«Purtroppo la moratoria sulla realizzazione di nuove centraline idroelettriche che avevamo chiesto non è tecnicamente possibile

- commenta Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia) - perché il piano di tutela delle acque è già stato approvato, ma la speranza è che la Regione, come concordato, faccia monitoraggio puntuale e stringente di tutte le pratiche autorizzative in essere».

Moretuzzo non crede a una resa incondizionata da parte della Regione che, invece, dovrebbe impedire la realizzazione dell'opera: «Abbiamo modificato la mozione chiedendo che la Regione si impegni a capire a livello nazionale come si evolverà la cosa, in primis verificando la possibilità che non vengano più concessi incentivi per la realizzazione di microimpianti, cosa che li renderebbe non più economicamente appetibili». Altro aspetto da verificare attentamente sono gli iter autorizzativi analizzando i dati forniti dai proponenti «che spesso sono inverosimili come accade, ad esempio, per il rio Pecol ma anche per il progetto sul rio Zolfo di Bagni di Lusnizza. Negli anni il piano di tutela delle acque ha fatto grandi passi avanti, ma non è sufficiente. Se le variabili ora in essere non sono così stringenti da impedire la realizzazione degli impianti, allora bisogna modificarle affinché lo diventino. Il valore paesaggistico e naturalistico è di gran lunga superiore al ricavo che si può ottenere».

 

IlGazzettino08022019centralineRioPecol modificata

Iscriviti alla newsletter

Privacy e Termini di Utilizzo