evento 27

Venerdì 27 aprile ore 18.00 a Udine in P.zza XX Settembre, chiusura della campagna elettorale del Patto per l’Autonomia con tutti i candidati e con Angelo Floramo, Teatro Incerto ed i musicisti Straulino, Michelotti e Virgili

Si chiuderà venerdì 27 aprile, a Udine, la campagna elettorale per le Regionali e Comunali 2018 del Patto per l’Autonomia. Sarà Piazza XX Settembre, alle 18, ad ospitare la festa organizzata dall’unica formazione in campo autonoma anche nei fatti, poiché slegata da qualsiasi forma di condizionamento dei partiti nazionali italiani.

A stringersi attorno ai candidati al Consiglio regionale e al Consiglio comunale di Udine, guidati da Sergio Cecotticandidato alla presidenza della Regione Friuli-Venezia Giulia – e Andrea Valcic – candidato a sindaco di Udine – ci saranno alcuni amici: rappresentanti del mondo della cultura, della musica e del teatro friulani che sostengono il progetto del Patto per l’Autonomia, alcuni di loro fin dall’inizio. Al microfono si succederanno i cantautori Lino Straulino e Silvia Michelotti, Leo Virgili, polistrumentista eclettico e direttore artistico del festival “SunsEurope”, e il Teatro Incerto. Interverrà anche il professor Angelo Floramo, insegnante, scrittore, consulente culturale e scientifico della Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli. Continua a leggere “Venerdì 27 aprile ore 18.00 a Udine in P.zza XX Settembre, chiusura della campagna elettorale del Patto per l’Autonomia con tutti i candidati e con Angelo Floramo, Teatro Incerto ed i musicisti Straulino, Michelotti e Virgili”

comitato482

Minoranze linguistiche alla base della specialità regionale

Cecotti al Comitato 482: «Friulano in Rai, governo inadempiente, una Regione seria l’avrebbe portato in tribunale. Sì a una struttura autonoma a Udine»

«Le minoranze linguistiche sono il primo motivo per cui la nostra Regione è autonoma e speciale e la natura propria del Friuli-Venezia Giulia è quella di essere quadrilingue», afferma il candidato del Patto per l’Autonomia alla presidenza della Regione Friuli-Venezia Giulia Sergio Cecotti. In tutte le situazioni dove è stata avviata una seria e democratica politica linguistica, questa ha messo all’opera saperi, competenze e processi di innovazione che hanno migliorato la situazione economica nel suo complesso. Ne è profondamente convinto Cecotti, che ha accolto l’invito del Comitato 482 (che aggrega oltre una ventina di realtà espressione delle comunità friulana, slovena e germanica della regione) a rispondere a una serie di quesiti elaborati a partire dalle conclusioni e dalle richieste scaturite a dicembre dalla Conferenza regionale di verifica e proposta sulla lingua friulana riguardo alla presenza del friulano nella scuola, nei media, nella pubblica amministrazione e nella pianificazione linguistica. Unico a non esprimersi – i quesiti erano rivolti agli aspiranti governatori del Friuli-Venezia Giulia – è stato il candidato della coalizione di centrodestra, il leghista Massimiliano Fedriga, che si è sottratto spesso al confronto in questa campagna elettorale per le Regionali 2018. Continua a leggere “Minoranze linguistiche alla base della specialità regionale”

Cecotti incontra gli allevatori della Carnia

Sergio Cecotti ha incontrato in Alto Friuli un gruppo di agricoltori e allevatori montani, organizzatosi attorno alla figura di Renato Gonano, che ha voluto ospitare il professore presso una stalla in Comune di Enemonzo. La struttura si è resa testimone del grande disagio vissuto oggi dalla categoria, che si descrive sospesa tra le fatiche di sempre – distribuite tra i giorni di un calendario che non conosce riposo – e l’insostenibile sistema delle incombenze burocratico-amministrative di oggi, in balia di ostacoli e ritardi che minano seriamente la tenuta di un presidio fondamentale per i territori marginali. Continua a leggere “Cecotti incontra gli allevatori della Carnia”

Cecotti Ance

Una quota delle opere per le imprese regionali con un proprio codice di appalti, in attuazione dello Statuto speciale

Creare le condizioni, gli strumenti per far lavorare le imprese del territorio. Lo hanno chiesto a gran voce al candidato del Patto per l’Autonomia alla presidenza della Regione Friuli-Venezia Giulia Sergio Cecotti, i vertici dell’Ance, Associazione nazionale costruttori edili del Friuli-Venezia Giulia, incontrati oggi, martedì 24 aprile, nella sede di Ance Udine. Continua a leggere “Una quota delle opere per le imprese regionali con un proprio codice di appalti, in attuazione dello Statuto speciale”

Green Economy

Trasformare Friulia in un fondo sovrano regionale, assorbendo il Frie

Come si sostiene il tessuto imprenditoriale, come si crea occupazione? Per il candidato del Patto per l’Autonomia alla presidenza della Regione Friuli-Venezia Giulia Sergio Cecotti «l’asse strategico è implementare un modello di sviluppo che interpreti i nuovi paradigmi (impresa 4.0, green economy, economia circolare) alla luce dei punti di forza competitivi che questa Regione può mettere in gioco, a partire dal nostro sistema della ricerca. Ma bisogna cambiare passo: da un territorio in cui hanno sede alcune istituzioni scientifiche d’eccellenza dobbiamo diventare un “ecosistema favorevole all’innovazione”. Le risorse di base le possediamo, ma manca una cultura di sistema e serve un “movimento di liberazione” dalle logiche burocratiche». Continua a leggere “Trasformare Friulia in un fondo sovrano regionale, assorbendo il Frie”

Cecotti sulla riforma degli enti locali. «Ha lacerato la coesione istituzionale della Regione».

Le prime misure: Uti facoltative, penalizzare le Uti che non fanno sistema, decentrare la Regione, poteri effettivi alle Comunità linguistiche

«La legge di riforma degli enti locali ha lacerato la coesione istituzionale e territoriale della nostra Regione. Come molte riforme “renziane”, si tratta di una riforma astratta che non tiene conto della realtà del Friuli-Venezia Giulia, composto da una pluralità di identità territoriali, linguistiche e storiche che non è lecito raggruppare “a caso” con scelte calate dall’alto – commenta il candidato del Patto per l’Autonomia alla presidenza della Regione Friuli-Venezia Giulia, Sergio Cecotti –. Il percorso di ricostruzione regionale dovrà partire da un nuovo accordo, esplicito e trasparente, di interpretazione del ruolo della Regione e delle sue componenti territoriali e sociali che veda protagoniste le diverse Comunità, realtà locali e specificità linguistiche che vivono nell’intero Friuli-Venezia Giulia. Questo in una logica di rete e di riconoscimento delle specifiche funzioni e vocazioni, escludendo ogni prevaricazione gerarchica. L’unico aspetto positivo della riforma – continua Cecotti – è l’istituzione delle 3 Comunità linguistiche come organismi di rappresentanza delle minoranze friulana, slovena e tedesca, ma anche qui la soluzione trovata è molto debole. Io intendo conferire alle tre Comunità poteri reali. Penso al modello belga delle Comunità linguistiche come Istituzioni rappresentative delle nazionalità costitutive la Regione, dotate di propri poteri effettivi e forti (per esempio nell’istruzione e nella cultura). Questa soluzione ci permetterebbe di tenere assieme le diverse ragioni dei territori e delle identità che compongono la Regione».

 

Quali i primi provvedimenti da prendere? «Rendere facoltativa la partecipazione alle Uti; la possibilità di fusioni tra Uti; lasciare alla libera autodeterminazione dei Comuni l’individuazione delle aggregazioni; invertire il meccanismo di penalizzazione finanziaria, penalizzando le Uti che non riescono a fare sistema locale, non i Comuni che (legittimamente) ritengono di non aderirvi, poiché giudicano l’Uti non interessante per i propri cittadini. Ma il cuore del riassetto istituzionale del Friuli-Venezia Giulia – sottolinea Cecotti – consiste nella riforma della Regione stessa, che deve smetterla di essere una Regione “qualunque” e adempiere alla sua missione di Istituzione che costruisce il futuro in un’area europea ricca di storie, culture e vocazioni diverse. Eliminate le Province (effetto di un’altra legge “renzianissima”), la Regione deve decentrarsi e lavorare con il territorio e per il territorio».

Cecotti a Sappada: «Un paradosso se, dopo anni di battaglie, finissimo tutti nella macroregione del Veneto, perdendo specialità e Regione!»

In visita a Sappada – il 29 aprile al voto, per la prima volta, per le elezioni del Friuli-Venezia Giulia dopo il passaggio dal Veneto –, Sergio Cecotti, candidato del Patto per l’Autonomia alla presidenza della Regione, ha incontrato i cittadini nel corso di una giornata densa di impegni nella montagna friulana. «Abbiamo discusso i problemi della transizione e toccato con mano il fatto che la burocrazia regionale in questi mesi non ha adempiuto al proprio dovere di facilitare il trasferimento delle varie funzioni dalla Regione Veneto alla Regione Friuli-Venezia Giulia. In particolare, i sappadini non hanno ancora la tessera sanitaria del servizio del Friuli-Venezia Giulia e questo la dice lunga sull’inefficienza della nostra sanità regionale».

Il candidato del Patto per l’Autonomia alla presidenza della Regione si è espresso anche sulle altre comunità che aspirano a passare, come Sappada, al Friuli-Venezia Giulia, «alcune delle quali friulane da sempre, anche dal punto di vista linguistico come Cinto Caomaggiore». «Se lo desiderano – ha detto Cecotti –, noi del Patto, che sosteniamo il principio di autodeterminazione, siamo favorevoli, ma dobbiamo dare il benvenuto a questi Comuni creando condizioni positive: passare al Friuli­-Venezia Giulia deve essere effettivamente un vantaggio per loro e questo lo si ottiene rendendo l’autonomia speciale un valore, usandola per migliorare la qualità della vita dei cittadini».

Nel giorno della firma dell’accordo tra gli esponenti di centrodestra del Nord Fedriga, Zaia, Fontana e Toti, «sarebbe un paradosso – ha concluso Cecotti, rivolgendosi agli amici sappadini – se, dopo anni e anni di battaglie per ritornare nella Regione di origine e appartenere così a una Regione a statuto speciale, venissimo tutti conglobati nella macroregione del Veneto e, voi con noi, perdessimo sia la specialità sia l’esistenza stessa della Regione».