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Moretuzzo: «La Regione non abbandoni il Passo di Monte Croce Carnico»

10 Luglio 2026

«Destano preoccupazione le notizie sul tavolo tecnico che si è svolto in Austria sul Passo di Monte Croce Carnico: un appuntamento salutato con grande soddisfazione dai parlamentari leghisti eletti in Friuli-Venezia Giulia e dal vicepresidente del Consiglio regionale Mazzolini, ma nel quale non si è visto un coinvolgimento adeguato della nostra Regione. Non vorremmo che questo rappresentasse il primo segnale di un disimpegno dell’amministrazione regionale su un tema decisivo per il futuro del Friuli». Lo afferma in una nota il capogruppo del Patto per l’Autonomia–Civica FVGMassimo Moretuzzo, dopo l’incontro che si è tenuto ieri in Carinzia sullo stato di avanzamento delle attività preliminari per la progettazione della variante alla statale 52bis Carnica in corrispondenza del valico, al confine tra Italia e Austria.

«Affidare la questione ad Anas – che resta l’ente competente sulla strada – non può essere considerato sufficiente per chiudere una ferita ancora aperta. La Regione, che è già intervenuta in modo operativo e finanziario sulla viabilità esistente, deve assumere un ruolo forte anche nella definizione delle soluzioni alternative, sfruttando appieno gli spazi offerti dalla specialità».

«Per quanto ci riguarda – prosegue Moretuzzo – ribadiamo che la variante di valico è la soluzione più concreta per il Passo di Monte Croce Carnico. L’attuale situazione contrasta con quanto affermato il 13 novembre 2025 dalle istituzioni di Friuli-Venezia Giulia e Carinzia: lo studio di fattibilità presentato allora indicava la variante di valico come opzione prioritaria, e il gruppo bilaterale di esperti, dopo mesi di lavoro, aveva confermato quella valutazione. Non sono intervenute novità né sui trattati internazionali né sulle risorse statali per un tunnel in quota. Nonostante ciò, alcuni continuano a presentarlo come scelta inevitabile».

«Anche dal Tirolo è arrivato un richiamo alla prudenza, con l’invito a tutelare i territori di Lienz e Kitzbühel e ad accantonare ipotesi di nuove gallerie. Restano centrali le criticità idrogeologiche e la salvaguardia delle falde che alimentano Tolmezzo; e i costi, in presenza di tali fragilità, rischiano di aumentare in modo significativo. Per questo – conclude Moretuzzo – è ora di smetterla con le cortine fumogene su una questione non più rinviabile che va affrontata con la necessaria urgenza, scegliendo soluzioni adeguate».


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