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Moretuzzo: «Province, i conti non tornano». Il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG evidenzia la spesa di 6 milioni per il passaggio dei dipendenti da EDR alle Province

30 Giugno 2026

«La reintroduzione delle Province non può essere valutata limitandosi ai soli costi degli organi politici. Le stime fornite dall’Assessore Roberti, che quantificano l’onere in un massimo di 1,3 milioni di euro annui, restituiscono un quadro parziale e non rappresentano il costo complessivo dell’operazione. Il solo passaggio dei dipendenti dagli EDR alle Province costerà almeno 6 milioni di euro». È il commento del capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG, Massimo Moretuzzo, alle dichiarazioni dell’Assessore sul costo per la collettività della riforma prevista dal ddl all’esame del Consiglio regionale.

Moretuzzo rileva come, pur avendo l’Assessore assicurato che la riforma non comporterà alcun aggravio per i cittadini, vi siano almeno due voci di spesa non considerate. «La prima riguarda il personale di supporto agli organi politici: è inverosimile immaginare Presidenti e Giunte provinciali senza uffici di staff dedicati. Tale personale non può essere considerato già disponibile né trasferibile dalla Regione, poiché non si tratta di funzioni trasferite e non è previsto nei piani assunzionali. Si tratta quindi di un costo aggiuntivo mai quantificato pubblicamente».

«La seconda voce riguarda il personale da trasferire alle nuove Province: il contratto collettivo prevede un’indennità pari a sei mensilità. Ipotizzando il trasferimento di circa 400 dipendenti degli EDR e una retribuzione media lorda di 2.500 euro mensili, il costo una tantum ammonterebbe a circa 6 milioni di euro».

«Sono importi che non possono essere ignorati. Prima di procedere con una riforma di tale portata sarebbe stato doveroso presentare un quadro economico completo, trasparente e realistico, comprensivo di tutte le spese direttamente connesse alla ricostituzione delle Province. In aula abbiamo chiesto chiarimenti, ma l’Assessore si è limitato a richiamare la stima dei soli costi degli organi politici – conclude Moretuzzo –. I cittadini hanno diritto a conoscere il reale impatto finanziario della riforma: la democrazia non è mai un costo, le scelte sbagliate sì».