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Una quota delle opere per le imprese regionali con un proprio codice di appalti, in attuazione dello Statuto speciale

24 Aprile 2018
Creare le condizioni, gli strumenti per far lavorare le imprese del territorio. Lo hanno chiesto a gran voce al candidato del Patto per l’Autonomia alla presidenza della Regione Friuli-Venezia Giulia Sergio Cecotti, i vertici dell’Ance, Associazione nazionale costruttori edili del Friuli-Venezia Giulia, incontrati oggi, martedì 24 aprile, nella sede di Ance Udine. E Cecotti non si è sottratto alla domanda, portando l’esempio da seguire. «La Regione Autonoma Trentino-Alto Adige ha ottenuto recentemente una norma di attuazione dello Statuto speciale che le consente di scrivere, con legge regionale, il suo codice di appalti, in difformità da quello che è il codice degli appalti generale, che vale su tutto il territorio dello Stato. Il Friuli-Venezia Giulia può fare altrettanto – ha spiegato Cecotti –, ottenendo che una quota significativa delle opere venga affidata alle imprese della regione che pagano le tasse qui e permettono di far riaffluire una parte delle risorse spese nel bilancio regionale. Le Giunte che si sono susseguite in questi anni non hanno attuato questa possibilità, ma per noi autonomisti è la strada da percorrere». Altra priorità: disincagliare i molti fondi bloccati dalla burocrazia regionale o locale, «perché seppur scarse, le risorse ci sono e potrebbero consentire un buon rilancio del settore se solo non venissero frenate in modo scandaloso». All’incontro erano presenti Andrea Comar, presidente di Ance Friuli-Venezia Giulia; l’ex presidente Valerio Pontarolo; Roberto Contessi, presidente di Ance Udine; Fabio Millevoi e Massimo Del Mistro, rispettivamente direttore e revisore dei conti di Ance Friuli-Venezia Giulia; Aurelio Di Giovanna, segretario di Ance Udine.

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