Sentenza Regeni. Moretuzzo: «Un punto fermo nella ricerca della verità. Ora non cali il silenzio»
«La sentenza della Corte d’Assise di Roma sul caso di Giulio Regeni rappresenta un passaggio importante, perché consegna alla verità giudiziaria fatti che troppo a lungo sono stati circondati da omissioni e ostacoli. È il risultato della tenacia con cui la famiglia Regeni ha continuato a chiedere verità e giustizia senza arrendersi al silenzio». Lo afferma in una nota Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG, commentando la decisione dei giudici romani sul caso del ricercatore friulano.
«Questa sentenza non restituisce Giulio ai suoi cari e non esaurisce tutte le domande che restano aperte. Affida però alla storia giudiziaria un punto fermo che nessuno potrà ignorare».
«Ricordare Giulio Regeni significa continuare a difendere ciò che rappresentava: la libertà di ricerca, il valore della conoscenza e il diritto di cercare e raccontare la verità senza paura. Per questo la sua vicenda non riguarda soltanto la sua famiglia o la comunità da cui proveniva, ma tutte e tutti noi».
«Le istituzioni italiane ed europee devono ora adoperarsi affinché questa verità giudiziaria non resti senza conseguenze – continua Moretuzzo, a nome di tutto il Gruppo –. La credibilità delle democrazie si misura anche nella capacità di non arretrare quando sono in gioco i diritti umani, la giustizia e la tutela delle libertà fondamentali».
