì 22 dalle 10 alle 12.30 al mercato di GORIZIA.
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DOVE CI TROVATE PER LA RACCOLTA FIRME?

Abbiamo bisogno di 5000 firme entro venerdì 23 marzo per poter candidare alla presidenza della regione Sergio Cecotti con il Patto per l'Autonomia. Ecco dove potete firmare: TRIESTE Antico Caffè San Marco Trieste Domenica 18/03 dalle 17.30 alle 19.30 Martedì 20/03 dalle 17.30 alle 19.30 Mercoledì 21/03 dalle 17.30 alle 19.30 Libreria Giuffré, Foro Ulpiano 5 Lunedì dalle 10.30 alle 12.30 Martedì dalle 10.30 alle 12.30
TOLMEZZO è possibile firmare per il Patto all'ufficio anagrafe-elettorale: da lunedì a venerdì 10.30 - 13.00 sabato 10.00 - 12.00 lunedì e giovedì 17.00 - 18.00 inoltre, settimana dal 19 al 25 marzo: si aggiungono all'orario normale: mercoledì e venerdì 14.00 - 17.00 sabato orario continuato 08.00 - 16.00 domenica 08.00 - 12.00 oppure: Lunedì 19 Marzo 9-12, mercato VILLA SANTINA è possibile firmare per il Patto all'ufficio anagrafe-elettorale: da lunedì a venerdì 10.30 - 12.30 sabato 10.30 - 12.00 pomeriggio: lunedì e giovedì 17.00 - 18.00 inoltre, settimana dal 19 al 25 marzo: si aggiungono all'orario normale: venerdì 14.00 - 17.00 sabato 09.00 - 12.00 e 14.00 - 17.00 domenica 09.00 - 12.00 TOLMEZZO lunedì 19 mattina, dalle 09.30 alle 12.30, Federico Simeoni e Domenico Romano saranno in piazza XX settembre a Tolmezzo, in occasione del mercato settimanale, per raccogliere firme. MONFALCONE sabato 17 dalle 9 alle 12.30 in piazza Falcone Borsellino in occasione del Mercatino dell’usato UDINE È possibile firmare presso l' ufficio elettorale del Comune di Udine oppure: Sabato 17 Marzo 9-12, Viale Vat (Patto per l' Autonomia + Patto per Udine) Sabato 17 Marzo 16-19, Via Canciani (Patto per l' Autonomia + Patto per Udine) Domenica 18 Marzo 10-12, Via Savorgnana (Patto per l' Autonomia + Patto per Udine) Venerdì 23 Marzo 9-12, Via Canciani (Patto per l' Autonomia + Patto per Udine) Venerdì 23 Marzo 16-19, Largo dei Pecile (Patto per l' Autonomia + Patto per Udine) GORIZIA circoscrizione. Si può sottoscrivere la lista del Patto per l'Autonomia con Sergio Cecotti presidente negli uffici elettorali dei Comuni di : Gorizia San Lorenzo Isontino Mossa Moraro Farra d'Isonzo Capriva del Friuli Medea A DOLEGNA DEL COLLIO dal Consigliere comunale Fabrizio Mascarin GORIZIA Sabato 17 pomeriggio in Corso Italia, dalle 15 alle 18 Gradisca Domenica 18 marzo alla mattina nel mercatino MEDEA Domenica 18, a, Corso Friuli davanti a Bar Alterego, dalle 9 alle 12 ci sarà il banchetto di raccolta firme
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Grazie

Nei vari incontri, molti ci hanno chiesto che cosa rappresenta il simbolo del Patto per l’Autonomia. La prossima sfida delle elezioni regionali ci da l’occasione per spiegarlo: sono 4 mattoni (uno per ognuna delle ex province del Friuli-Venezia Giulia) impilati e pronti per "iniziare la ricostruzione". Il voto di domenica, leggendo solamente i numeri, dice che siamo piccoli. La gratitudine che abbiamo nei confronti di coloro che con il voto e il loro impegno ci hanno sostenuto, dice che abbiamo un grande debito di riconoscenza. Dunque ci rimbocchiamo le maniche e partiamo per la sfida delle regionali sapendo che c’è molto da fare.
Partecipare alle elezioni politiche è stata una scelta non facile, ma obbligatoria e fondamentale per far conoscere il Patto e la nostra linea politica (siamo nati il 29 dicembre 2017). L'esito lo avevamo previsto, anche se speravamo di ottenere di più, ma considerato che, laddove siamo riusciti a presentare il nostro progetto, i frutti sono arrivati, abbiamo capito che la strada è quella giusta. Il nostro è l’inizio di un programma più ampio, alternativo alla politica nazionale, che ovviamente catalizzando tutto l’interesse dei media nazionali, ha lasciato al Patto solo poche briciole di visibilità. La nostra pagina continua a crescere e continuano ad arrivare messaggi di supporto e di partecipazione attiva. A noi non serve altro. Ringraziamo le migliaia di persone che ci hanno votato e lo facciamo alla nostra maniera: GRAZIE, GRACIIS, HVALA, DANKE. CHE NESSUNO DISPONGA DI NOI, SENZA DI NOI. #PattoPerlAutonomia #IoSonoSpecialeVotoIlPatto #Grazie #Graciis #Hvala #Danke
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Serata di chiusura della campagna elettorale del PATTO PER L'AUTONOMIA

CODROIPO › 2 marzo 2018 › ore 20.30 Auditorium comunale, via 4 novembre, 17 Saranno presenti tutti i candidati delle liste regionali e interverranno:
  • Massimo Moretuzzo, candidato alla Camera dei Deputati
  • Tullio Avoledo, candidato al Senato
  • Sergio Cecotti, candidato alla presidenza della Regione
Scegli persone che ti rappresentano CHE NESSUNO DISPONGA DI NOI, SENZA DI NOI Layout 1
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Prezzo esposto: 100.000 euro

28471492_1422318317879154_1985904833797679095_nLa politica commerciale dei prezzi esposti è sicuramente a favore dei consumatori, ma di certo non dei cittadini che votano. Che i parlamentari possano essere corrotti o comprati è storia e attualità verificata, ma da questa tornata elettorale portano anche il prezzo stampato in fronte.
I grillini, per poter essere candidati, firmano un contratto che prevede il versamento di 100.000 euro in caso di dissenso rispetto agli ordini dei capi Casaleggio-Grillo (...chi non ci crede veda il loro sito). Tale somma andrà versata ad una società privata gestita dai titolari dell’azienda-partito sopra citata. In un paese normale si sarebbe gridato allo scandalo, in italia viene citato come garanzia di fedeltà al progetto. La domanda che tutti noi dovremo farci è molto semplice: in caso di ordini centrali che contrastino con gli interessi del territorio che li ha eletti come reagiranno i nostri eroi onesti per definizione? Si comporteranno come Tondo e la Serrachiani che hanno supinamente eseguito ordini romani o pagheranno i centomila euro come prezzo da pagare per la loro libertà e fedeltà agli elettori del loro territorio. La costituzione recita “senza vincolo di mandato” e centomila euro sono un bel vincolo; dover pagare per avere un diritto costituzionalmente garantito è semplicemente inaccettabile. Unica cosa certa è che il prezzo base è fissato (non solo per i 5S) e a questi prezzi 100 parlamentari costano 10 milioni di euro, un prezzo tutto sommato spendibile considerando gli importi di certi appalti, e poca cosa per i futuri padroni della nostra decadente democrazia. L'Insonne #PattoPerlAutonomia #linsonne #IoSonoSpecialeVotoIlPatto
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Ecco gli incontri di questa settimana

27867905_10213804364977099_6234882889547958560_n - 26 febbraio 2018 - ore 20.30 - CIMOLAIS, Sala polifunzionale (ex Asilo), candidati presenti : Markus Maurmair - 26 febbraio 2018 - ore 20.30 - PRECENICCO, Centro civico, via Cavalieri Teutonici 25, candidato presente: Diego Navarria
- 26 febbraio 2018 - ore 20.30 - VILLA SANTINA, Sala Sergio Giatti, via Pal Piccolo - 27 febbraio 2018 - ore 18.00 - FONTANAFREDDA, Sala comunale "Ca' Anselmi" in viale Grigoletti 11. Candidato presente: Markus Maurmair - 27 febbraio 2018 - ore 20.30 - REANA DEL ROJALE, Osteria da Fratin, Qualso, via G. Valente 12. Candidati presenti: Federico Simeoni, Miriam Causero - 27 febbraio 2018 - ore 20.30 - CASARSA, Ex latteria, via Segluzza 28. - 27 febbraio 2018 - ore 20.30 - TALMASSONS, Sala Polifunzionale. Candidati presenti: Diego Navarria e Massimo Moretuzzo, Rossella Malisan - 28 febbraio 2018 - mattina- mercato di MORTEGLIANO - 28 febbraio 2018 - ore 18.00 - ROMANS D'ISONZO, Sala Consiliare, Municipio di Romans d’Isonzo. candidati presenti: Elisabetta Basso, Federico Simeoni, Massimo Moretuzzo, Lucia Pertoldi - 28 marzo 2018 - ore 18.00 - VILLANOVA di San Daniele, Osteria Villanova, via Nazionale 37 - 28 febbraio 2018 - ore 20.00 - TARCENTO, caffè Fant, piazza libertà 14, candidati presenti: Walter Tomada, Federico Simeoni, Miriam Causero, Tullio Avoledo, Massimo Moretuzzo e Sergio Cecotti - 1 marzo 2018 - ore 20.30 - POVOLETTO, Agriturismo Cjasal Fornasate, Ravosa, via Rio Major 6, candidati presenti: Federico Simeoni, Elisabetta Basso, Miriam Causero - 1 marzo 2018 - ore 20.30 - TAVAGNACCO, Sede ORO Caffè - 2 marzo 2018 - mattina - Mercato di TARCENTO - 2 marzo 2018 - ore 20.30 - CODROIPO, Auditorium
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Due facce della stessa medaglia

Non molto tempo fa potevamo leggere sulla stampa come una maestra avesse sostituito la parola Gesù con Perù in una canzone di Natale, oggi leggiamo che Salvini giura sul Vangelo. Due episodi apparentemente scollegati che in realtà appartengono allo stesso fenomeno generale. Nel primo caso si cambia la forma per paura di offendere qualcuno, nel secondo caso un eccesso di forma serve solamente a contrapporsi ai musulmani, in entrambi i casi si privano parole e simboli del loro contenuto originale, trasformandoli in vuoti slogan. Indipendentemente dalla spiritualità del singolo, usare libri e simboli come armi di convenienza per attaccare o non essere attaccati è una sconfitta culturale. Così una maestra che dovrebbe stimolare i suoi studenti a ragionare e confrontarsi sceglie la via più semplice, e la meno elegante; mentre Salvini (che evidentemente non sa che si giura sulla Bibbia non sui Vangeli, ma forse i vangeli adoperati sono quelli apocrifi) sfoggia ancora una volta un inqualificabile opportunismo. Forse non molti ricordano i passati rituali al “Dio Po” che è già una mezza bestemmia , o gli ordini del giorno nei comuni per rimuovere i crocifissi dai luoghi pubblici, ma d’altronde cavalcare l’onda del momento è un mestiere difficile, ma per farlo basta una faccia di bronzo e la speranza che nessuno ricordi cosa hai detto e fatto ieri. Togliere il nome Nord dal simbolo non è sufficiente per far dimenticare il passato, così come il bacio di Di Maio all’ampolla di San Gennaro non può nascondere la palese incoerenza del suo movimento.

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I candidati nella lista plurinominale alla Camera del PATTO PER L'AUTONOMIA

I nostri candidati sono:

Markus Maurmair

Maurmair Markus

Sindaco dal 2009, con la mia amministrazione, ho realizzato uno dei pochi progetti di fusione amministrativa andato a buon fine in Friuli-Venezia Giulia, dando vita nel 2015 al Comune di Valvasone Arzene. Oltre ad aver portato a termine in pochi anni numerose opere pubbliche ed essermi occupato del rilancio commerciale del Borgo Antico di Valvasone (uno dei Borghi più belli d’Italia), cercando di valorizzare anche Provincia e Regione, in chiave turistica, facendole conoscere a livello nazionale.

Rossella Malisan

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42 anni vivo a Bertiolo. Sposata e mamma di un bimbo e una bimba. Lavoro da un anno e mezzo presso la direzione Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Laureata in lingue e letterature straniere all’Università degli Studi di Udine con una tesi sullo stato di vitalità della lingua friulana nel Medio Friuli, ho lavorato, fino al trasferimento avvenuto per legge, presso la Provincia di Udine, dove mi occupavo di musei, biblioteche e progetti sulla Grande Guerra sia regionali che europei. Nel tempo ho collaborato con una agenzia che sviluppa siti internet, per creare e tradurre le pagine dei siti web in friulano.

Federico Monti

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Nato 50 anni fa, padre di tre figli, appassionato di cultura e tradizioni locali, divido le mie origini tra Trieste e il Friuli, ove ora abito, a Campolongo al Torre. Sono responsabile del settore salute, sicurezza e ambiente, nonché dei servizi generali, di una azienda con 400 addetti facente parte di un gruppo leader a livello mondiale nel campo della cantieristica nautica. A fianco dell'impegno lavorativo coltivo fin da piccolo l'amore per la musica classica, terminando prima gli studi iniziati alla Glasbena Matica (scuola di musica slovena) di Trieste, poi impegnandomi nelle attività artistiche di una delle più importanti compagini corali nazionali, di cui sono da oltre dieci anni vicepresidente.

Erika Furlani

Furlani Erika

Nata il 1° maggio 1972, sposata, un figlio. Laureata in Ingegneria Gestionale e abilitata alla professione di Ingegnere, in seguito ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Tecnologie Chimiche ed Energetiche. Dal 2006 svolge, presso l’Università di Udine, attività di ricerca nel settore della Scienza dei Materiali occupandosi principalmente di riciclo di rifiuti. Dal 2016 è consigliere comunale nel Comune di Campoformido. I suoi interessi personali sono la lettura, i viaggi e lo sport.

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Ecco i nostri candidati all’uninominale per la Camera

Camera, collegio di Trieste: Erika Furlani

Furlani Erika

Nata il 1° maggio 1972, sposata, un figlio. Laureata in Ingegneria Gestionale e abilitata alla professione di Ingegnere, in seguito ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Tecnologie Chimiche ed Energetiche. Dal 2006 svolge, presso l’Università di Udine, attività di ricerca nel settore della Scienza dei Materiali occupandosi principalmente di riciclo di rifiuti. Dal 2016 è consigliere comunale nel Comune di Campoformido. I suoi interessi personali sono la lettura, i viaggi e lo sport.

Camera, collegio di Gorizia: Lucia Pertoldi

Pertoldi Lucia

Sposata, di anni 64, è nata e vive nelle Valli del Natisone. Diplomata, ha lavorato in Regione prima a Trieste e poi negli uffici di Udine, durante la ricostruzione post terremoto. Ora in pensione, si dedica alle sue grandi passioni: la cucina e le erbe. E' Maestra di cucina, sommelier AIS, scrive per riviste di enogastronomia, tiene lezioni e laboratori per Enti ed Associazioni pubbliche e private. Da quattro anni cura per la RAI la rubrica “Ricetta” nella trasmissione radiofonica “Vita nei campi”. E' stata insignita del Premio Carati d’Autore 2010, promosso dalle Associazioni DONNE DEL VINO, ARGA FVG e ASSOENOLOGI.

Camera, collegio di Udine: Diego Navarria

Navarria Diego

Spostato, ho quattro figli e 61 anni dedicati a Carlino, il mio paese, e al Friuli che amo profondamente e sul quale ho pubblicato diversi libri di storia, lingua e cultura. Sindaco di Carlino da 9 anni, con liste civiche e senza apparentamenti con partiti politici, dal 2015, eletto all'unanimità, presiedo l'Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, unico organismo istituzionale del Friuli, al quale aderiscono 115 Comuni.

Camera, collegio di Codroipo: Massimo Moretuzzo

Moretuzzo Massimo

42 anni,  sposato e padre di 2 figli, di professione imprenditore, Sindaco del Comune di Mereto di Tomba dal 2014. Laureato con lode in Scienze dell’educazione all’Università di Padova, dopo aver frequentato il Liceo scientifico Copernico di Udine, sono impegnato da sempre nei settori del volontariato, dell’ambiente e dello sviluppo locale.

Camera, collegio di Pordenone: Markus Maurmair

Maurmair Markus

Sindaco dal 2009, con la mia amministrazione, ho realizzato uno dei pochi progetti di fusione amministrativa andato a buon fine in Friuli-Venezia Giulia, dando vita nel 2015 al Comune di Valvasone Arzene. Oltre ad aver portato a termine in pochi anni numerose opere pubbliche ed essermi occupato del rilancio commerciale del Borgo Antico di Valvasone (uno dei Borghi più belli d’Italia), cercando di valorizzare anche Provincia e Regione, in chiave turistica, facendole conoscere a livello nazionale.

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Lista dei candidati plurinominale al Senato

I nostri candidati nella lista plurinominale al Senato sono: Federico Simeoni OLYMPUS DIGITAL CAMERA                                  Federico Simeoni, 45 anni, nato a Udine e residente a Povoletto (UD), geometra libero professionista, già consigliere e assessore del Comune di Povoletto, già assessore della Comunità Montana delle Valli del Torre, già consigliere di Autovie Venete SpA. Attualmente è capogruppo della Provincia di Udine e segretario del movimento autonomista Patrie Furlane Miriam Causero IMG_20180127_183305 (1)Nata a Cividale del Friuli 42 anni fa e cresciuta a Moimacco, dopo la maturità artistica ha proseguito gli studi a Venezia conseguendo il diploma in restauro e la laurea magistrale in Architettura. Dal 2005 svolge la professione di designer d’interni. Consigliera comunale dal 2006 al 2011 a Moimacco, nel 2014 è stata eletta nel Comune di Carlino dove ricopre la carica di assessore con deleghe a Lavori pubblici, Istruzione, Cultura e Innovazione.
Andrea Venier DreeQDR.jpgNato a Tolmezzo il 15 giugno 1967, dal 1999 lavora al Corriere della Sera. Diplomato in illustrazione all’Istituto Europeo di Design di Milano, ha realizzato parecchi fumetti in friulano, fra i quali “Capitan Cjargne” e “I Gnognosaurs”. Giornalista professionista dal 2003, è stato due volte direttore dello storico mensile in lingua friulana “La Patrie dal Friûl”: dal 2007 al 2010 raccogliendo il testimone di pre Toni Beline, e dal 2015 al 2017. Tiziana Tellini TizianaTiziana Tellini, due figli, nata il 20/01/1963 a Palmanova, residente a San Vito al Torre (UD). Infermiera, laurea specialistica in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche presso l’Università di Trieste, referente infermieristica del Dipartimento di Emergenza dell’Ospedale di Palmanova-Latisana. Volontaria della Croce Rossa Italiana con incarico di Referente Regionale per l’Area 1 “Tutela e Protezione della Salute e della Vita” e membro della commissione nazionale per la formazione dei soccorritori. Presidente dei Revisori dei Conti del Collegio IPASVI di Udine, in precedenza Tesoriere dello stesso ente. Consigliere comunale a San Vito al Torre, eletta con una lista civica alle ultime elezioni amministrative.  
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Chi sono i nostri candidati uninominali al Senato?

CANDIDATI UNINOMINALI SENATOI nostri candidati all'uninominale sono:
  • Senato collegio Trieste: Elisabetta Basso
  • Senato collegio Udine: Tullio Avoledo
Chi sono? ELISABETTA BASSO
elisabetta48 anni cividalese di adozione, mamma di Francesco 12 anni, avvocato cassazionista.
Diploma liceo classico “Paolo Diacono “ a Cividale del Friuli, laurea in giurisprudenza a Padova. Consigliere provinciale di parità della provincia di Udine, ora Consigliere comunale a Premariacco. Da sempre impegnata con le associazioni di promozione della cultura e lingua friulana e attiva  nel volontariato, presidente pro loco di IPPLIS e poi di Cividale del Friuli e consigliere regionale dell’UNPLI FVG.

Accettare la candidatura è stato il miglior modo per dare corpo e sostanza a tanti anni di lavoro svolto assieme ai sognatori con cui ho costituito il Patto per l’Autonomia. Studio, incontri, discussioni, idee, confronti, anche vivaci, con le persone sul territorio. Sopra tutto e prima di tutto, il desiderio di ricostruire, la necessità di tornare davvero ad essere speciali, con la volontà di esercitare le nostre competenze e di pretenderne di altre... Un sogno diventa realtà, se a crederci siamo in tanti!

  TULLIO AVOLEDO Patto-candidati-Avoledo-Tullio.Thumb_HighlightCenter176258Nato a Valvasone (“tal mieç da l’aghe”, come dice lui) il 1° giugno 1957, laureato in legge, master in gestione aziendale, vive tra Maniago e Pordenone, dove lavora come quadro direttivo in un istituto di credito. Stando alla Filologica Friulana il cognome Avoledo deriva dal latino opuletum, bosco di faggi. Un borgo chiamato Avoledo appare sulle antiche mappe del Friuli sino al XVI° secolo. Sposato, due figli, Tullio Avoledo ha sempre avuto la passione della lettura e della scrittura. Dall’esordio nel 2003 ha pubblicato 12 romanzi con editori nazionali come Einaudi e Marsilio. Tradotti in inglese, russo, tedesco, spagnolo, polacco e ungherese, i suoi libri gli hanno fatto vincere numerosi premi, fra cui il Montblanc e il SuperGrinzane. Nei suoi romanzi Avoledo ha spesso affrontato temi politici e sociali. L’ultimo giorno felice (pubblicato da Legambiente nel 2008), parla di ecomafie e dell’estrazione di ghiaia (il cosiddetto “oro grigio”) dall’alveo del Tagliamento. Detesta i manager incompetenti, la disonestà e la falsità. Aderisce al progetto del Patto dell’Autonomia perché lo ritiene un atto di legittima difesa. Si candida al Senato per portare a Roma la voce dei suoi elettori friulani e per tutelare i loro legittimi diritti e interessi.  
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I prossimi incontri pubblici

  • 22 febbraio 2018 - ore 18.00 - Valvasone Arzene, sala Roma
  • 22 febbraio 2018 - ore 20.45 - Zoppola
 
  • 23 febbraio 2018 - mattina - mercato di Tarcento
  • 23 febbraio 2018 - ore 20.30 - Faedis, Ristorante Scozzir, via Cividale 22, saranno presenti i candidati: Simeoni, Basso e Pertoldi
  • 23 febbraio 2018 - ore 20.45 - Maniago, Euro Hotel. Saranno presenti: Tullio Avoledo, Markus Maurmair, Sergio Cecotti.
 
  • 24 febbraio 2018 - ore 17.30 - Udine presso Libreria Friuli in Largo dei Pecili Candidati presenti: Massimo Moretuzzo
 
  • 26 febbraio 2018 - mattina - presenza del candidato Diego Navarria al mercato di Rivignano
  • 26 febbraio 2018 - ore 18.00 - Montereale Valcellina Fr. Grizzo presso Sala Giacomello in Via Mazzini  Candidati presenti: Markus Maurmair
  • 26 febbraio 2018 - ore 20.30 - Villa Santina presso Sala Sergio Giatti in Via Pal Piccolo  Candidati presenti: Massimo Moretuzzo, Tullio Avoledo e Andrea Venier Sarà presente Sergio Cecotti
  • 26 febbraio 2018 - ore 20.45 - Cimolais presso sala polifunzionale (ex asilo) in Via Roma (capienza 40 posti) Candidati presenti: Markus Maurmair
  • 26 febbraio 2018 - ore 20.30 - Precenicco presso Centro Civico in Via Cavalieri Teutonici 25 Candidati presenti: Diego Navarria
 
  • 27 febbraio 2018 - ore 20.30 - Reana del Rojale Fr. Qualso presso Osteria da Fratin  via G. Valente 12 (capienza 40 posti) Candidati presenti: Federico Simeoni, Miriam Causero, Rosella Malisan
  • 27 febbraio 2018 - ore 20.30 - Talmassons, Sala Polifunzionale Candidati presenti: Massimo Moretuzzo e Diego Navarria
  • 27 febbraio 2018 - ore 20.45 - Casarsa presso ex latteria di San Giovanni di Casarsa in Via Segluzza, 28 Candidati presenti: Markus Maurmair e Tullio Avoledo
 
  • 28 febbraio 2018 - mattina - presenza del candidato Diego Navarria al mercato di Mortegliano
  • 28 febbraio 2018 - ore 18.00 - Porcia presso pizzeria Al Castello in Via Antonio de Pellegrini 1  Candidati presenti: Markus Maurmair
  • 28 febbraio 2018 - ore 20.00 - Tarcento presso caffè Fant in Piazza Libertà 14 (capienza 40 posti) Candidati presenti: Federico Simeoni, Miriam Causero, Tullio Avoledo e Massimo Moretuzzo Sarà presente Sergio Cecotti
  • 28 febbraio 2018 - 20.45 - Prata di Pordenone presso Bar Trattoria Prissinotti in Piazza Risorgimento 14 Candidati presenti: Markus Maurmair
 
  • 1 marzo 2018 - ore 20.30 - Lignano
  • 1 marzo 2018 - ore 18.00 - Polcenigo presso La Loggia Piazza Madonna 10.  Candidati presenti: Markus Maurmair
  • 1 marzo 2018 - ore 18.00 - Villanova di San Daniele, Osteria Villanova, via nazionale 37
  • 1 marzo 2018 - ore 20.30 - Povoletto, Agriturismo Cjasal Fornasate,  Ravosa, via Rio Major 6, candidati presenti: Simeoni, Basso, Causero
  • 1 marzo 2018 - ore 20.30 - Tavagnacco, Sede ORO Caffè
  • 1 marzo 2018 - ore 20.45 - Cordenons presso centro culturale Aldo Moro in Via Traversagna, 4.  Candidati presenti: Markus Maurmair
 
  • 2 marzo 2018 - mattina - mercato di Tarcento
  • 2 marzo 2018 - ore 20.30 - Codroipo, Auditorium
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Chi è Giuseppe Bugatto?

BUGATTO GIUSEPPE (1873 - 1948)

politico

Figlio di Angelo, originario di Aiello del Friuli, e di Luigia Adelaide Jastremsky, nata a Stagno in Dalmazia, Giuseppe Bugatto nacque a Zara l’11 settembre 1873. Nel marzo del 1874 la famiglia si trasferì ad Arbe per motivi di lavoro del padre, ma dopo soli otto mesi, avendo contratto la malaria, si spostarono a Gradisca, dove il padre ottenne un impiego all’ufficio delle imposte. Giuseppe crebbe dunque a Gradisca; tra il 1883 e il 1891 frequentò il ginnasio tedesco a Gorizia, vivendo in città come convittore al Seminario Werdenbergico, e dal 1891 al 1895 la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Graz.

Alle elezioni del 14 maggio 1907, le prime a suffragio universale, venne eletto Deputato al Parlamento di Vienna per il Partito Cattolico Popolare Friulano, per il quale si era presentato nel collegio di Cervignano-Monfalcone. Conservò tale carica fino alla caduta dell'Impero nel 1918. Nell'ottobre del 1918, poche settimane prima del termine della Grande guerra e della resa austriaca, chiese il diritto di autodeterminazione per il Friuli con la frase: CHE NESSUNO DISPONGA DI NOI, SENZA DI NOI.

Al parlamento di Vienna, Giuseppe Bugatto si impegnò per l’attuazione del programma economico del suo partito, specialmente per la realizzazione delle bonifiche nel basso Friuli e per il miglioramento dei contratti colonici nella contea di Gorizia. Conoscendo molto bene la condizione della minoranza italiana in Dalmazia, collaborò intensamente con i dalmati che volevano impedire la croatizzazione della minoranza italiana. Dedicò uno sforzo continuo e sistematico per ottenere dal governo di Vienna l’istituzione dell’Università italiana a Trieste o in un’altra località dell’Impero d’Austria. Questo suo impegno per l’Università italiana iniziò nel 1907 e continuò anche dopo lo scoppio della guerra austro-serba nel 1914, ma non conseguì alcun risultato pratico. Ogni tentativo in tal senso fu perfino impensabile dopo lo scoppio della guerra tra Austria e Italia, durante la quale il compito più urgente e prioritario dei deputati del Friuli austriaco fu l’assistenza ai profughi provenienti dalle zone della contea di Gorizia evacuate per motivi bellici.

Alla dieta di Gorizia, che aveva anche poteri legislativi nel campo dell’istruzione e dell’agricoltura, Bugatto diede un importante contributo allo sviluppo della scuola italiana ma il risultato più importante della sua azione politica fu l’approvazione della legge provinciale sul colonato del 24 maggio 1914, detta legge Bugatto, che avrebbe migliorato le condizioni dei contadini.

Dopo la fine della guerra Bugatto, fedele all’Austria fino all’ultimo come il suo leader Luigi Faidutti, non poté ritornare a Gorizia, in quanto fu minacciato di morte dai fascisti. Per questo rimase a Vienna fino al 1922, dove nel 1919 pubblicò insieme al Faidutti, il libro di autodifesa L’attività del partito cattolico popolare friulano negli ultimi venticinque anni (1894-1918). Nel 1922 si trasferì a Roma, dove rimase, come impiegato del Vaticano, fino al 1939.

Il 10 luglio 1939 ritornò a Zara e vi rimase fino al gennaio del 1944, quando la sua casa fu distrutta dai bombardamenti ed egli decise di rifugiarsi a Grado, dove morì il 24 febbraio 1948, dopo avere partecipato alla fondazione della Democrazia cristiana locale e all’attività del consiglio di zona di Trieste quale delegato del comune di Grado.

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Come si vota?

Quest’anno con la nuova legge elettorale, in ogni collegio, sia alla CAMERA che al SENATO, votate la persona attraverso il voto uninominale. Senza doppio turno, viene eletto IL PRIMO IN CLASSIFICA, anche se rispetto agli altri HA PRESO UN SOLO VOTO IN PIÚ. Con il vostro voto potete mandare in Parlamento PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA e DIRETTAMENTE, il rappresentante di un movimento che fa davvero gli interessi del territorio: il Patto per l’Autonomia. Votare il Patto è semplice: con una croce nel nostro simbolo, votate SIA per il nostro candidato presente nel collegio, SIA per la quota proporzionale. Per quanto riguarda il proporzionale c’è una cosa che non vi dicono chiaramente: per accedere alla quota NON SI DEVE AVERE IL 3% in tutta Italia. Questa regola vale solamente per chi si presenta dappertutto. Se votate i NOSTRI CANDIDATI all’uninominale, accedervi sarà la logica conseguenza. Quindi dipende solo da voi sfidare i partiti di Roma, Milano e Genova! Che nessuno disponga di noi, senza di noi. #PattoPerlAutonomia #IoSonoSpecialeVotoIlPatto
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2008-2018: fine della crisi o fine di un territorio? Una via credibile per uscire da una situazione disastrosa

Sono passati dieci anni dal fatidico anno di avvio di una crisi lunga e severa. La nostra regione ed il Friuli in particolare, l’hanno subita duramente. Ma ne stiamo uscendo? E se sì, ne stiamo uscendo bene? Importanti soggetti pubblici e privati diffondono messaggi molto rassicuranti: “Il Friuli corre più del Veneto”, titolava il 24 gennaio il MV a presentazione di un rapporto, corredato anche da commenti entusiastici di alcuni analisti economici di area PD, sulla buona performance delle 500 imprese regionali più grandi. Un altro rapporto, quello della Regione sul mercato del lavoro 2017, segnala che, non solo siamo tornati al tasso di occupati del pre-crisi (non importa se con lavori più precari e saltuari e con un monte ore lavorate del tutto inferiore), ma, addirittura, che le imprese stanno cercando lavoratori e non li trovano (per ben 20mila posti di lavoro sembra). Ma agli analisti economici, alla stampa e, soprattutto, alla Regione non dovrebbe sfuggire che la “ripresa” del FVG, se c’è, vale per una parte minima del territorio e delle imprese regionali (prevalentemente imprese esportatrici) ma non per tutto il tessuto produttivo (91mila imprese attive nel 2016) né per tutto il sistema sociale e territoriale regionale che continua, invece, a registrare una “contrazione” strutturale nel suo complesso e, in alcune sue parti, anche molto severa. Il dato vero, cioè, è che, se la crisi si sta ritirando, ciò avviene, in FVG, troppo in ritardo, più lentamente della media nazionale e lasciando indietro parti importanti di società, di territorio e di economie locali. Il Pil regionale, dopo anni di valori negativi e peggiori della media nazionale (-8,2% in FVG, dal 2008 al 2016, a fronte del -6,8% in Italia, ma dove il Trentino Alto Adige è invece cresciuto di quasi il 3%), si è portato, negli ultimi anni, sopra lo zero ma, nel 2016, è cresciuto appena dello 0,5% a fronte di un Pil nazionale cresciuto dello 0,9%. L’occupazione, a partire dal 2014, anno del picco negativo, ha cominciato a riprendersi ma con una velocità inferiore a quella nazionale (al 17° posto, tra le regioni italiane). Dopo i numeri negativi degli anni prima, nel 2016 abbiamo perso ancora, a saldo, altre 642 imprese! Ma ciò che deve preoccupare di più chi guarda alla tenuta complessiva del sistema FVG, è l’emergenza demografica determinata dai quattro flagelli biblici che operano ormai congiuntamente: denatalità, invecchiamento, spopolamento e nuova migrazione. C’erano anche prima della crisi, certo. Ma l’esodo di persone verso l’estero, in particolare di giovani, in percentuale pari al doppio di quella italiana (rapporto Italiani nel Mondo, 2016) e indici di vecchiaia ormai tra i più alti d’Europa, sono decisamente peggiorati a seguito della crisi. I “danni” di dieci anni di crisi, stanno, quindi, diventando “cronici” e di “sistema” e stanno assumendo un carattere permanente e pervasivo. L’impoverimento economico si sta trasformando, cioè, in degrado del “capitale territoriale” complessivo (umano, ambientale, insediativo) e ciò rende, quei danni, più difficilmente rimovibili. La prima cosa da non fare è, quindi, esaltarsi al primo indicatore positivo né tantomeno sparare proposte a casaccio ma capire bene le ragioni di questo stato di cose. Prima di tutto, bisogna capire perché il FVG sia andato peggio della media italiana e ne stia uscendo più lentamente. Non credo, come si è sostenuto per anni, che il sistema produttivo regionale abbia particolari colpe. O almeno non ne ha in misura superiore ad altre aree e regioni. Guardiamo invece cosa ha fatto la Regione. In questi dieci anni di crisi, le politiche regionali sono rimaste pressoché quelle storiche ma con meno risorse e con investimenti sul territorio ridotti della metà (in FVG, ben un miliardo di investimenti pubblici in meno, stima la CGIA di Mestre) che, messi nei settori giusti, ne potevano attivare altri due o tre di privati. La Regione, cioè, prima non ha “visto” la crisi e poi, quando l’ha vista, non l’ha contrastata. In una prima fase cioè, diciamo fino al 2011, l’ha rimossa (l’obiettivo principale era ridurre il debito regionale e non tanto rilanciare l’economia). Poi, dal 2011, ha accettato, senza fiatare, le pesanti contribuzioni che i governi nazionali, a vario titolo, le hanno imposto e che ne hanno decurtato, di diversi miliardi, la capacità di spesa (si vedano i dati presentati, nel convegno AFE del 3 marzo 2017, dall’ex consigliere regionale G. Cavallo e disponibili in rete, ma anche quanto sostiene, nel suo sito web, G. Moretton, già vicepresidente della Regione FVG nella Giunta Illy). La Regione, cioè, pur sapendo che la crisi imperversava, non l’ha contrastata! E non l’ha fatto perché ha “dovuto” contribuire (sembra in misura doppia rispetto a quanto le sarebbe spettato di dare), al risanamento del debito pubblico nazionale. Doveva farlo? E proprio in quella misura? E contro gli interessi della regione? Una risposta ora non risolverà i danni prodotti negli anni ma almeno chiarirà che, dietro i nostri problemi di oggi, non c’è un destino cinico e baro ma ci sono colpe politiche e personali ben precise che potevano essere assolutamente evitate. La conclusione è che, quel differenziale di emergenza demografica e socioeconomica e di ritardo nell’uscita dalla crisi di cui si è detto sopra, sono dovuti ad una mancata risposta, alla crisi, nei tempi e nei modi dovuti, da parte di chi ha governato la Regione Autonoma FVG. Con che diritto, quindi, le maggioranze di centro-destra e di centro-sinistra, responsabili di questo “decennio perduto”, parlano di Autonomia, se non l’hanno usata per contrastare la crisi in atto? Con che diritto propongono nuove politiche di sviluppo (da “fabbrica 4.0”, alla salvifica “nuova via della seta”; dal rilancio della filiera turistica a quella agroalimentare ecc.) se, prima di tutto, non si chiedono perché siamo andati peggio della media nazionale e perché stiamo uscendo tardi e male dalla crisi? Senza risposta a queste domande ogni proposta pre-elettorale sulle nuove politiche socioeconomiche regionali va rigettata perché evasiva o salottiera. Poniamo, invece, noi queste domande ai prossimi candidati alla presidenza della Regione e imponiamo noi una nostra agenda politico-economica credibile. L’unico serio programma di fuoriuscita dalla crisi è quello che: a. prima di tutto ristabilisce la verità delle cose e chiarisce perché oggi il FVG non può vantare performance simili a quelle del Trentino AA; b. si pone seriamente il problema di ripristinare in pochi anni (per evitare la cronicizzazione dei problemi) le necessarie condizioni di base –in primis demografiche e di coesione sociale e territoriale- per ripartire. A tal fine, un massiccio e tempestivo piano straordinario di investimenti (da finanziare fermando l’emorragia finanziaria verso lo stato, richiedendo indietro almeno parte del maltolto e attivando tutte le risorse pubbliche e private che si possono attivare) destinato a rendere più sicuro, efficiente e attrattivo, il nostro territorio, può generare migliaia di nuovi posti di lavoro per giovani, donne e disoccupati. E’ una proposta, per la prossima legislatura regionale, concreta e fattibile e che solo il Patto può credibilmente fare.

prof. Sandro Fabbro

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Per la prima volta nella storia puoi mandare in Parlamento un partito del territorio: come fare?

Quest’anno con la legge elettorale in ogni collegio, sia alla CAMERA che al SENATO, voti la PERSONA attraverso il voto uninominale: come accade per i sindaci dei comuni sotto i 15.000 abitanti. Senza doppio turno, è eletto il primo in classifica, anche se rispetto agli altri ha preso un solo voto in più. Con il tuo voto puoi mandare in Parlamento PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA e DIRETTAMENTE un rappresentante del tuo territorio, di un movimento che farà gli interessi del territorio: il Patto per l’Autonomia. I voti vengono poi distribuiti nella quota proporzionale a seconda del simbolo che traccerai sotto il nome del candidato uninominale*. E per quanto riguarda il proporzionale c’è una cosa che non vi dicono chiaramente: per accedere alla quota non si deve avere il 3% in tutta Italia. Quello vale per chi si presenta dappertutto. E se votate le NOSTRE PERSONE all’uninominale, accedervi sarà la logica conseguenza. Quindi dipende solo da te sfidare i partiti di Milano e Roma! LogoPattoSchedaElettoraleX-150x150 *Il voto per il Patto, che non fa alleanze con altri partiti, è ancora più semplice: con una croce nel nostro simbolo, voti sia il nostro candidato presente nel collegio, sia per la quota proporzionale. “X” SUL PATTO e via: curtis e che si tocjin.  
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Facciamo qualcosa per la Montagna friulana e FACCIAMOLO SUBITO!

27908397_1403066726470980_8618464108404096512_oLa cartina sopra riportata rende l’idea di come la nostra montagna si stia progressivamente spopolando. Si capisce anche che questo non è un destino inevitabile, perché in altre zone alpine questo problema non è così grave o addirittura non c’è. Con le persone che in montagna vivono e lavorano, con le associazioni e le imprese, con gli amministratori e gli operatori sociali dobbiamo darci da fare per dare un futuro alle Comunità della Carnia, della Val Canale e di tutto il territorio montano. Dobbiamo recuperare le risorse che ci spettano e costruire assieme un Piano Straordinario per il Lavoro, facendo gli investimenti nella manutenzione idrogeologica, nel recupero dei centri storici, nelle infrastrutture a basso impatto ambientale necessarie per lo sviluppo di filiere locali di qualità.
Dobbiamo dire con forza che l’acqua e l’energia idroelettrica della nostra montagna non possono essere sfruttate a dismisura per portare i profitti nelle casse di imprese private che nulla hanno a che fare con il Friuli-Venezia Giulia, con la complicità dei “sorestants” che finora ci hanno governati. È una delle priorità del Patto per l’Autonomia. Per questo abbiamo bisogno dell’aiuto di quanti credono in un futuro migliore per la nostra montagna e per tutto il Friuli – Venezia Giulia. Massimo Moretuzzo #PattoPerlAutonomia #MassimoMoretuzzo #IoSonoSpecialeVotoIlPatto #UnPattoPerLaMontagna
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Quale futuro per il credito in Friuli – Venezia Giulia?

Apprendiamo oggi dalla stampa una notizia che era nell’aria da tempo: le insegne della Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia saranno ammainate e lasceranno il posto a un marchio unico del Gruppo Intesa. Assistiamo quindi ad un’altra scontata tappa del processo di impoverimento del panorama del credito regionale, alla certificazione, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che la direzione dei grandi gruppi bancari va in direzione contraria al riconoscimento delle nostre specificità locali. Sparisce così un altro pezzo di biodiversità bancaria, per volontà e mandato di un sistema finanziario globale che risponde agli interessi di pochi a danno dei diritti di molti. E chi osa resistere, magari in nome di un credito davvero legato ai territori, alle loro imprese e a loro cittadini, viene quasi deriso. Per non parlare di quei “giurassici” che addirittura si intestardiscono a difendere i sistemi cooperativi e la tradizione – vera, nei fatti – delle Casse Rurali e Artigiane che hanno fatto la Storia del Friuli. A questi novelli Don Chisciotte i burocrati della BCE al soldo del finanzcapitalismo globale e i Draghi italici loro compari hanno rifilato una serie di imposizioni camuffate da autoriforme. Se poi la difesa di un sistema di credito locale, come quello della grande maggioranza delle nostre BCC, decide che la nostra linea del Piave ci porta a Trento, dove la rete della Casse rurali ha una forza che ci potrebbe permettere di resistere all’onda d’urto della centralizzazione bancaria, ci pensa la Giunta regionale a correggere la rotta. E lo fa in modo esplicito, cedendo le quote di quel che rimane di Mediocredito a ICCREA, la rete di Bcc che fa capo a Roma e che i nostri renziani hanno deciso di sostenere a spada tratta. Con buona pace di chi ancora crede che la finanza deve ritornare al servizio dei territori e delle comunità, che la nostra economia non può essere solo quella del villaggio globale, che il credito sia una cosa e la speculazione un’altra. A questi signori diciamo che questa stagione si sta chiudendo. E’ tempo che la buona politica riprenda il suo posto e consegni al passato i misfatti compiuti.

 Massimo Moretuzzo - candidato alla Camera per il Patto per l’Autonomia

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L’UOVO DEL SERPENTE

Dopo quanto accaduto ieri a Pordenone, nell’esprimere la massima solidarietà agli operatori sanitari traumatizzati dalla violenza che si è scatenata sul loro mezzo, ci inseriamo in un dibattito che sta assumendo toni fuori luogo. Lo facciamo innanzitutto per stigmatizzare il turpe sfruttamento bipartisan a fini elettorali della questione degli immigrati. Partendo dai drammatici fatti di cronaca, da destra si soffia pericolosamente sulle braci della crescente insofferenza popolare; dalla parte opposta si levano affermazioni scandalose come quella fatta dal segretario del PD, “noi investiamo su carabinieri e polizia”, quando è vero esattamente il contrario. Che in Italia ci sia un problema legato all’immigrazione è innegabile. Ma altrettanto innegabile è che altri paesi europei, con flussi migratori anche più ingenti del nostro, hanno saputo farvi fronte con competente efficienza. Il nostro paese sconta invece le scelte sbagliate a suo tempo fatte da governi di centrodestra, come la legge Bossi-Fini le cui lungaggini burocratiche, ibridandosi con la goffa gestione e coi tagli di risorse dei recenti governi di centrosinistra, hanno prodotto una situazione indegna di una comunità civile, un autentico cocktail esplosivo, per cui non devono sorprendere episodi intollerabili come quelli di Macerata: cercare il capro espiatorio è un comodo alibi per nascondere le proprie colpe, e per fare sporchissima raccolta di consensi elettorali. Che un problema di grave impatto sociale esista è innegabile, e il nostro territorio lo sta provando sulla propria pelle. Il punto è che lo Stato non fa nulla per regolare e controllare i flussi dell’immigrazione clandestina: come per tutte le problematiche che è incapace a gestire, le scarica sulle comunità locali e, tramite il sistema prefettizio, impone le presenze straniere sul territorio, finanziandole e quindi, di fatto, incentivandole. Nel contempo si tagliano le forze di sicurezza e si impedisce ai Comuni di dotarsi di idonei strumenti di controllo e di prevenzione. Sul caos che si è così generato s’innestano anche gli interessi equivoci di chi sfrutta l’accoglienza e di chi ne ha fatto un business, suscitando il legittimo sdegno di una popolazione stremata da una grave crisi economica e morale. Come Patto per l’Autonomia crediamo che i partiti tradizionali, così come i governi da loro espressi, non siano la cura, bensì la causa del male. In un saggio del 1930 il sociologo tedesco Siegfried Kracauer descrisse una società molto simile alla nostra, una società di persone “spiritualmente senza tetto”, e quella società era la Repubblica di Weimar, era la società che incubava l’uovo di serpente del nazismo. Le forze politiche avrebbero il dovere morale, oltre che il compito istituzionale, di cercare una soluzione concordata e di buon senso a un problema assolutamente gestibile a patto che lo si voglia affrontare con la forza della ragione e non di un’emotività strumentalmente pilotata. Sempre Kracauer scrisse che “l’intelletto non è altro che lo strumento di distruzione di tutti i residui mitici che sono in noi e fuori di noi”. Residui mitici come il razzismo, nel nostro caso, o l’idea che tutti i mali del mondo vengano da fuori. Purtroppo risolvere i problemi sembra ormai un obiettivo fuori portata per i politici nazionali e per le loro marionette locali, che si limitano a sparate propagandistiche, infischiandosene del fatto che quelle sparate possano portare - come hanno già portato - a gesti estremi, a spari veri. Le leggi razziali e i campi di sterminio nacquero così, dal consenso o dall’acquiescenza al mito della “minaccia giudaica”. Non possiamo permettere che questo si ripeta. È intollerabile rinunciare all’uso della ragione, com’è altrettanto intollerabile accettare lezioni o prendere consigli da chi - a destra come a sinistra - ha dimostrato di aver perso il contatto con la realtà e di voler fare campagna elettorale sulla sofferenza e sulla paura, come certi biechi programmi televisivi. Come Patto per l’Autonomia crediamo nella concretezza e nella comunità. Così come nelle ormai quotidiane sciagure della montagna la colpa non è attribuibile alla neve ma all’imprudenza e all’incoscienza di certi sciatori, allo stesso modo le colpe di un’immigrazione fuori controllo ricadono sull’incapacità di un establishment politico tutto da rottamare, che non sa più gestire nemmeno il quotidiano, figuriamoci le emergenze. Come Patto per l’Autonomia condanniamo fermamente razzismo e intolleranza, così come qualsiasi uso della violenza, fisica come verbale. Ma condanniamo, nel contempo, anche l’incapacità degli ultimi governi di affrontare un problema concreto in modo degno di un Paese europeo. Ai cittadini chiediamo di non farsi guidare dall’emotività e di fidarsi della capacità progettuale e operativa di chi sempre più s’identifica nel Patto per l’Autonomia: in primo luogo gli amministratori locali, sui quali la gestione degli immigrati è stata di fatto scaricata e che l’affrontano ogni giorno in prima linea, con concretezza e impegno, ma soprattutto i cittadini – e sono tanti – che non hanno rinunciato a pensare e ad agire da esseri civili e responsabili. Come Patto per l’Autonomia vogliamo essere in Parlamento per portare la voce delle nostre comunità sulle quali sono state scaricate le conseguenze delle incapacità dei partiti italiani (di tutti i partiti italiani!), perché le scelte non passino ancora una volta sulle nostre teste e i problemi trovino finalmente la loro soluzione.  

Tullio Avoledo e Markus Maurmair

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NON DISTURBATE L’ORCHESTRINA DEL TITANIC

Dopo la Corte Costituzionale, ora è la Corte dei Conti a mettere in discussione l’operato della Regione Friuli Venezia Giulia, osservando che “sia l’area della prevenzione che quella dell’appropriatezza e complessità dell’attività ospedaliera vedono il sistema sanitario regionale perdere posizioni, scendendo ancora nella graduatoria delle Regioni nelle specifiche classifiche nazionali”. La relazione della Corte dei Conti ha suscitato l’ira della governatrice uscente, che l’ha definita “generica, basata su dati incompleti e senza riferimenti precisi agli studi che dimostrerebbero performance negative, quando tutti i dati dicono che il Fvg ha una sanità in miglioramento”, aggiungendo che “la magistratura contabile esprime al meglio le sue competenze quando si muove sul terreno che le è proprio, ossia quando esamina conti e bilanci. Ci sono ambiti, come la salute, che richiedono specializzazioni diverse o ulteriori”. Drastico il suo giudizio finale: “La magistratura non deve fare politica” e “quanto accaduto è al limite dell’eversivo”. La prossima volta che il partito della governatrice uscente (o quello che ne resterà) dovesse aver di nuovo l’uzzolo di manomettere la Costituzione, si ricordi di abrogare o modificare anche l’art. 103, che stabilisce che la Corte dei Conti è giudice competente a valutare le responsabilità di chi ha la gestione del pubblico denaro. La Corte dei Conti ha essenzialmente lo scopo di responsabilizzare l’attività dei pubblici dipendenti nei confronti dei cittadini non solo e non tanto a fini ripristinatori di equilibri patrimoniali pubblici, ma soprattutto per scopi dissuasivi e a fini emendativi del cattivo esercizio del potere delle amministrazioni. Quindi, ad avviso del Patto per l’Autonomia, la competenza della Corte dei Conti in  questo caso non può assolutamente essere messa in discussione, soprattutto da chi è soggetto alla sua censura. Quanto alle “specializzazioni diverse o ulteriori” che stando alla governatrice sarebbero richieste per ambiti come la salute, non ci risulta che quelle dell’assessore uscente alla Salute Maria Sandra Telesca riguardino la sanità bensì, salvo errore, l’amministrazione e la gestione del personale. Nonostante i supposti “dati” genericamente evocati dalla governatrice uscente, la percezione che la sanità regionale sia in miglioramento non sembra condivisa né dagli utenti né da chi negli ospedali lavora e combatte ogni giorno contro le crescenti drammatiche carenze di mezzi e di organico. Bastano le cronache, anche di questi giorni, per smentire le buone condizioni di salute del servizio sanitario regionale vantate dalla signora Serracchiani: quando si rischia di morire su una barella per gli eccessivi tempi di attesa al pronto soccorso, la soluzione al problema non può essere la “stretta sulla qualità dei servizi” introdotta dalla delibera approvata ieri dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore uscente Telesca, improntata essenzialmente - ancora una volta! - al risparmio di risorse. Anche su questa delibera sarebbe il caso che la signora Serracchiani aprisse da subito un capitolo di discussione con la Corte dei Conti, per evitare altre bacchettate in futuro: bacchettate che cadrebbero su mani diverse dalle sue. Imbarazzante, comunque, il fatto che a contrastare la relazione della Corte dei Conti venga prodotta una replica firmata dai direttori generali  delle aziende sanitarie regionali che mette in discussione le valutazioni negative sul servizio. Imbarazzante ma coerente: in effetti l'ultimo rapporto CREA che ha certificato il drammatico calo della nostra sanità nella classifica nazionale avrebbe visto il Friuli Venezia Giulia all’ultimo posto, nella percezione degli utenti e degli operatori sanitari. A tirarla su fino al penultimo è stato l’unico indicatore strapositivo: l’autovalutazione dei direttori generali sul proprio operato… D’altra parte il proverbio c’insegna che è inutile chiedere all’oste se il suo vino è buono. L’orchestrina del Titanic continuò diligentemente a fare il suo lavoro mentre la nave affondava, e probabilmente ritenne di aver fatto un buon lavoro, così come il capitano e gli ufficiali di bordo. Un po’ diversa, possiamo immaginare, sarà stata la percezione dei passeggeri e dei marinai. Come Patto per l’Autonomia riteniamo che la tutela della salute dei cittadini della nostra regione debba essere obiettivo prioritario, e che i costi per una sanità efficiente ed esemplare siano del tutto sostenibili, purché cessi una volta per tutte l’insensato drenaggio di risorse locali ad asserito sostegno di un  “risanamento del debito pubblico nazionale” di cui, ad onta di tutti i sacrifici impostici ben oltre il dovuto, sinora non s’è vista traccia. La tutela della salute è un diritto essenziale dei cittadini, rispetto alla quale i tagli e i risparmi fatti sulla nostra pelle sono un lusso che non possiamo permetterci: è questione, letteralmente, di vita o di morte. In un momento in cui i partiti tradizionali non fanno nulla per contrastare lo stato di degrado della sanità regionale, come Patto per l’Autonomia ringraziamo, a nome di tutti gli abitanti della nostra regione, la Corte dei Conti per una critica costruttiva da cui partiremo per ripensare la sanità regionale, una volta liquidata l’attuale infelice parentesi governativa, misericordiosamente giunta al termine. Tullio Avoledo  - candidato al Senato per il Patto per l’Autonomia
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Vi siete dimenticati del direttore de “La Patrie dal Friûl“ Andrea Venier...

DreeVenierPatrieIn un articolo di qualche giorno fa ci ha incuriosito la frase: “Non solo Cerno, altri due giornalisti in gara”.
Approfittiamo della svista per segnalare che in “gara” nelle file del movimento Patto per l'Autonomia ci sarà anche il direttore de "La Patrie dal Friûl”, lo storico mensile in lingua friulana fondato nel 1946, Andrea “Dree” Venier, che ha lasciato il ruolo a fine 2017.
Una adesione importante al nostro progetto che ci sentiamo di evidenziare presentandovi il nostro candidato!
 
Andrea Venier, nato a Tolmezzo il 15 giugno 1967, dal 1999 lavora al Corriere della Sera a capo del “back office” infografica, che si occupa delle infografiche che escono quotidianamente sul Corriere. Giornalista professionista dal 2003, è stato due volte direttore dello storico mensile in lingua friulana “La Patrie dal Friûl”, dal 2007 al 2010 alla morte di Pre Toni Beline (personaggio assai importante per i friulani) e dal 2015 al 2017. Diplomato in illustrazione all’Istituto Europeo di Design di Milano, ha realizzato parecchi fumetti in friulano, fra i quali “Capitan Cjargne” e “I Gnognosaurs”. Per chi li volesse leggere in italiano, i Gnognosaurs escono ogni lunedì sulle pagine de “L’Economia”, il supplemento economico gratuito del Corriere della Sera. Vi allego l’ultima striscia uscita questo lunedì e una foto di Andrea Venier.
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Accordo Padoan – Serracchiani, siamo al bis di un accordo che non porta vantaggi economici ai cittadini del Friuli Venezia Giulia

La sottoscrizione in piena campagna elettorale e a fine mandato vincola il bilancio della Regione fino al 2019 e temiamo impegni la futura amministrazione a non poter ricorrere contro eventuali provvedimenti discriminatori in materia di trasferimenti a danno dei nostri interessi: non proprio un gran affare se non forse per Serracchiani che pensa di aver costruito un percorso a spot dall’evidente finalità di propaganda elettorale per la sua fuga dalla nostra Regione. Di fatto, le rinnovate concessioni ottenute con il cappello in mano, altro che “risultato strategico e Autonomia premiata”, lasciano nel bilancio regionale le cifre inalterate, come anticipato alcune settimane fa dallo stesso assessore regionale Peroni, poiché i famosi 120 milioni di euro in più non sono altro che una ripetizione dello sconto, di circa il 10 percento, che ci è stato elargito a partire dal 2014 con il primo accordo Padoan – Serracchiani, a fronte di una compartecipazione di oltre 1,2 miliardi di euro all’indebitamento nazionale. La conferma nei dati della Corte dei Conti. Infatti nella sua relazione sullo stato del bilancio regionale 2016, si veda l’allegata tabella, si evince che la nostra Regione, al netto dello sconto praticato, versa annualmente allo Stato centrale 1,1 miliardi di euro per compartecipare alla riduzione del debito nazionale che, paradossalmente, continua a crescere, anche perché la sensazione che abbiamo è che i nostri soldi servano a ben altro. Pertanto, se nel bilancio regionale sono previste uscite di compartecipazione per 370 milioni, fissi e immutati, la riduzione per due anni dovrebbe portare giovamento ma è da comprendere fino a che punto. Il primo dubbio sorge rispetto all’opportunità del passaggio al “maturato”, in sostituzione del “riscosso”, con la riduzione delle aliquote di compartecipazione, ad esempio, su un tributo solido e certo come l’IVA, passando dal 91 al 59 percento, in cambio dell’estensione della compartecipazione a un maggior numero di tassazioni cui attingere. Ne vale la pena soprattutto quando sono sempre incombenti gli effetti delle clausole di salvaguardia con i probabili aumenti delle aliquote dell’IVA? Secondariamente, la soluzione del “maturato” dovrebbe avvantaggiare la Regione ma si omette il fatto che nella stessa finanziaria dello Stato sono state introdotte l’eliminazione di alcune leggi esistenti di contribuzione dello Stato verso enti regionali onde preservare questa parità: è il caso della legge che prevedeva il rimborso dello Stato per l’IMU sulla prima casa abrogata. E naturalmente l’incubo dei 370 milioni incombe sempre dal 2020 all’eternità ed è questo il motivo per cui continuiamo ad avanzare la nostra proposta di partito territoriale. Il Patto per l’Autonomia nasce per valorizzare la nostra Regione a statuto speciale e per difendere i suoi cittadini dall’ingiustizia di continuare a contribuire al risanamento dello Stato in maniera più che proporzionale rispetto la sua popolazione che rappresenta il 2 percento del totale nazionale a fronte di un esborso di 1,1 miliardi pari a un 4,4 percento del totale di contribuzione richiesto alle regioni per la riduzione dell’indebitamento di 25 miliardi di euro l’anno.

Markus Maurmair

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Patto per l'Autonomia senza colori

MARKUS MAURMAIR - PATTO PER L’AUTONOMIA SENZA COLORI
Maurmair: "Patto per l’Autonomia si presenterà sia alle elezioni nazionali, sia per entrare nel consiglio regionale. Principalmente vorrebbero diventare strategici nei confronti dei partiti nazionali, per fare in modo che quello che fino a oggi ci è stato “scippato”, sia restituito al Friuli Venezia Giulia: per la Corte dei Conti dal 2008 in poi la Regione ha iniziato a versare, per ridurre il debito nazionale, delle cifre che sono cresciute, passando dai cento milioni al miliardo e duecento milioni del 2015. Soldi che lo stato ci ha dato è che noi abbiamo dovuto restituire allo stesso per l’abbattimento del debito Nazionale. Il problema è che se facessimo un confronto in termini di popolazione, quello che diamo corrisponde a quasi il 5%, mentre la popolazione del Friuli Venezia Giulia è poco più del 2%. Diamo il doppio di quello che dovremmo e mai nessuno ci ha tutelato rispetto a questa richiesta. Noi dovremmo avere circa mezzo miliardo di euro l’anno e con quei soldi in più nel nostro bilancio regionale, forse qualche servizio migliore per i nostri cittadini e qualche opera significativa avremmo potuto realizzarla."
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Avoledo: "Un patto scellerato"

Avoledo contro l'accordo finanziario Stato-Regione "Quello della Serracchiani è una resa condizionata a un patto scellerato"
Una dura presa di posizione contro il rinnovo del Patto finanziario Stato-Regione, sottoscritto ieri dalla presidente uscente Debora Serracchiani e il Ministro Pier Carlo Padoan, è quella del Patto per l'Autonomia, che interviene attraverso il candidato al Senato Tullio Avoledo (nella foto), che cita la nota ufficiale della stessa Serracchiani: “Abbiamo conseguito, sul finire della legislatura, un risultato di grande importanza per il futuro, che testimonia il riconoscimento della nostra autonomia regionale da parte del Governo nazionale e l’autorevolezza di questa Giunta regionale nell’interlocuzione con Roma”. "Un tono - ribatte Avoledo - al cui confronto il Bollettino della Vittoria del generale Diaz sembra una sobria comunicazione dovuta. Par di sentire il rombo dei tamburi… Peccato che la nota sia un capolavoro di bis-pensiero, che Orwell avrebbe potuto tranquillamente usare nel suo '1984', a cominciare da quando chiama in causa l’accordo Tremonti-Tondo dimenticando che quello in vigore, a danno della Regione, è l’accordo Serracchiani-Padoan del 2014. Le bugie, per fortuna, hanno le gambe corte. Perché la verità è ben diversa. Altro che “riconoscimento della nostra autonomia regionale”! E dov’è la vostra “autorevolezza”, se vi ritrovate a mendicare qualcosa che è nostro di diritto? Dov’è, questa “autorevolezza”, quando rinunciate per il futuro a tutelarci verso il governo nazionale, firmando una condizione capestro come quella con cui avete rinunciato, per ora e per sempre, a impugnare?" "Gentile Debora, governatrice agli sgoccioli - conclude Avoledo -, la sua non è affatto una vittoria. E’ tutt’al più una resa condizionata a un patto scellerato che da anni strangola la nostra Regione e ha portato, per fare un solo esempio, la nostra Sanità a precipitare in tre anni dal 2° al 20° posto nella classifica nazionale. Quel patto scellerato, oltretutto, è lei ad averlo firmato, sulla pelle di tutti gli abitanti della Regione: quello che ha ottenuto due giorni fa a Roma è un semplice sconto sulla pena, di cui non c’è da essere orgogliosi, visto che è stata lei a farci condannare". renzi-serracchiani-675
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120 ML: LO SCONTICINO SUL SALASSO CHE STA DISSANGUANDO LA REGIONE

Nei commenti entusiastici all’accordo siglato con il governo, la presidente Serracchiani dimentica di citare il “suo” capolavoro dell'ottobre 2014 e cioè il suo patto con il ministro Padoan dove, il contributo di 370 milioni annui previsto dal precedente Patto Tondo-Tremonti per il federalismo, diventa “concorso al risanamento del debito pubblico” accettando altresì di rinunciare a tutte le cause della Regione davanti la Corte Costituzionale che, se vinte, avrebbero potuto ridurre l'entità delle precedenti “espropriazioni”. In altre parole, la Serracchaini, con il suo patto, confermava e stabilizzava il salasso dello stato nei confronti della Regione rinunciando anche a contestarlo giuridicamente (e naturalmente anche politicamente) nel tempo. E’ sul riconoscimento e stabilizzazione di quell’espropriazione che oggi viene concesso (e sottoscritto come fosse chissà quale risultato) lo sconticino di 120 milioni! In altre parole, la Serracchiani sventola, quando è in regione, l’assegno di 120 milioni (per due anni) ma dimentica il salasso di miliardi che lei, confermandolo e stabilizzandolo, ha portato trionfalmente a Roma dopo averlo tolto alle tasche dei cittadini del FVG. Dov’è dunque il vantaggio?
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CONFERME INCORAGGIANTI E NUMERI IMPORTANTI...

Seconda uscita di presentazione dei candidati del Patto per l'Autonomia, questa volta in provincia di Udine a San Marco di Mereto di Tomba. Di fronte a un pubblico di quasi 300 persone e alla presenza di Tullio Avoledo, Angelo Floramo e Sergio Cecotti è stata ufficializzata la candidatura alla Camera dei Deputati, di Massimo Moretuzzo, sindaco di Mereto di Tomba, ed esponente del Patto per l’Autonomia. Pur avendo mandato solamente qualche e-mail e un po’ di messaggi, senza allargare troppo gli inviti, il risultato è andato ben oltre ogni aspettativa. Sala strapiena, persone entusiaste, interessate, emozionate, pronte a mettersi in gioco con il Patto per l’Autonomia. Ringraziamo davvero tutti e ci scusiamo con chi non è riuscito ad entrare o avrebbe voluto esserci.
È stato il secondo di una lunga serie di incontri che ci porterà prima alla tornata del 4 marzo e poi a quella del 29 aprile. Noi ci siamo. Perché nessuno disponga di noi senza di noi. #PattoPerLautonomia #MassimoMoretuzzo #SonoSpecialeVotoilPatto #AngeloFloramo #TullioAvoledo #SergioCecotti [gallery ids="848,849,850,851,852,853,854,855,856" type="rectangular"]
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Offriamo agli elettori del Friuli Venezia Giulia una proposta nuova, seria e alternativa per difendere e rilanciare la specialità

Consegnate le firme raccolte, il nuovo partito competerà in tutti i collegi. PATTO PER L’AUTONOMIA in lizza per le politiche
IMG-20180128-WA0008Dopo tanti anni i cittadini del Friuli Venezia Giulia avranno l’occasione per dare il loro consenso a un movimento che ha l’ambizione di rappresentare i loro interessi, e non quelli di partiti che sono legati mani e piedi a Roma e non si fanno scrupolo a catapultare “visitors” umiliando i loro stessi rappresentanti sul territorio. Alle elezioni politiche del 4 marzo sarà infatti presente anche il Patto per l’Autonomia, una forza trasversale nata dall’iniziativa di sindaci ed amministratori e apertasi poi a molti esponenti della società civile, che vuol difendere e rilanciare la specialità del Friuli Venezia Giulia rispondendo alle esigenze di autogoverno delle comunità regionali. Stamani il presidente del Patto, il sindaco di Valvasone Arzene Markus Maurmair, ha depositato in Corte d’Appello a Trieste le firme raccolte per la presentazione delle liste che correranno in tutti i collegi della regione. “Crediamo – sostiene Maurmair - che i cittadini non si lasceranno sfuggire l’occasione di scegliere persone competenti che sono espressione della loro terra e della loro gente. Candidati al di fuori dei giochi di quei partiti che, con il marasma di questi ultimi giorni, fatto di nomi depennati o imposti da Roma o Milano, hanno dimostrato tangibilmente che a comandare in Friuli Venezia Giulia non sono coloro che sono stati eletti, ma le segrete segreterie a cui rispondono”. “Se vogliamo cambiare realmente le cose deve nascere anche in Friuli Venezia Giulia un partito territoriale radicato con testa e cuore in regione, che vada a rinegoziare i patti con lo Stato che stanno di fatto svuotando finanziariamente la nostra autonomia”. Per questo molti cittadini hanno ritenuto di dover dare il proprio sostegno a un nuovo soggetto politico come il Patto, che vuole interpretare questo ruolo come “una proposta seria e alternativa che già sta facendo presa, specie tra chi è stufo di una politica che non lo rappresenta più”. I nostri candidati all'UNINOMINALE: - Camera collegio di Trieste ERIKA FURLANI - Camera collegio di Gorizia LUCIA PERTOLDI - Camera collegio di Udine DIEGO NAVARRIA - Camera collegio di Codroipo MASSIMO MORETUZZO - Camera collegio di Pordenone MARKUS MAURMAIR - Senato collegio di Trieste ELISABETTA BASSO - Senato collegio di Udine TULLIO AVOLEDO Liste del PLURINOMINALE - Camera MARKUS MAURMAIR ROSSELLA MALISAN FEDERICO MONTI ERIKA FURLANI - Senato FEDERICO SIMEONI MIRIAM CAUSERO ANDREA VENIER TIZIANA TELLINI #PattoPerlAutonomia #SonoSpecialeVotoIlPatto #Grazie  
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