NON DISTURBATE L’ORCHESTRINA DEL TITANIC
Dopo la Corte Costituzionale, ora è la Corte dei Conti a mettere in discussione l’operato della Regione Friuli Venezia Giulia, osservando che “sia l’area della prevenzione che quella dell’appropriatezza e complessità dell’attività ospedaliera vedono il sistema sanitario regionale perdere posizioni, scendendo ancora nella graduatoria delle Regioni nelle specifiche classifiche nazionali”.
La relazione della Corte dei Conti ha suscitato l’ira della governatrice uscente, che l’ha definita “generica, basata su dati incompleti e senza riferimenti precisi agli studi che dimostrerebbero performance negative, quando tutti i dati dicono che il Fvg ha una sanità in miglioramento”, aggiungendo che “la magistratura contabile esprime al meglio le sue competenze quando si muove sul terreno che le è proprio, ossia quando esamina conti e bilanci. Ci sono ambiti, come la salute, che richiedono specializzazioni diverse o ulteriori”. Drastico il suo giudizio finale: “La magistratura non deve fare politica” e “quanto accaduto è al limite dell’eversivo”.
La prossima volta che il partito della governatrice uscente (o quello che ne resterà) dovesse aver di nuovo l’uzzolo di manomettere la Costituzione, si ricordi di abrogare o modificare anche l’art. 103, che stabilisce che la Corte dei Conti è giudice competente a valutare le responsabilità di chi ha la gestione del pubblico denaro. La Corte dei Conti ha essenzialmente lo scopo di responsabilizzare l’attività dei pubblici dipendenti nei confronti dei cittadini non solo e non tanto a fini ripristinatori di equilibri patrimoniali pubblici, ma soprattutto per scopi dissuasivi e a fini emendativi del cattivo esercizio del potere delle amministrazioni. Quindi, ad avviso del Patto per l’Autonomia, la competenza della Corte dei Conti in questo caso non può assolutamente essere messa in discussione, soprattutto da chi è soggetto alla sua censura.
Quanto alle “specializzazioni diverse o ulteriori” che stando alla governatrice sarebbero richieste per ambiti come la salute, non ci risulta che quelle dell’assessore uscente alla Salute Maria Sandra Telesca riguardino la sanità bensì, salvo errore, l’amministrazione e la gestione del personale. Nonostante i supposti “dati” genericamente evocati dalla governatrice uscente, la percezione che la sanità regionale sia in miglioramento non sembra condivisa né dagli utenti né da chi negli ospedali lavora e combatte ogni giorno contro le crescenti drammatiche carenze di mezzi e di organico. Bastano le cronache, anche di questi giorni, per smentire le buone condizioni di salute del servizio sanitario regionale vantate dalla signora Serracchiani: quando si rischia di morire su una barella per gli eccessivi tempi di attesa al pronto soccorso, la soluzione al problema non può essere la “stretta sulla qualità dei servizi” introdotta dalla delibera approvata ieri dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore uscente Telesca, improntata essenzialmente - ancora una volta! - al risparmio di risorse. Anche su questa delibera sarebbe il caso che la signora Serracchiani aprisse da subito un capitolo di discussione con la Corte dei Conti, per evitare altre bacchettate in futuro: bacchettate che cadrebbero su mani diverse dalle sue.
Imbarazzante, comunque, il fatto che a contrastare la relazione della Corte dei Conti venga prodotta una replica firmata dai direttori generali delle aziende sanitarie regionali che mette in discussione le valutazioni negative sul servizio. Imbarazzante ma coerente: in effetti l'ultimo rapporto CREA che ha certificato il drammatico calo della nostra sanità nella classifica nazionale avrebbe visto il Friuli Venezia Giulia all’ultimo posto, nella percezione degli utenti e degli operatori sanitari. A tirarla su fino al penultimo è stato l’unico indicatore strapositivo: l’autovalutazione dei direttori generali sul proprio operato… D’altra parte il proverbio c’insegna che è inutile chiedere all’oste se il suo vino è buono. L’orchestrina del Titanic continuò diligentemente a fare il suo lavoro mentre la nave affondava, e probabilmente ritenne di aver fatto un buon lavoro, così come il capitano e gli ufficiali di bordo. Un po’ diversa, possiamo immaginare, sarà stata la percezione dei passeggeri e dei marinai.
Come Patto per l’Autonomia riteniamo che la tutela della salute dei cittadini della nostra regione debba essere obiettivo prioritario, e che i costi per una sanità efficiente ed esemplare siano del tutto sostenibili, purché cessi una volta per tutte l’insensato drenaggio di risorse locali ad asserito sostegno di un “risanamento del debito pubblico nazionale” di cui, ad onta di tutti i sacrifici impostici ben oltre il dovuto, sinora non s’è vista traccia. La tutela della salute è un diritto essenziale dei cittadini, rispetto alla quale i tagli e i risparmi fatti sulla nostra pelle sono un lusso che non possiamo permetterci: è questione, letteralmente, di vita o di morte. In un momento in cui i partiti tradizionali non fanno nulla per contrastare lo stato di degrado della sanità regionale, come Patto per l’Autonomia ringraziamo, a nome di tutti gli abitanti della nostra regione, la Corte dei Conti per una critica costruttiva da cui partiremo per ripensare la sanità regionale, una volta liquidata l’attuale infelice parentesi governativa, misericordiosamente giunta al termine.
Tullio Avoledo - candidato al Senato per il Patto per l’Autonomia
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