Il principio di sussidiarietà e dell'autonomia tra crisi della democrazia rappresentativa e ricerca di nuove forme di partecipazione
La legge di revisione costituzionale che nel 2001 ha introdotto nella Costituzione il principio di sussidiarietà orizzontale, ha utilizzato questa formulazione: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà” (art. 118, ultimo comma).
Il tema delle forme di partecipazione dei cittadini alla vita politica e amministrativa dei nostri territori è una delle questioni che stanno diventando ogni giorno più importanti.
Siamo in un periodo di crisi evidente della democrazia rappresentativa, resa manifesta non solo dal costante calo dei votanti nelle varie tornate elettorali, ma anche dalla situazione delle istituzioni locali che con la scelta dell’elezione diretta dei Sindaci e dei Presidenti della Regione sono sempre più verticistiche e meno “popolari”.
A questa crisi la risposta non può essere quella della politica dei tweet e dell’accentramento dei poteri nelle mani di chi ha suonato le danze negli ultimi decenni.
Serve uno sforzo comune, dal basso, per cui le persone che hanno passione civile e senso di appartenenza al proprio territorio, partecipino alla costruzione di una nuova democrazia, basata innanzitutto sulla gestione condivisa dei beni comuni, sulla possibilità di incidere in modo forte e reale sulle scelte economiche e ambientali che riguardano le proprie Comunità.
Ci sono tante esperienze locali che ci dicono che tutto questo è possibile; storie di persone e associazioni che stipulano un “Patto” con le amministrazioni locali impegnandosi a prendersi cura di una parte del proprio territorio, sia essa un’area verde o un parco pubblico o una scuola da ritinteggiare.
Così come ci sono “Patti territoriali” che hanno messo attorno a un tavolo Comuni, imprese di produzione e di trasformazione, reti distributive e cittadini/consumatori, per costruire in modo partecipato delle filiere economiche locali, sostenibili e solidali, capaci di superare i limiti di una visione dello sviluppo e della crescita vincolata esclusivamente ai parametri del mercato globale.
Un percorso politico e amministrativo che si pone obiettivi di questo tipo e tiene presente un orizzonte etico che fa del coinvolgimento attivo dei cittadini e dell’autogoverno delle Comunità dei capisaldi irrinunciabili, deve trovare degli strumenti coerenti con questi scopi.
In questa fase storica, sicuramente complicata e per molti aspetti affascinante, i principi di Sussidiarietà e Partecipazione possano trovare casa solo in proposte politiche che si radicano nei territori e puntano a una nuova e creativa stagione dell’Autonomia.
Massimo Moretuzzo
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