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Province: Opposizioni, ddl è contenitore vuoto senza visione

29 Giugno 2026

«Il disegno di legge che reintroduce le Province dimostra la mancanza di coraggio della Giunta sul riassetto istituzionale del Friuli Venezia Giulia. È mancata una visione e, prima ancora, è mancato il confronto con il mondo politico e con la società civile». È questo, in sintesi, il giudizio espresso oggi nel corso di una conferenza stampa a Udine dai consiglieri regionali di opposizione Manuela Celotti (Pd), Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg), Rosaria Capozzi (M5s), Furio Honsell (Open Fvg), Simona Liguori (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) e Laura Fasiolo (Pd) sul disegno di legge 86, "Principi e norme fondamentali del sistema Regione-Autonomie locali, istituzione e ordinamento delle Province del Friuli Venezia Giulia e soppressione degli Enti di decentramento regionale", che sarà affrontato dal Consiglio regionale nelle sedute del 29 e 30 giugno.

I gruppi di opposizione hanno presentato complessivamente 157 emendamenti, «alcuni simbolici e altri soppressivi, per evidenziare i nodi che questa riforma non affronta».

Secondo i consiglieri, «si torna alle vecchie Province, ma con meno funzioni rispetto al passato e senza un progetto per il futuro. Prima di decidere confini e governance degli enti intermedi, era fondamentale individuare le criticità da affrontare e definire quale assetto istituzionale fosse più adatto a rispondere alle sfide che abbiamo davanti: ragionare in termini di aree vaste, risolvere le criticità ormai strutturali dei Comuni, a partire dal personale, e snellire la struttura elefantiaca della Regione».

«Dopo otto anni di annunci – proseguono – la maggioranza arriva in Consiglio con una riforma che attribuisce alle nuove Province soltanto poche competenze: strade, edilizia scolastica e un generico supporto ai Comuni. Una riforma degli enti locali, invece, dovrebbe essere organica e definire con chiarezza quali funzioni trasferire e quale ruolo affidare agli enti intermedi».

«Per la prima volta nella storia della Regione siamo davanti alla delegittimazione dei luoghi della democrazia: il dibattito in Commissione è stato caratterizzato dal totale silenzio della maggioranza e non c'è stato alcun dialogo con la società civile. A tutto questo si aggiunge la negazione di uno strumento democratico come il referendum, che avrebbe potuto legittimare questa scelta».

Infine, i consiglieri hanno commentato la proposta di Fratelli d'Italia: «Dopo le dichiarazioni dell'europarlamentare Ciriani, che ha definito le nuove Province un poltronificio, alla vigilia della discussione della legge il suo stesso partito cerca di mettere una pezza presentando un emendamento che riconosce come sia inutile indire le elezioni prima di aver trasferito funzioni, personale e organizzazione attraverso le necessarie leggi di settore. Anche la Lega, con un proprio emendamento, parla della necessità di una cabina di regia. È la dimostrazione che il testo, così com'è, non funziona».

«Anche con questi correttivi – concludono – il provvedimento non affronta le vere sfide del Friuli Venezia Giulia».