Parlare oggi di economia significa affrontare aspetti plurimi della dimensione regionale. Per questo vale la pena riassumere gli impegni che il Patto per l’Autonomia indica per perseguire una ricostruzione effettiva delle basi utili per i nostri cittadini e le nostre comunità:

  1. attivare con immediatezza un piano straordinario di interventi per il rinnovamento e il lavoro sul territorio che coinvolga anche i privati, a partire dalla sicurezza sismica ed energetica, e finanziato (circa 2 miliardi in 5 anni) da un recupero delle risorse eccessive introitate dallo stato tra 2011-2017;
  2. accompagnare la trasformazione manifatturiera con l’occhio rivolto si alla esportazione ed alla innovazione 4.0 (su cui si basano gli stimoli statali ed europei) ma senza trascurare la autonoma capacità del sistema diffuso di piccole e medie attività di sopravvivere e reinventarsi, su cui porre una attenzione amica normativa e burocratica e di disponibilità creditizia;
  3. Le Partite IVA sono certamente l’anello più debole dell’intero settore produttivo; schiacciate dalle tasse, ricattate dagli insoluti, indifese dalla giustizia, tormentate da prassi burocratiche cervellotiche e inutili, sottoposte a un mercato che disprezza la qualità e rincorre unicamente il prezzo più basso.  L’Amministrazione Regionale può fare molto. In primo luogo, schierarsi dalla parte di chi genera lavoro. Tra le prime azioni concrete l’Amministrazione Regionale deve istituire un fondo di rotazione per aiutare gli imprenditori nelle defatiganti e costose battaglie legali per recuperare quanto dovuto da chi non paga.
  4. guidare una ricostruzione “tecnocratica” della burocrazia e della funzione pubblica come base essenziale per affrontare la complessità dei rapporti economici: è questa la principale infrastruttura di cui c’è oggi bisogno. Non basta dire che bisogna semplificare le procedure. Servono certezze di obiettivi e strutture competenti ed amiche per aiutare a conseguirli;
  5. dare il giusto valore al potenziale logistico del F-VG, nelle sue diverse componenti, estero per estero, al servizio del sistema produttivo regionale, di puro attraversamento di terra. Le grandi prospettive delle portualità del nord Adriatico possono esprimersi solo in un contesto di equilibrio rispetto ai territori;
  6. considerare come dato essenziale per l’economia, intesa come produzione di valori d’uso, tutte le attività anche di servizio, con o senza scambi monetari, che si sviluppano nel territorio e permettono ai cittadini ed alle comunità una sicurezza ed una inerzia rispetto ai cicli dell’economia globale. Le reti di economia solidale, la valorizzazione delle proprietà comuni, le filiere corte, i patti di comunità, la gestione delle diversità linguistiche storiche e culturali, e più in generale molte attività del terzo settore, sono il crinale che determina o meno una società profondamente ricca oltre che coesa e sicura.