Grignano, giù gli alberi superstiti. Massolino «Intollerabile questo ulteriore scempio calpestando la volontà della cittadinanza», Laterza «Una politica incapace di andare oltre un modello basato sul cemento»
«Hanno aspettato che finisse la Barcolana, ora arrivano le motoseghe. Stamattina sono comparse le transenne attorno agli ultimi pini marittimi della baia di Grignano, e pare che domani inizieranno i lavori di abbattimento». Così Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l'Autonomia - Civica FVG commenta quanto avvenuto stamattina nella baia di Grignano.
«Dopo lo scempio perpetrato nella zona nord, trasformandola in un parcheggio assolato fronte mare, ora tocca alla zona sud, dove era prevista un'area pedonale per il tempo libero, con panchine e spazi di socialità. Al suo posto? Altri parcheggi. Evidentemente, per questa Regione contano solo i posti auto, non il benessere delle persone né la tutela dell'ambiente e del paesaggio. Mentre l’Europa chiede di ripristinare gli ecosistemi e aumentare il verde urbano, la Giunta Fedriga approva una legge urbanistica che parla tanto di consumo di suolo e tutela ambientale per poi fare esattamente il contrario. Abbatte alberi adulti, sani e stabili, che da decenni proteggono dal caldo, assorbono CO₂ e caratterizzano uno dei paesaggi più preziosi del nostro territorio. Alberi che non possono essere sostituiti semplicemente piantandone altri, magari di dimensioni e tipologie ridicole come quanto fatto nella parte nord. Ancora una volta la volontà della cittadinanza, che aveva raccolto 2000 firme per salvarli e aveva addirittura presentato un esposto alla Procura, viene calpestata. Dopo la nostra interrogazione in Consiglio regionale avevamo appreso con sgomento che fosse loro intenzione abbatterli dopo la Barcolana 2025, alla fine ci hanno messo solo un anno in più e pensano di farlo adesso sperando che la questione venga dimenticata prima delle elezioni: ci impegneremo perché non sia così. Grignano non è soltanto una battaglia per alcuni pini. È il simbolo di un modo di governare che considera il verde sacrificabile, le automobili più importanti delle persone e la voce della cittadinanza irrilevante».
«Ancora una volta l'ambiente, la salute e la qualità della vita sono vittime di una politica incapace di andare oltre un modello basato sul cemento - aggiunge Riccardo Laterza, capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio comunale -. Fa rabbia pensare che il costo delle scelte sbagliate di oggi verrà pagato soprattutto dalle nuove generazioni. Per Trieste e in particolare per le aree costiere già ampiamente artificializzate serve invece progettare interventi che diano nuovamente spazio alla natura anziché distruggerla. Ci impegniamo perché la Riviera Barcolana non faccia la fine che la destra sta facendo fare al porticciolo di Grignano».
