Legge 482/99. Moretuzzo denuncia i tagli continui dello Stato e lancia un appello: «Serve un fronte comune, trasversale, che chieda al Governo di invertire la rotta»
«Il taglio progressivo dei fondi statali della legge 482/99 è un segnale politico chiarissimo. Il Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio - l’ente responsabile dell’attuazione e del finanziamento della 482 – sta riducendo anno dopo anno le risorse destinate alla tutela e valorizzazione delle minoranze linguistiche storiche, è un segnale di disinteresse evidente da parte dello Stato, che sta progressivamente arretrando su un dovere costituzionale, indebolendo un patrimonio che la legge 482 è nata proprio per proteggere». Lo denuncia il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG Massimo Moretuzzo, ricordando che in quattro anni il finanziamento al Friuli-Venezia Giulia è stato praticamente dimezzato.
«Nel 2022 alla Regione arrivavano quasi 1,2 milioni di euro, di cui oltre 596 mila destinati allo Sportello regionale per la lingua friulana. L’anno successivo le risorse sono scese a poco più di 826 mila euro, con 507 mila allo Sportello. Nel 2024 il fondo si è ridotto ulteriormente, fermandosi a circa 573 mila euro, e solo 300 mila per lo Sportello. Nel 2025 siamo arrivati a 546 mila euro complessivi, con appena 286 mila destinati alla struttura regionale che garantisce servizi linguistici ai cittadini e ai Comuni. È un trend chiaro: ogni anno si perde qualcosa, e ogni anno si restringe la capacità di garantire continuità ai progetti».
«Se lo Stato continua a ridurre le risorse – prosegue Moretuzzo –, sarà inevitabile che la Regione debba farsi carico in modo strutturale di ciò che Roma non finanzia più: sportelli linguistici, attività culturali, progetti educativi, servizi ai territori. Non è sostenibile che un patrimonio linguistico riconosciuto dalla Costituzione venga progressivamente scaricato sulle spalle degli enti territoriali. La legge 482 esiste proprio per garantire che lo Stato faccia la sua parte: senza un finanziamento adeguato, l’intero sistema di tutela delle minoranze linguistiche rischia di indebolirsi fino a diventare inefficace».
«Per questo lanciamo un appello alla Giunta, alle consigliere e ai consiglieri regionali e ai parlamentari friulani: serve un fronte comune, trasversale, che chieda al Governo di invertire la rotta. La tutela linguistica non è un tema di nicchia: è un dovere costituzionale e un investimento culturale che riguarda l’intera comunità regionale. Continuare a tacere significa accettare che la legge 482 venga svuotata anno dopo anno. Dobbiamo farci sentire, con una voce sola».
