Assemblea pubblica sull’acqua bene comune mercoledì 10 giugno a Trieste
A 15 anni dal referendum sull’acqua pubblica, il voto di milioni di cittadini continua a restare inascoltato. Anche se il 94% delle persone si era espresso per l’acqua bene comune, a Trieste il servizio idrico è ancora gestito da una società privata (unico caso in Regione). Intanto le bollette sono sempre più care: oggi l’acqua a Trieste costa il 75% in più rispetto a Udine, ma la rete idrica perde il 42% dell’acqua che trasporta.
La scadenza della concessione del servizio idrico nel 2027 rappresenta un’occasione storica per far tornare pubblico il servizio. È da più di un anno che Adesso Trieste chiede di istituire una commissione comunale speciale per andare in questa direzione, mentre la maggioranza continua ad evitare di esprimersi chiaramente sul tema. Ricordiamoci che la prossima concessione durerà ben 18 anni, quindi se vogliamo davvero far ridiventare pubblico il servizio, questo è il momento di farci sentire.
A Trieste la bolletta è aumentata del 50% negli ultimi otto anni. Acegas Aps Amga si giustifica dicendo che dipende dalla conformazione del territorio, ma in altre città simili i rincari non sono stati così elevati: a Napoli, dove il servizio è interamente pubblico, nello stesso periodo la bolletta è cresciuta solo del 2%!
E non dimentichiamoci che gli investimenti sulle infrastrutture sono spesso pagati con risorse pubbliche: dal depuratore di Servola ai progetti per la terza linea dell’acquedotto. Anche se i benefici vanno poi nei bilanci delle aziende private.
Per questo con Adesso Trieste abbiamo organizzato un’assemblea pubblica per parlare di trasparenza, gestione pubblica, investimenti e diritto universale all’accesso all’acqua.
📅 mercoledì 10 giugno
⏱️ ore 18
📍 Trieste, via Genova 12, sala della Comunità serbo-ortodossa
Interventi di:
Tommaso Fattori, promotore dei referendum per l’acqua bene comune e organizzatore del Forum Sociale Europeo e del Klimaforum
Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l’Autonomia
Riccardo Laterza, capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio comunale