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Rai sopprime la terza edizione dei TG regionali

Bidoli: «Quali azioni intende intraprendere la Giunta Fedriga a difesa dell’informazione regionale? Serve intervento anche sulla tutela delle minoranze linguistiche».

Interrogazione del Patto per l’Autonomia. Domani la discussione in Aula.

«La Giunta regionale si attivi subito per scongiurare l’eliminazione della terza edizione del TG regionale, decisa dalla Rai, e per chiedere finalmente l’applicazione della Convenzione sulla lingua friulana nel servizio pubblico radiotelevisivo». Così il consigliere regionale del Patto per l’Autonomia, Giampaolo Bidoli, alla vigilia della discussione in Aula dell’interrogazione con la quale il Gruppo Consiliare chiederà all’assessore competente quali azioni intenda intraprendere per vedere difeso il diritto di informazione del Friuli-Venezia Giulia garantendo il mantenimento dell’edizione notturna del TGR, eventualmente anche in altro orario come è avvenuto nella provincia di Bolzano per razionalizzare i costi.

Per il Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia si tratta dell’«ennesimo attacco alle strutture territoriali, segno evidente di un progressivo processo di centralizzazione della Rai, che mina la possibilità di dare alle comunità regionali un’informazione corretta e completa, della quale oggi c’è estrema necessità. A questo si aggiunge l’inadempienza dell’azienda sull’applicazione delle norme vigenti a tutela delle minoranze linguistiche. La nuova Convenzione sulla lingua friulana nel servizio pubblico radiotelevisivo non solo non affronta la questione dell’istituzione, presso la sede Rai di Udine, di una struttura autonoma dedicata alla radio e alla televisione in lingua friulana, con l’assegnazione di una redazione deputata all’ideazione e produzione di notiziari e trasmissioni informative e di approfondimento formata da personale qualificato e di provata esperienza, come legittimamente richiesto dalla comunità di lingua friulana sull’esempio di altre realtà regionali, ma non è neppure applicata pienamente, in particolare per la parte relativa alla programmazione radiotelevisiva con ore concesse in più rispetto a quelle previste nei precedenti accordi, ma di cui non c’è riscontro», osserva Bidoli. L’ultima convenzione ha previsto un aumento delle risorse per ampliare le trasmissioni radiotelevisive in lingua friulana. Eppure, «nonostante i fondi aggiuntivi, la programmazione televisiva Rai in lingua friulana negli ultimi mesi rimane limitata, comprendendo la trasmissione di molte repliche, e ben poche sono state le produzioni originali nuove, alcune delle quali sottotitolate in italiano, scelta di cui non si comprende la ragione. Come vengono spese le risorse? E quando sarà possibile vedere un palinsesto strutturato, come accade normalmente in tutte le reti – si chiede il consigliere del Patto per l’Autonomia –? In altre Regioni e Province Autonome, i diritti delle minoranze sono salvaguardati in ben altro modo nell’ambito del servizio pubblico radiotelevisivo. Non è accettabile che in Friuli-Venezia Giulia il tema non si affronti con la dovuta serietà e le norme vigenti non vengano rispettate. La Regione, garante dei diritti della minoranza friulana, si attivi subito».


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