Ambiente, le proposte del Patto
Moratoria sulla realizzazione di nuove centraline idroelettriche e costituzione di una società pubblica regionale per la produzione di energia, competenza piena per il governo del territorio
Autonomia significa che le risorse e i beni comuni, come acqua, energia e paesaggio, che appartengono a tutti, devono essere gestiti a beneficio delle comunità e dei territori nelle quali quelle risorse si trovano. A partire da questo presupposto, il Patto per l’Autonomia, per bocca del suo segretario Massimo Moretuzzo, rivendica una moratoria sulla realizzazione di nuove centraline idroelettriche, che «rischiano di impoverire il paesaggio e di produrre scarsi benefici a fronte di impatti ambientali importanti» e pensa alla costituzione di una società pubblica regionale per la produzione dell’energia elettrica, «per far sì che i profitti generati dalla produzione di energia rimangono sul territorio e non finiscano ad arricchire società extraregionali». «La Regione non è stata in grado di modernizzare la strumentazione di governo del territorio, si è trovata a sovraordinare livelli di pianificazione senza una logica attendibile (e di fatto senza risultati) con piani di settore tra loro non coordinati, e nell’insieme ha accumulato ritardi incomprensibili, come nel caso del Piano di tutela delle acque – afferma il candidato del Patto per l’Autonomia alla presidenza della Regione Friuli-Venezia Giulia Sergio Cecotti –. E va segnalato anche il fallimento nell’uso di strumenti di valutazione ambientale, quali la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e la VAS (Valutazione Ambientale Strategica), non più momenti partecipativi e pratiche efficaci su base scientifica, bensì ridotti a inutili passaggi burocratici. L’assenza di strumenti credibili di politica ambientale ha prodotto situazioni assurde come l’elettrodotto aereo Redipuglia-Udine Ovest». Lo stato di fatto si traduce per il Patto per l’Autonomia in una scelta coraggiosa e di responsabilità: quella di richiedere per la Regione Friuli-Venezia Giulia la competenza legislativa ed amministrativa piena nelle materie di governo del territorio, ambiente e paesaggio. «Solo una accresciuta coscienza ambientale dei cittadini e delle comunità accompagnata dalla diffusione di conoscenza può permettere l’attivazione di un percorso virtuoso – spiega Cecotti –. Ed è questo che la Regione Friuli-Venezia Giulia ed il sistema delle autonomie locali, ricostruiti nelle loro plurime identità e funzioni, devono saper garantire».Prossimi appuntamenti
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