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Emergenza caldo, meno alberi e più cemento: Regione e Comuni stanno andando nella direzione opposta a quella imposta dall’Europa?

25 Agosto 2026

«Mentre questa estate ci sfianca con ondate di calore senza precedenti, nella nostra regione continua la perdita di suolo e di patrimonio arboreo. Una contraddizione miope: proprio quando servirebbero più alberi, più ombra e più suolo permeabile, si continuano a progettare interventi che vanno nella direzione opposta». Così Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l'Autonomia-Civica FVG, rilancia l’allarme del Circolo Verdeazzurro Legambiente Trieste, che richiama gli obblighi del Regolamento europeo sul ripristino della natura, in vigore dal 2024.

«Non è più solo una scelta politica su quanto verde debba avere una città – spiega Massolino –. L’Europa ha fissato obiettivi vincolanti: evitare la perdita netta di spazi verdi urbani e copertura arborea fino al 2030, per poi aumentarli. È un cambio di paradigma: il verde urbano è una vera infrastruttura di adattamento climatico. Il Regolamento 2024/1991 stabilisce obblighi che gli Stati devono attuare nei piani nazionali. L’Italia deve ora trasmettere alla Commissione il Piano nazionale di ripristino della natura: è il momento in cui Regione e Comuni devono verificare la compatibilità delle proprie scelte urbanistiche. Non possiamo arrivare al 2030 scoprendo di aver continuato a perdere verde. Abbiamo già presentato un’interrogazione sul contributo del Friuli‑Venezia Giulia in tal senso».

«Eppure i dati mostrano che si procede nella direzione opposta: secondo l’ultimo rapporto ISPRA‑SNPA, nel biennio 2023‑2024 il Friuli‑Venezia Giulia ha perso circa 99 ettari di verde in 53 Comuni. Numeri che dovrebbero imporre una svolta, mentre assistiamo ancora ad abbattimenti, nuove impermeabilizzazioni e trasformazioni di aree verdi in parcheggi. È una politica miope: il verde urbano riduce le temperature, assorbe acqua negli eventi estremi, migliora l’aria e tutela la salute, soprattutto nelle città colpite dall’effetto isola di calore. Alberi e suolo permeabile sono strumenti concreti di adattamento. In questo senso – continua Massolino – valutiamo positivamente l’accoglimento del nostro ordine del giorno, che impegna la Regione a inserire nella strategia climatica un Piano per le infrastrutture verdi, potenziare i vivai, sostenere i Comuni e definire linee guida basate su competenze scientifiche, biodiversità e permeabilità dei suoli. Vigileremo perché questi impegni diventino interventi concreti: la crisi climatica non è astratta, la stiamo vivendo oggi, nelle nostre città».


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