Quale futuro per il credito in Friuli – Venezia Giulia?
Apprendiamo oggi dalla stampa una notizia che era nell’aria da tempo: le insegne della Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia saranno ammainate e lasceranno il posto a un marchio unico del Gruppo Intesa.
Assistiamo quindi ad un’altra scontata tappa del processo di impoverimento del panorama del credito regionale, alla certificazione, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che la direzione dei grandi gruppi bancari va in direzione contraria al riconoscimento delle nostre specificità locali. Sparisce così un altro pezzo di biodiversità bancaria, per volontà e mandato di un sistema finanziario globale che risponde agli interessi di pochi a danno dei diritti di molti. E chi osa resistere, magari in nome di un credito davvero legato ai territori, alle loro imprese e a loro cittadini, viene quasi deriso.
Per non parlare di quei “giurassici” che addirittura si intestardiscono a difendere i sistemi cooperativi e la tradizione – vera, nei fatti – delle Casse Rurali e Artigiane che hanno fatto la Storia del Friuli. A questi novelli Don Chisciotte i burocrati della BCE al soldo del finanzcapitalismo globale e i Draghi italici loro compari hanno rifilato una serie di imposizioni camuffate da autoriforme.
Se poi la difesa di un sistema di credito locale, come quello della grande maggioranza delle nostre BCC, decide che la nostra linea del Piave ci porta a Trento, dove la rete della Casse rurali ha una forza che ci potrebbe permettere di resistere all’onda d’urto della centralizzazione bancaria, ci pensa la Giunta regionale a correggere la rotta. E lo fa in modo esplicito, cedendo le quote di quel che rimane di Mediocredito a ICCREA, la rete di Bcc che fa capo a Roma e che i nostri renziani hanno deciso di sostenere a spada tratta.
Con buona pace di chi ancora crede che la finanza deve ritornare al servizio dei territori e delle comunità, che la nostra economia non può essere solo quella del villaggio globale, che il credito sia una cosa e la speculazione un’altra.
A questi signori diciamo che questa stagione si sta chiudendo. E’ tempo che la buona politica riprenda il suo posto e consegni al passato i misfatti compiuti.
Massimo Moretuzzo - candidato alla Camera per il Patto per l’Autonomia

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