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Voto contrario al disegno di legge assestamento da parte del consigliere regionale del Patto per l’Autonomia Giampaolo Bidoli

31 Luglio 2022

Un assestamento dalle risorse notevoli e rispetto al quale la maggioranza aveva garantito massima disponibilità all’ascolto e alle proposte anche delle opposizioni, salvo poi bocciarle perché ritenute strumentali.

Le numerose proposte presentate dal Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia rappresentavano le istanze di comunità, imprese ed enti locali. Per questa ragione, c’è il rammarico che non siano state accolte anche perché orientate ad avviare azioni di lungo respiro, importanti per il futuro del territorio. Emblematico è l’intervento sulle energie rinnovabili. Si è preferito il bonus alle imprese invece che sostenere gli investimenti nella produzione di energia.
Per quanto riguarda la montagna, tante le considerazioni da fare. Patiamo una condizione drammatica del Corpo forestale regionale, che si è palesata in queste giornate di grosse difficoltà legate agli incendi, con la carenza di personale e di dotazioni e vengono azzerati in tabella i capitoli legati alle dotazioni di mezzi e alle opere e interventi volti alla previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi. Si è fatto qualcosa per sanare le criticità esistenti? (Un plauso enorme va a tutti quelli che, con abnegazione, stanno operando in situazioni drammatiche, con un pensiero speciale alla volontaria Elena Lo Duca).
I progetti per i giovani in montagna attendono di essere finanziati. Una montagna che si sta spopolando sempre più drammaticamente. A tutti piace la montagna da cartolina: quella con il parco giochi, la strada asfaltata per il Lussari per farci passare il Giro d’Italia e poi abbiamo viabilità ordinarie indecenti. Prima, la scadente manutenzione ordinaria delle strade era colpa della mancanza di un ente che se ne occupasse dopo la soppressione delle Province, ora invece che ci sono gli Enti di decentramento regionale la situazione è ancora peggio di prima e, in alcuni casi, sono le amministrazioni comunali a prendersi carico di alcuni tratti stradali, seppur non di loro competenza, pur di ovviare alle criticità.
C’è poi il tema della scarsa attenzione ai sentieri in montagna e a tutte le azioni realizzate anche con l’aiuto del CAI. Associazione che evidentemente non gode di molte simpatie solo per il fatto di aver avuto il coraggio di fare alcune dichiarazioni rispetto ad interventi in montagna discutibili e di cui abbiamo dato conto anche noi del Patto. Volontari che tengono puliti i sentieri della nostra bella montagna, quella non firmata, quella che in questo periodo ha avuto un incremento turistico dell’8%. Sentieri che sono ritornati utili in queste giornate dove gli incendi stanno mettendo a dura prova genti, animali, ambiente. Emblematiche sono le vicende che hanno coinvolto gli abitanti di Resia che non potendo transitare sulla strada principale si sono fatti a piedi anche un’ora di cammino sui sentieri che per fortuna sono agibili e puliti. Pensate se anche questi non fossero stati transitabili.
Penso poi al caso del campeggio della Valtramontina: il più grande della regione, con 40 anni di vita alle spalle e fortissimi legami con la comunità, chiuso dal 2018 e nessuna prospettiva di riapertura nonostante la raccolta di 11 mila firme in quella direzione e le tante promesse di molti amministratori. La chiusura ha significato mancate entrate per il Comune di Tramonti di Sotto di oltre 60 mila euro, 3 famiglie trasferite e molte attività chiuse (dall’alimentare alla pompa di benzina) per i mancati introiti. Il tutto in un comune a forte vocazione turistica che quindi necessiterebbe di una struttura come quella del campeggio. Una situazione drammatica, ma forse altre (Electrolux per il Friuli occidentale o Wartzila per l’area triestina) sono più drammatiche di quella della Valtramontina… Riaprire il campeggio è possibile adeguando innanzitutto la difesa spondale, ma è necessario volerlo. Per altri progetti (la realizzazione di una palestra di roccia e la costruzione di un nuovo campeggio) i soldi si trovano…
E ancora, inondiamo i Comuni con risorse senza dare loro gli strumenti adatti e normativi per poterle gestire. Emblematico è il caso di Gorizia, dove sarà la Regione ad attuare, per conto del Comune, gli interventi e le attività previsti dal progetto Borgo Castello finanziato dal PNRR. Comprendo l’importanza di Gorizia/Nova Gorica 2025, ma il mondo non finisce in quell’anno. Ci sono altre cose da fare e altre scadenze col PNRR. Sarà la Regione ad attuarle per tutti i Comuni?
La sanità è al limite e chi ha la pazienza di ascoltare il territorio giornalmente, si accorge dei disagi che inesorabilmente i cittadini della nostra regione patiscono.
Non è una questione solo ed esclusivamente di soldi. Serve un governo delle cose migliore. Perché il risultato è sotto gli occhi di tutti: sanità in difficoltà, enti locali in difficoltà, Corpo forestale in difficoltà, diversi servizi sotto stress…
Infine, tra le nostre proposte bocciate c’è anche quella per il sostegno ai campi scuola organizzati dalle sezioni territoriali dell’Associazione nazionale degli alpini. Campi scuola che in due realtà regionali, per esempio, si stanno già svolgendo in questi giorni e stanno coinvolgendo più di 100 giovani tra i 16 e i 20 anni che arrivano da tutta Italia. Una bellissima iniziativa che avrebbe potuto inserirsi nel solco della legge di riconoscenza agli alpini approvata qualche mese fa, ma che pare essere già stata dimenticata nei contenuti dalla maggioranza. Certo sarebbe stato solo un piccolo contributo ma paradigmatico delle modalità operative di questa maggioranza.


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